Dacia rimescola le carte nel segmento delle piccole elettriche e lo fa con il modello che, più di ogni altro, ha reso la mobilità a batteria accessibile a un pubblico enorme. Nuova Spring arriva con una piattaforma inedita, proporzioni completamente ripensate e uno spirito che resta fedele al DNA del marchio rumeno: tanta sostanza, pochi fronzoli e un prezzo che continua a fare la differenza. Della generazione precedente, va detto subito, resta solo il nome. Tutto il resto è stato rivisto da zero.
La prima di quattro nuovi modelli elettrici
Non si tratta di un restyling qualunque. Nuova Spring inaugura infatti l’offensiva a zero emissioni che Dacia ha messo nero su bianco nel piano strategico presentato lo scorso marzo: entro il 2030 il marchio promette quattro veicoli 100% elettrici, e la seconda generazione di Spring è la prima a scendere in campo.
Un debutto che pesa, considerando che dal 2021 a oggi la piccola Dacia ha superato le 210.000 unità vendute in oltre quaranta Paesi, aprendo le porte dell’elettrico a moltissimi automobilisti alle prime armi con la ricarica.
Toni neutri e design di carattere
Chi conosce la Spring di prima generazione sa che il pubblico ha sempre preferito le tinte più discrete, con il bianco in cima alle preferenze di vendita. Dacia accoglie questa abitudine e per il lancio propone una gamma di quattro colori essenziali: Agave, Grigio Scisto, Nero Etoilé e Bianco Ghiaccio.
Proprio l’Agave, una tonalità di azzurro-verde piuttosto particolare, sembra destinata a diventare il colore-immagine della nuova Spring, quello che comparirà più spesso nelle foto ufficiali e nelle pubblicità. Non è escluso che con l’arrivo di nuovi allestimenti la tavolozza possa arricchirsi ulteriormente, ma per ora la filosofia resta quella della semplicità.
Sul fronte estetico, il cambiamento è netto. Le proporzioni sono del tutto inedite: la carrozzeria guadagna 18 centimetri in larghezza e 15 in lunghezza rispetto al modello uscente, un’evoluzione che regala alla vettura un aspetto più solido e imponente, oltre a liberare spazio a bordo. Il design è squadrato, geometrico, con un cofano corto e alto e passaruota pronunciati che richiamano un’anima da piccola fuoristrada urbana.
Le fasce nere che uniscono i fari anteriori e i gruppi ottici posteriori accentuano la larghezza e mettono in risalto la firma luminosa, ispirata al simbolo Dacia Link, che nella parte superiore è illuminata da LED mentre in quella inferiore si limita a riflettere la luce creando un piacevole effetto sospeso.
Interni
Anche l’abitacolo segue la stessa filosofia che da sempre contraddistingue Dacia: pochi elementi e tutti utili. La plancia privilegia le linee orizzontali per dare una sensazione di maggiore spazio e rendere immediata la lettura delle informazioni. Davanti al guidatore trova posto un quadro strumenti digitale da 7 pollici, mentre al centro spicca un touchscreen da 10,1 pollici per l’allestimento più ricco, pensato per essere consultato comodamente sia dal conducente sia dal passeggero.
Le sellerie giocano su tonalità di blu che richiamano il colore Agave, mentre numerosi vani portaoggetti – incluso uno inedito per il segmento, ricavato sotto il cofano anteriore da 18 litri – confermano l’attenzione per la praticità quotidiana. Il bagagliaio arriva fino a 337 litri, un valore che la colloca ai vertici della categoria e che può salire a 1.283 litri abbattendo i sedili posteriori.
iStockDacia Spring 2026: l’elettrica economica non è più la stessa
Motore e autonomia
Sul piano tecnico, Nuova Spring nasce sulla piattaforma RGEV small di Renault Group, la stessa base che sostiene anche la nuova Twingo elettrica, con cui condivide motore e pacco batterie. Una scelta che permette di contenere i costi senza rinunciare alle tecnologie più recenti del gruppo francese. Il propulsore eroga 60 kW, pari a 80 CV, con una coppia di 175 Nm: numeri che non promettono scatti fulminei (lo 0-100 km/h si ferma a 12,1 secondi, con punta massima di 130 km/h), ma che risultano più che sufficienti per muoversi con disinvoltura nel traffico cittadino ed extraurbano.
Il vero punto di forza resta l’efficienza. Con appena 1.212 kg a vuoto, Nuova Spring si conferma una delle elettriche più leggere della categoria, un fattore che si traduce in consumi dichiarati di 12,7 kWh ogni 100 km, tra i più bassi del mercato. La batteria LFP da 27,5 kWh garantisce un’autonomia dichiarata di 250 km nel ciclo misto WLTP. Numeri che, secondo gli studi di utilizzo Dacia, permettono alla maggior parte degli utilizzatori di ricaricare una sola volta a settimana.
Quanto alla ricarica, Spring non punta sui grandi numeri ma sulla convenienza: di serie c’è un caricabatterie AC da 6,6 kW che consente di fare il pieno di energia comodamente da una presa domestica, passando dal 15 all’80% in circa 9 ore, il tempo di una notte insomma, senza dover installare wallbox dedicate e mantenendo il costo dell’energia al minimo. Chi vuole velocizzare i tempi può contare su una presa potenziata (5 ore e 40 minuti) o su una wallbox da 7 kW (2 ore e 55 minuti).
In opzione arriva anche un pacchetto più performante, con AC fino a 11 kW e un attacco DC da 50 kW che riduce il tempo di ricarica rapida a soli 28 minuti dal 15 all’80%. A completare il quadro, la garanzia sul pacco batterie copre 8 anni o 160.000 km.
Due allestimenti
La gamma resta volutamente semplice, altro marchio di fabbrica Dacia: due sole versioni, Expression e Journey, entrambe con lo stesso propulsore da 80 CV, la stessa batteria da 27,5 kWh e lo stesso caricatore da 6,6 kW. La Expression, punto d’accesso alla gamma, offre già cerchi da 15 pollici, climatizzatore manuale, sensori di parcheggio posteriori e sistema Media Control.
Salendo alla Journey si aggiungono cerchi da 16 pollici, chiave keyless, telecamera posteriore e il sistema Media Nav Live con schermo da 10,1 pollici, navigazione connessa per 8 anni e compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto.
Prezzi
Un dettaglio non trascurabile per chi guarda anche alla provenienza dell’auto: Nuova Dacia Spring viene assemblata interamente in Europa, nello stabilimento sloveno di Novo Mesto. Un elemento che, oltre a garantire filiere più corte, consente alla vettura di accedere agli incentivi statali previsti nei vari Paesi dell’Unione Europea per l’acquisto di veicoli a zero emissioni.
I prezzi, va detto, restano il vero asso nella manica: l’intera gamma si posiziona sotto i 20.000 euro, con la Expression che parte da 17.900 euro e la Journey da 19.500 euro.