• 29 Luglio 2021 1:43

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Nucleare, Calenda: ritardi nella gestione dei rifiuti ma ora condizioni di lavoro serio

Set 14, 2016

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ammette ritardi e criticit nella gestione dell’intero processo del programma di gestione dei rifiuti

radioattivi ma rileva come nelle ultime settimane si siano finalmente create le condizioni per riprendere un lavoro serio di approfondimento, confronto e garanzia. In audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, il ministro ha sottolineato come puntiamo molto ai contenuti che potranno

venire fuori dalla consultazione pubblica sul programma e alle successivi conclusioni del Vas, come primo momento di garanzia di qualit ambientale del processo. In parallelo potr avviarsi anche la procedura pubblica sulla Carta dei siti.

In aggiunta, secondo Calenda, il complemento delle scelte sull’assetto della Sogin e su Isin rappresentano una precondizione ineludibile per assicurare che tutto si svolga in modo efficace, trasparente, secondo modalit condivise e che

tutti possano comprendere e verificare le scelte compiute, in tempo reale, e trovare riscontro nelle proprie giuste pretese di certezza e sicurezza.

Carta aree idonee a rifiuti entro un anno

Se le previsioni sui tempi della procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica, ndr) e dell’approvazione del Programma saranno rispettate, la pubblicazione della Carta si colloca tra il secondo (fine della consultazione) e il terzo (approvazione del Programma) trimestre 2017. Cos ancora in audizione alla Camera, il ministro dello Sviluppo sui tempi necessari per la pubblicazione della Carta che indica le aree idonee ad ospitare il deposito unico nazionale per le scorie radioattive, che dovrebbe quindi arrivare entro la fine del settembre 2017. Successivamente, per la realizzazione del deposito, si scelta la strada di una procedura semi-negoziata complessa ma trasparente, sui modelli adottati dagli altri Paesi europei. Il tempo stimato per arrivare all’autorizzazione circa quattro anni e mezzo dalla definizione delle caratteristiche delle aree potenzialmente idonee, al netto di possibili ricorsi e ritardi.

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