• 1 Luglio 2022 9:20

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Pompei, riaprono al pubblico le stanze del potere

Nov 15, 2016

Un altro pezzo di quella Pompei negata per decenni torna a essere visitabile: questa volta siamo nel cuore della città romana, nell’area meridionale del Foro, la piazza porticata che era il cuore della vita politica, economica e religiosa della colonia romana conquistata da Silla nell’89 avanti Cristo e perciò consacrata a Venere, la divinità prediletta dal dittatore romano. Vie le transenne, tutto il lato sud del Foro con parte della Casa di Championnet e con la Casa dei Mosaici geometrici che si apre su Via delle Scuola viene recuperato grazie al Grande progetto Pompei nella Regio VIII, recentemente restituita alla fruizione.

E riapre anche il complesso degli edifici municipali che occupano il lato meridionale del Foro. Ecco il Comitium, l’edificio che occupa l l’angolo sud-est della piazza nel quale si svolgevano le elezioni che ogni anno si svolgevano per scegliere i magistrati cittadini: qui, interessanti scavi condotti da archeologi delle università di Colonia e di Tubinga hanno portato alla luce strutture della fase ellenistica e sannitica. Riaprono poi la serie dei tre edifici affiancati che aprono direttamente sul Foro, dove aveva sede l’amministrazione pubblica: il Tabularium, l’archivio della città, circondato da un’intercapedine per isolarlo dal resto degli edifici a protezione dal rischio incendi; poi la Curia, la sede dove si riuniva il senato locale, edificio con gli alloggiamenti delle sedute per ospitare i membri della Curia; infine, l’Edificio dei Duoviri che ospitava i magistrati che governavano Pompei: anche qui sono stati condotti saggi di scavo che hanno portato all’individuazione di una serie di botteghe nello strato più profondo risalenti al III e al II secolo avanti Cristo. Queste strutture vennero poi distrutte per far spazio al lato meridionale del portico in tufo che collegava la Basilica con il Comitium.

Ma la novità più attesa che il direttore Massimo Osanna presenta domani è la Casa dei Mosaici geometrici, una grande abitazione di oltre 60 ambienti, che riunisce 2 case preesistenti e risistemata in antico dopo il terremoto del 62 dopo Cristo, 17 anni prima dell’eruzione pliniana del 79 dopo Cristo.

Una casa bellissima, mai vista prima, praticamente sconosciuta al grande pubblico: Chiusa perché aveva grossi problemi strutturale e agli apparati decorativi, a cominciare dal vasto atrio, uno dei più ampi della città di Pompei, con un impluvio (la vasca per la raccolta dell’acqua piovana) finalmente recuperato. Tornano a splendere intonaci e e mosaici molto raffinati a tessere bianche e nere su motivi a labirinto e scacchiera.

La casa ha un

affaccio panoramico sul sinus Stabianus (il golfo di Stabiae), verso la costiera sorrentina e il monte Faito: una casa molto ricca, che viene inserita ora nel nuovo percorso di visita, con più di 60 ambienti su una superficie di 3mila metri quadrati e una scenografica disposizione a terrazze panoramiche.

E mentre si apre un nuovo pezzo di Pompei, già si pensa al 2 dicembre, quando il ministro Dario Franceschini inaugurerà il percorso per disabili.

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