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Milan: investitori da mille miliardi di euro, ma il mercato è autofinanziato

Dic 16, 2016

venerdì 16 dicembre 2016 20:31

MILANO – Fra gli investitori cinesi in trattativa per comprare il Milan ci sono realtà finanziarie e imprenditoriali che gestiscono complessivamente asset per oltre mille miliardi di euro, secondo quanto riferiscono fonti vicine al dossier che hanno consultato gli ultimi documenti ufficiali scambiati nel negoziato. Nella lista, considerata ancora non definitiva, ci sarebbe anche la Huangshi Zhongbang Sports Development, presentata come una realtà specializzata nel settore dell’edilizia sportiva, oltre China Industrial Bank Asset Management, società che fa parte di uno dei principali gruppi bancari cinesi e capitalizza oltre 40 miliardi di euro e la China Huarong Asset Management, di proprietà pubblica, società di gestione patrimoniale con asset per 145 miliardi euro.

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MERCATO AUTOFINANZIATO – Queste cifre non bastano però a dare nulla per scontato da qui al 3 marzo, data ultima per il closing ottenuta da Sino-Europe Sports con una seconda caparra da 100 milioni di euro. Vincenzo Montella segue tutto con distacco,

dissimulando serenità a ridosso di un mercato di gennaio che rischia di essere come quello estivo, all’insegna del “vorrei ma non posso”. I principi dell’autofinanziamento e della condivisione delle scelte fra l’attuale proprietà e i cinesi sono un freno. Si parla già di diversità di vedute sul prolungamento del contratto di Bonaventura con aumento da uno a due milioni di euro all’anno, appena definito da Galliani col manager del giocatore, Raiola.

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“POCHI MEGLIO DI NOI” – Potrebbe non esserci condivisione nemmeno sull’ipotesi di cedere Bacca, unica soluzione per incassare 25 milioni di euro tutti in una volta. Un sacrificio necessario per ottenere giocatori come Badelj o Papu Gomez? “Non mi presto al gioco, le valutazioni economiche competono alla società – ha tagliato corto Montella. Sono contento di ciò che ho. Penso di essere molto più invidiato di quanto io possa invidiare altri. Vedo poche squadre sopra di noi e tante dietro. Dipende cosa può e vuole fare la società”.

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