• 14 Aprile 2026 23:30

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Olimpiadi, l’Italia si prepara alla candidatura

Apr 14, 2026

AGI – Nel mondo c’è una voglia diffusa di Olimpiadi estive ma anche invernali. Tutto già assegnato fino al 2032 per la terza Olimpiade in Australia, a Brisbane dopo Melbourne ’56 e Sydney 2000, nel mondo si pensa già alle edizioni successive, dal 2036 con focus anche sul 2040 e 2044.

L’assegnazione di un evento olimpico avviene di prassi sette anni prima – quelle del 2036 in teoria nel 2029 – ma nulla vieta ai membri del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) di anticipare il processo ed eventuale fare una doppia assegnazione come già accaduto per Los Angeles 2028 e Brisbane 2032 o Alpi Francesi 2030 e Park City 2034. L’Italia, reduce dall’ottima riuscita organizzativa e sportiva dei Giochi invernali di Milano Cortina 2024, pare essere già in “rampa di lancio” per preparare nuovi interessanti e attraenti masterplan e candidature.

Il Nord Ovest in campo

La scelta di candidare una città, un’area metropolitana o un Paese, deve essere una scelta condivisa, dallo sport ma anche dalle istituzioni, governo in primis. È notizia di oggi la volontà del Nord Ovest, cuore economico e produttivo d’Italia, di allestire una proposta per le Olimpiadi estive del “domani”. Coinvolte sarebbero PiemonteLombardiaLiguria, territori che hanno dimostrato ampie capacità organizzative per eventi globali e non solo sportivi.

Il sogno di Roma

C’è, però, chi sogna di riportare i Giochi olimpici a Roma, magari nel 2040 a 80 anni da quell’indimenticabile edizione di Roma ’60. A lanciare il primo guanto di sfida era stato il 5 dicembre scorso il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio che, in pieni preparativi di Milano Cortina 2026, aveva detto, “avremmo la possibilità magari di candidare Roma per le Olimpiadi nei prossimi 15 anni“.

Il modello diffuso

L’eventuale progetto di candidatura Piemonte, Lombardia e Liguria potrebbe essere sulla falsariga di quella di Milano Cortina 2026, ovvero diffusa. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, presente nel giugno del 2019 a Losanna in occasione dell’assegnazione dei Giochi all’Italia, ha già fatto sapere, “non temiamo un derby con Roma, se vorrà provarci vediamo quale sarà il progetto migliore” per poi aggiungere, “il Veneto è fuori dal progetto perché abbiamo pensato di trovare una logica anche di vicinanza, a Torino ci si va in 40-45 minuti col treno e a Genova in un paio d’anni sarà la stessa cosa”.

 

 

Il sostegno delle istituzioni

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, è stato chiaro, “questa proposta nasce da un’esperienza concreta e recente, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, le prime diffuse della storia, un modello che ha saputo conquistare il mondo perché fondato sulla capacità dei territori di lavorare insieme e di soddisfare esigenze diverse” precisando che Piemonte, Lombardia e Liguria rappresentano “uno dei motori più dinamici d’Europa“.

Il quadro internazionale

L’Italia nei confronti del Cio gode di stima, fattore importante. La presidente del Cio, Kirsty Coventry ha elogiato l’organizzazione italiana e il suo modello diffuso. Per il 2036, però, si rischia l’ammucchiata di candidature, forse più “facile” correre per il 2040 o 2044. Nei prossimi anni la corsa alle assegnazioni si preannuncia molto difficile, complicata, e nello scenario geopolitico mondiale servono alleanze non solo fra Paesi ma fra continenti interi.

Le candidature in corsa

Per il 2036 hanno ipotizzato la candidatura almeno cinque Nazioni: Turchia con Istanbul, India con Ahmedabad, Cile con Santiago, Qatar con Doha e Sudafrica. La Germania vuole tornare a marchiarsi con i cinque cerchi olimpici, non per forza di cosa nel 2036 ma nelle edizioni a seguire. Interessate sono Monaco di Baviera, Amburgo, Berlino e la regione del Reno-Ruhr.

