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Piazza Affari chiude positiva (+0,7%). A Jackson Hole, Yellen si terrà aperte tutte le porte

Ago 24, 2016

MILANO – Dopo la corsa della vigilia, i listini europei aprono deboli ma provano a rafforzarsi dopo le prime battute di scambi. Milano gira in positivo dello0,5% con le banche che confermano il buon momento di ieri. Unicredit è sempre la regina del listino, in vista di una possibile cessione di una quota della controllata polacca Pekao, che potrebbe alleggerire le necessità di aumento di capitale. Bene di nuovo Mediaset, all’indomani della richiesta di danni da parte di Fininvest verso Vivendi, che porta la battaglia legale tra Italia e Francia oltre 2 miliardi di euro. Recuperano terreno rispetto all’apertura anche le altre Borse europee: Londra resta in rosso dello 0,2%, mentre Francoforte torna sulla parità e Parigi guadagna lo 0,1%.

Gli investitori registrano la crescita delle possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve già nel 2016, salite martedì dal 51 al 55 per cento in vista della riunione di dicembre, mentre il petrolio torna a indebolirsi sotto 48 dollari al barile. “L’incertezza sulle prossime mosse della Fed pesa soprattutto sui mercati emergenti, che potrebbero essere colpiti da un’eventuale stretta monetaria”, spiega a Bloomberg Stephen Innes, trader sul valutario da Singapore.

Si avvicina intanto il giorno (venerdì 26 agosto) del discorso di Janet Yellen, presidente della Fed, al simposio annuale dei banchieri centrali di Jackson Hole. Gli indizi arrivati dai dati macro americani sono ancora misti: ieri sono cresciute le vendite di case nuove, ma la manifattura ha rallentato. Segnali contrastanti che complicano le scelte di Washington. Secondo gli osservatori, Yellen – che a differenza del predecessore Ben Bernanke è stata più parca di indicazioni nei suoi discorsi pubblici, dovrebbe mantenersi aperta la porta per un possibile rialzo già a settembre, senza però prendere alcun impegno concreto a farlo. Anche perché nel mentre sia la Bce che la Banca centrale del Giappone dovranno riunirsi per valutare le rispettive situazioni e si aspettano nuove misure di sostegno all’economia (Mario Draghi non parteciperà al summit nel Wyoming).

Le Borse Ue si rafforzano. A Jackson Hole, Yellen si terrà aperte tutte le porte

Le possibilità di rialzo dei tassi Usa nella riunione del 20-21 settembre prossimi: restano basse. Per la riunione di dicembre superano invece il 50%

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Notizie poco incoraggianti, per la ripresa economica del Vecchio continente, sono arrivate dalla Germania, dove è stata confermata la frenata del secondo trimestre dell’anno con il Pil in crescita dello 0,4%, rispetto allo 0,7% dei primi tre mesi. L’agenda macroeconomica di giornata prevede poi dagli Usa l’indice dei prezzi delle case a giugno e le vendite di case esistenti a luglio. Il cambio euro-dollaro è in leggero calo, con la moneta del Vecchio continente che scambia a 1,12922 biglietti verdi. Avvio piatto per lo spread tra Btp e Bund decennale: staziona a 122 punti. Continuano però gli acquisti sui bond governativi dell’area euro. Il Btp mostra un rendimento in calo sotto l’1,13% mentre il Bund presenta un rendimento a -0,095%.

Le Borse Ue si rafforzano. A Jackson Hole, Yellen si terrà aperte tutte le porte

L’andamento del Pil tedesco: la linea indica la variazione sul trimestre precedente, le barre quella sullo stesso trimestre dell’anno prima (fonte Destatis)

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In mattinata, la Borsa di Tokyo ha recuperato le perdite della vigilia terminando la seduta con un progresso dello 0,61% a 16.597 punti. Seduta poco mossa alla Borsa di Shanghai con l’indice principale che al termine delle contrattazioni mostra una flessione dello 0,14% a 3.085 punti.

Gli indici di Wall Street hanno chiuso la seduta in rialzo, ieri sera, pur sotto i livelli massimi raggiunti in giornata che avevano portato il Nasdaq a segnare un nuovo record intraday. Il rimbalzo del petrolio – alimentato da rinnovate speranze per un potenziale accordo per un congelamento della produzione – ha sostenuto l’azionario: il Dow Jones ha aggiunto alla fine lo 0,10%, a quota 18.547,26, l’S&P500 lo 0,2% e il Nasdaq lo 0,30%. Oggi il petrolio, in attesa di conoscere i dati sulle scorte Usa, si è mostrato in flessione sui mercati asiatici. Per gli analisti di Goldman Sachs, si tratta di prese di beneficio dopo la crescita dei prezzi di agosto, che sarebbe andata addirittura al di sopra delle aspettative. Il Wti con consegna ottobre perde l’1,5% a 47,4 dollari al barile e il Brent con consegna lima l’1,2% a 49,35 dollari al barile. L’oro è stabile (-0,04%) in Asia a 1.336,97 dollari.

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