• 11 Settembre 2026 16:04

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Nuova Renault Niagara, il pick-up da quasi 5 metri con il comfort di un SUV

Set 11, 2026

Il nome era già comparso nel 2023 su una concept, adesso Niagara diventa un modello di serie. Sviluppata per l’America Latina, l’ultima proposta Renault si colloca a metà fra SUV e pick-up: cassone e trazione integrale convivono con un abitacolo che prova a offrire lo stesso comfort delle sport utility di segmento C. E tanto altro verrà nell’arco dei prossimi anni, visto che il costruttore ha annunciato il lancio di 14 nuovi modelli da qui al 2030.

La Niagara nasce sulla piattaforma RGMP pick-up e verrà costruita nello stabilimento argentino di Santa Isabel, a Córdoba. L’intero progetto ha una forte impronta locale: il design è opera del Renault Design Center Brazil, mentre allo sviluppo hanno lavorato i centri di ingegneria brasiliani e argentini. Prima di arrivare alla produzione i prototipi hanno percorso circa 800.000 km durante oltre 50.000 ore di test.

Quasi cinque metri e un cassone da 938 litri

Che la Renault Niagara non abbia nulla di compatto ce lo dicono i numeri: nella configurazione 4×2 tocca i 4,91 m, che salgono a 4,94 sulla 4×4, e raggiunge 1,72 metri di altezza. I cerchi possono essere da 17 o 18 pollici. Invece di seguire i soliti dettami dei pick-up, i designer hanno sondato una strada alternativa. Tanto per cominciare, il centro della calandra ospita la scritta Renault anziché il logo della Casa, con il cofano alto a rafforzare l’aspetto massiccio del pick-up. Sotto, lo ski e le protezioni in Alliance Black sottolineano l’indole da fuoristrada, mentre sulle fiancate le maniglie posteriori nascoste nel montante donano pulizia al profilo della vettura.

Ufficio Stampa RenaultIl design della Renault Niagara unisce SUV e pick-up

A giudicare dal cassone, la definizione di pick-up anticipa la vocazione pratica. Renault dichiara una capacità di 938 litri e una portata di 654 kg, con otto punti ai quali assicurare ciò che viene trasportato. Sul fondo è disponibile pure una presa da 12 V per collegare un’attrezzatura e agganciando un rimorchio si possono trainare fino a 710 kg. Il portellone, largo 1.030 mm e alto 615 mm, si apre elettricamente.

Non tutti utilizzeranno però la Niagara per lavoro e Renault sembra averlo tenuto bene a mente. Il telone scorrevole consente di lasciare qualcosa nel cassone al riparo da acqua e polvere, ma il particolare più curioso è un altro: sul portellone è stato ricavato un portabicchieri. Piccola concessione a picnic, campeggio e giornate all’aperto, utilizzi parecchio lontani dal classico carico di attrezzi.

A bordo entra in azione Google

Il cassone racconta una metà della Niagara, per scoprire l’altra bisogna salire a bordo. Qui Renault ha preferito avvicinarsi ai suoi SUV, a cominciare dai due schermi sistemati sulla plancia: 10,2 pollici per la strumentazione digitale e 10,1 per il display centrale. Quest’ultimo ospita OpenR Link e porta direttamente in macchina Google Maps, Google Play e gli altri servizi del colosso americano. Tra le funzioni previste compare Gemini, utilizzabile attraverso richieste formulate in maniera naturale. Android Auto e Apple CarPlay possono invece collegarsi senza cavo, così lo smartphone non deve necessariamente finire collegato a una presa ogni volta che si sale in macchina.

Ufficio Stampa RenaultGoogle Gemini “sale” a bordo della Renault Niagara

Renault ha riservato qualche cura pure a chi viaggia dietro. La panchetta posteriore presenta un’inclinazione di 25 gradi e alle spalle degli schienali nasconde un vano supplementare da 36 litri, raggiungibile direttamente dall’abitacolo. A seconda della versione si aggiungono la regolazione elettrica dei sedili anteriori e l’illuminazione ambientale, per la quale sono disponibili 48 colori.

L’impostazione dell’abitacolo può variare attraverso il sistema Multi-Sense, che interviene su alcuni parametri della vettura e permette di adattarne il comportamento alle preferenze del guidatore. Lo spazio è stato studiato pensando pure ai numerosi oggetti che finiscono normalmente a bordo: oltre al vano da 36 litri ricavato dietro la panchetta, la Niagara dispone infatti di diversi scomparti distribuiti nell’abitacolo.

Benzina, Flex Fuel e quattro ruote motrici

Sotto il profilo meccanico la Niagara parte da un quattro cilindri 1.3 turbo a iniezione diretta, proposto a benzina oppure con alimentazione Flex Fuel in base al mercato. Sulla 4×2 eroga 156 CV, la variante integrale ne mette a disposizione 160, con 270 Nm di coppia massima in entrambi i casi. La trasmissione lascia una certa libertà, perché al manuale a sei marce si affianca un automatico EDC a doppia frizione con lo stesso numero di rapporti. Renault ha progettato inoltre la piattaforma RGMP pensando all’elettrificazione e una versione ibrida entrerà successivamente nella gamma Niagara.

Nel caso 4×4 una manopola sistemata nella console permette di intervenire sulle modalità di guida: Eco, Comfort, Sport e Smart coprono l’utilizzo quotidiano, al quale si aggiungono Mud-Sand e Off-Road quando il fondo comincia a complicare le cose. In condizioni normali la Niagara utilizza le ruote anteriori, ma può inviare coppia al retrotreno se l’aderenza diminuisce e arrivare a una ripartizione del 50% fra i due assi.

Il lavoro dedicato alla versione integrale riguarda pure il telaio. L’altezza libera dal terreno raggiunge 233 mm contro i 223 della 4×2 e al retrotreno troviamo uno schema multilink, accompagnato da una taratura specifica di molle e ammortizzatori. Renault dichiara di aver ridotto del 30% la frequenza dei movimenti della carrozzeria rispetto ai riferimenti utilizzati durante lo sviluppo.

Un progetto nato in America Latina

Sul fronte della sicurezza Renault ha raccolto oltre venti sistemi di assistenza alla guida. Tra quelli disponibili figurano il cruise control adattivo con funzione Stop & Go, il monitoraggio dell’angolo cieco e il mantenimento della corsia, oltre alla frenata automatica d’emergenza. Nelle manovre può intervenire la telecamera a 360 gradi, affiancata dai sensori di parcheggio anteriori e posteriori.

La Niagara avrà un ruolo importante pure nei piani industriali del Gruppo. La produzione è stata affidata allo stabilimento di Santa Isabel, che opera a Córdoba da oltre settant’anni e ha già costruito più di 3,5 milioni di veicoli Renault. Argentina e Brasile saranno fra i mercati principali insieme alla Colombia, prima dell’arrivo in ulteriori Paesi dell’America Latina.

Il nuovo pick-up inaugura infine futuREady, il piano attraverso il quale Renault vuole rafforzare la propria presenza fuori dall’Europa. Entro il 2030 sono previsti 14 nuovi modelli e l’obiettivo è realizzare sui mercati internazionali la metà delle vendite complessive del marchio. Alla Niagara spetta aprire questa fase, affidandosi a una formula pensata espressamente per le esigenze latinoamericane anziché adattare un modello nato altrove.

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