• 29 Luglio 2021 13:39

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Equitalia addio in Lombardia, Maroni: “Via la cartella arriva l’avviso”: al via il nuovo sistema

Set 14, 2016

“In Lombardia cancelliamo la cartella esattoriale e la sostituiamo con l’avviso bonario”. Alla vigilia dell’addio a Equitalia – licenziata il 12 settembre con una decisione di giunta – il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, spiega le principali novità del sistema. E lo fa in diretta tv, in una trasmissione di canale 5. La decisione sarà operativa a partire da domani, giovedì 15 settembre. La filosofia? Con l’addio a Equitalia, ha concluso Maroni, “in Lombardia voglio creare un modello di fisco amico dei cittadini, che poi Renzi può copiare ed esportare in tutta Italia”.

Che tipo di tributi. Maroni ha chiarito che il nuovo modello di riscossione che sarà gestito da Rti Publiservizi srl e Duomo Gpa riguarda soli i tributi regionali (tasse automobilistiche, tasse universitarie, depositi nelle discariche, concessioni sul patrimonio demaniale, caccia e pesca) perché sugli altri la Regione non ha potere di intervento.

La filosofia. “Bisogna distinguere – ha detto – fra chi è un evasore vero e chi si trova in un momento di particolare difficoltà: chi vuole frodare il fisco deve essere colpito ma un’impresa, o una persona in difficoltà, non può essere fatta fallire né può essere cacciata di casa se non può pagare un tributo”.

Via la cartella arriva l’avviso bonario. Con il nuovo sistema “si avvisano i cittadini che non hanno pagato un tributo: se il motivo è perché non possono a causa di problemi, la Regione, che ha tutto l’interesse a incassare quanto le è dovuto, sarà disposta ad andare loro incontro, tramite la rateizzazione o altre formule. Per noi i lombardi sono prima cittadini e poi contribuenti”.

“Voglio un fisco umano, che colpisca gli evasori veri ma abbia comprensione per chi vive delle reali difficoltà” ha ribadito il governatore.

I vantaggi per la Regione. “Il primo – spiega Maroni – è una riduzione dell’aggio, cioé quanto la Regione paga al concessionario. Prima era l’8 per cento ora è il 5,9. Questo vuole dire più soldi per la regione e una riduzione dei costi per i cittadini”.

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