Il caso tedesco

Alla fine di ottobre 2025, Monaco di Baviera ha ottenuto l’approvazione dei suoi cittadini tramite referendum (66,4%) per portare avanti il suo piano di ingresso formale nella fase di candidatura. È in corso il cosiddetto “Dialogo Continuo” con il Cio. Delle Nazioni in “corsa” solo la Germania ha già ospitato almeno un evento a cinque cerchi. La Confederazione Sportiva Olimpica Tedesca (Dosb) il 26 settembre durante la 23esima assemblea generale a Baden-Baden deciderà quale candidatura proporre al Comitato Olimpico Internazionale.

Russia e Africa

La Turchia è dal 2000 che ci prova con cadenza quadriennale ma niente da fare. Il Qatar aveva provato altre due volte. Ci potrebbe essere anche la Corea del Sud con una proposta su Giochi diffusi. Tra le altre variabili c’è il ritorno della Russia sullo scacchiere internazionale. Mosca sicuramente chiederà sia le Olimpiadi estive (già ottenute nel 1980) che quelle invernali dopo Sochi 2014. Va detto che in termini di logistica, infrastrutture e impianti in Russia è già tutto pronto, basterebbe solo qualche ritocco.

Il fronte africano

Aspetto tutt’altro che trascurabile sono le origini della neo presidente del Cio, Coventry, lo Zimbabwe. A questo va aggiunto il grande desiderio di tanti Paesi africani di ospitare le Olimpiadi, forse nel 2036 è troppo presto. I Giochi olimpici estivi giovanili di ottobre in Senegal saranno sicuramente un importante test. Il Marocco, il Sud Africa, lo stesso Egitto sono Paesi ad alta vocazione sportiva e non settoriale come potrebbero essere Kenya ed Etiopia, “capitali” del mezzofondo nell’atletica leggera.

 

AGI – Nel mondo c’è una voglia diffusa di Olimpiadi estive ma anche invernali. Tutto già assegnato fino al 2032 per la terza Olimpiade in Australia, a Brisbane dopo Melbourne ’56 e Sydney 2000, nel mondo si pensa già alle edizioni successive, dal 2036 con focus anche sul 2040 e 2044.
L’assegnazione di un evento olimpico avviene di prassi sette anni prima – quelle del 2036 in teoria nel 2029 – ma nulla vieta ai membri del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) di anticipare il processo ed eventuale fare una doppia assegnazione come già accaduto per Los Angeles 2028 e Brisbane 2032 o Alpi Francesi 2030 e Park City 2034. L’Italia, reduce dall’ottima riuscita organizzativa e sportiva dei Giochi invernali di Milano Cortina 2024, pare essere già in “rampa di lancio” per preparare nuovi interessanti e attraenti masterplan e candidature.
Il Nord Ovest in campo
La scelta di candidare una città, un’area metropolitana o un Paese, deve essere una scelta condivisa, dallo sport ma anche dalle istituzioni, governo in primis. È notizia di oggi la volontà del Nord Ovest, cuore economico e produttivo d’Italia, di allestire una proposta per le Olimpiadi estive del “domani”. Coinvolte sarebbero Piemonte-Lombardia-Liguria, territori che hanno dimostrato ampie capacità organizzative per eventi globali e non solo sportivi.
Il sogno di Roma
C’è, però, chi sogna di riportare i Giochi olimpici a Roma, magari nel 2040 a 80 anni da quell’indimenticabile edizione di Roma ’60. A lanciare il primo guanto di sfida era stato il 5 dicembre scorso il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio che, in pieni preparativi di Milano Cortina 2026, aveva detto, “avremmo la possibilità magari di candidare Roma per le Olimpiadi nei prossimi 15 anni”.
Il modello diffuso
L’eventuale progetto di candidatura Piemonte, Lombardia e Liguria potrebbe essere sulla falsariga di quella di Milano Cortina 2026, ovvero diffusa. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, presente nel giugno del 2019 a Losanna in occasione dell’assegnazione dei Giochi all’Italia, ha già fatto sapere, “non temiamo un derby con Roma, se vorrà provarci vediamo quale sarà il progetto migliore” per poi aggiungere, “il Veneto è fuori dal progetto perché abbiamo pensato di trovare una logica anche di vicinanza, a Torino ci si va in 40-45 minuti col treno e a Genova in un paio d’anni sarà la stessa cosa”.
 

