• 23 Luglio 2026 21:23

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Polizia Postale: “Aumentano le truffe con l’Intelligenza artificiale”

Lug 22, 2026

AGI – Le truffe fatte con l’IA sono ormai sempre più diffuse: ci sono quella dei like, quella romantica, quella del figlio arrestato, quella del nipote a cui hanno rubato il telefono. E poi il finto annuncio di lavoro, il bonifico sospetto, la falsa vincita o la spedizione da ritirare: “praticamente una nuova al giorno, grazie all’intelligenza artificiale l’unico limite è la fantasia, e i gruppi criminali di fantasia ne hanno da vendere”. A dirlo all’AGI è Antonio Caliò, dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della polizia postale del Veneto.

“Stanno ideando truffe sempre nuove – prosegue – grazie all’IA creano facilmente pagine web, immagini, replicano la voce e fanno chiamate fingendosi parenti, agenti di polizia, carabinieri o guardia di finanza dicendo che il figlio o il nipote è in commissariato e servono i soldi per pagare un avvocato. E sanno anche quando lanciare gli attacchi: di sera, quando siamo stanchi o in pieno turno di lavoro quando siamo di fretta e non prestiamo troppa attenzione”.

I dati della Polizia postale

Secondo i dati della Polizia postale, nel 2025 in tutta Italia sono stati 51.560 i crimini online scoperti, con 293 arresti, 7.590 persone denunciate e 2.157 perquisizioni. Numeri in crescita, ma allarmanti non tanto per il numero o il trend.

“I numeri e le percentuali sono simili, variano di qualche cifra, ma la cosa più allarmante è che le truffe fatte con l’IA cambiano volto in continuazione, sono sempre diverse: un’evoluzione continua. Ci sono i russi, gli ucraini e i moldavi che sono hacker bravi e strutturati e prendono di mira soprattutto le aziende – prosegue Caliò – poi c’è chi prende di mira i ‘normali cittadini’ e questi provengono da ogni parte. Ci sono i campani che sono molto bravi, ma recentemente abbiamo scoperto un filone che portava a un gruppo criminale del centro Africa”.

Come difendersi dai raggiri con l’IA

La truffa che va per la maggiore nelle ultime settimane? Quella dei like: un messaggino che invita a votare il balletto della figlia o l’esibizione della nipote per permetterle di vincere un premio. Peccato però che il link contenga un virus e rimandi solo apparentemente alla piattaforma per il voto. Risultato? “Alla meglio ti rubano l’identità digitale, alla peggio si impossessano di tutti i tuoi dati e ti svuotano il conto corrente” spiega Caliò.

Per quanto riguarda l’indagine, poi, “se si resta nel circuito nazionale si riesce a recuperare le somme indebitamente prese, ma se i truffatori sono all’estero e magari le cifre sono modiche, in quel caso diventa se non impossibile molto, ma molto più difficile – ha infine concluso – La logica è quella del “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”: non si deve credere a tutto, e se si è di fretta, stanchi o si ha anche il minimo dubbio conviene prendersi del tempo, riagganciare e se necessario chiamare il 112 per verificare“.

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