 
Il sostegno delle istituzioni
Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, è stato chiaro, “questa proposta nasce da un’esperienza concreta e recente, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, le prime diffuse della storia, un modello che ha saputo conquistare il mondo perché fondato sulla capacità dei territori di lavorare insieme e di soddisfare esigenze diverse” precisando che Piemonte, Lombardia e Liguria rappresentano “uno dei motori più dinamici d’Europa”.
Il quadro internazionale
L’Italia nei confronti del Cio gode di stima, fattore importante. La presidente del Cio, Kirsty Coventry ha elogiato l’organizzazione italiana e il suo modello diffuso. Per il 2036, però, si rischia l’ammucchiata di candidature, forse più “facile” correre per il 2040 o 2044. Nei prossimi anni la corsa alle assegnazioni si preannuncia molto difficile, complicata, e nello scenario geopolitico mondiale servono alleanze non solo fra Paesi ma fra continenti interi.
Le candidature in corsa
Per il 2036 hanno ipotizzato la candidatura almeno cinque Nazioni: Turchia con Istanbul, India con Ahmedabad, Cile con Santiago, Qatar con Doha e Sudafrica. La Germania vuole tornare a marchiarsi con i cinque cerchi olimpici, non per forza di cosa nel 2036 ma nelle edizioni a seguire. Interessate sono Monaco di Baviera, Amburgo, Berlino e la regione del Reno-Ruhr.
Il caso tedesco
Alla fine di ottobre 2025, Monaco di Baviera ha ottenuto l’approvazione dei suoi cittadini tramite referendum (66,4%) per portare avanti il suo piano di ingresso formale nella fase di candidatura. È in corso il cosiddetto “Dialogo Continuo” con il Cio. Delle Nazioni in “corsa” solo la Germania ha già ospitato almeno un evento a cinque cerchi. La Confederazione Sportiva Olimpica Tedesca (Dosb) il 26 settembre durante la 23esima assemblea generale a Baden-Baden deciderà quale candidatura proporre al Comitato Olimpico Internazionale.
Russia e Africa
La Turchia è dal 2000 che ci prova con cadenza quadriennale ma niente da fare. Il Qatar aveva provato altre due volte. Ci potrebbe essere anche la Corea del Sud con una proposta su Giochi diffusi. Tra le altre variabili c’è il ritorno della Russia sullo scacchiere internazionale. Mosca sicuramente chiederà sia le Olimpiadi estive (già ottenute nel 1980) che quelle invernali dopo Sochi 2014. Va detto che in termini di logistica, infrastrutture e impianti in Russia è già tutto pronto, basterebbe solo qualche ritocco.
Il fronte africano
Aspetto tutt’altro che trascurabile sono le origini della neo presidente del Cio, Coventry, lo Zimbabwe. A questo va aggiunto il grande desiderio di tanti Paesi africani di ospitare le Olimpiadi, forse nel 2036 è troppo presto. I Giochi olimpici estivi giovanili di ottobre in Senegal saranno sicuramente un importante test. Il Marocco, il Sud Africa, lo stesso Egitto sono Paesi ad alta vocazione sportiva e non settoriale come potrebbero essere Kenya ed Etiopia, “capitali” del mezzofondo nell’atletica leggera.
 

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