Hai sia prenotato che pagato l’auto da prendere in noleggio, eppure, al momento del ritiro, la compagnia vuole la tua carta. Ti può sembrare insolito e, magari, cominci a chiederti se la società sia in buona fede o se si stia inventando solo una scusa per spillarti ulteriore denaro. In realtà, la pratica è piuttosto diffusa e la legge italiana la consente. Non è necessariamente un addebito, ma può rappresentare una precauzione adottata in caso di spiacevoli sorprese future, quando ti sarà ormai stato affidato il veicolo. Probabilmente ci sarebbero meno disagi se l’utilizzo delle parole “deposito” e “pre-autorizzazione” fosse sempre corretto nelle normali situazioni di vita quotidiana.
Un blocco temporaneo
Con la pre-autorizzazione la società non incassa la somma indicata, bensì la rende temporaneamente indisponibile, così da verificare che la carta funzioni e abbia fondi sufficienti per garantire il noleggio. Se utilizzi una carta di credito, quindi, vedrai diminuire il plafond a tua disposizione, pur senza trovare un normale pagamento nell’elenco dei movimenti contabilizzati, mentre il deposito vero e proprio comporta il trasferimento del denaro.
Non esiste una cifra uguale per chiunque: l’importo cambia in base alla compagnia, alla categoria del veicolo e alle coperture sottoscritte, ma può incidere anche il Paese nel quale ritiri l’auto. Il Centro Europeo Consumatori indica una forbice molto larga, compresa tra 200 e oltre 1.500 euro, motivo sufficiente per leggere le condizioni prima della partenza senza aspettare di trovarsi davanti all’addetto.
Deposito e franchigia, inoltre, non coincidono, perché il primo garantisce la disponibilità di una somma, mentre la seconda stabilisce quale parte del danno può rimanere a carico del cliente secondo la copertura scelta. In alcuni casi una protezione aggiuntiva riduce anche il deposito, ma non è una regola valida per tutte le società.
Attenzione alla carta
Avere denaro sul conto non basta, dato che la carta deve essere normalmente intestata al conducente principale e appartenere a una tipologia accettata dalla compagnia. Quelle di credito rimangono le più richieste, mentre le carte di debito possono essere ammesse con limitazioni e le prepagate vengono accettate raramente per bloccare la cauzione. Una carta utilizzata per pagare la prenotazione online potrebbe dunque essere rifiutata al banco, così come quella intestata a un familiare o a un compagno di viaggio.
Prima di partire conviene controllare anche il plafond disponibile: se non copre la cifra richiesta, la società può rifiutarsi di consegnare il veicolo. Pagare in anticipo non risolve il problema, perché il costo della prenotazione e la garanzia seguono due strade diverse.
Quando viene sbloccata la somma
Alla riconsegna l’operatore verifica le condizioni dell’auto e calcola quanto resta eventualmente da pagare: se non emergono problemi, la compagnia dispone lo svincolo della pre-autorizzazione. Il denaro, però, potrebbe non tornare utilizzabile nello stesso istante, visto che i tempi dipendono anche dalla banca o dall’emittente della carta e non esiste una scadenza universale.
Danni, carburante mancante o altri importi previsti dal contratto possono determinare un addebito, perciò, per ridurre il rischio di contestazioni, conviene fotografare l’auto al ritiro e alla consegna, facendo annotare ogni segno già presente. Al termine è utile ottenere un documento che certifichi lo stato del veicolo e chiedere conferma dello sblocco.
La cauzione non va quindi considerata un costo nascosto, ma nemmeno ignorata, perché per alcuni giorni può sottrarre una cifra consistente al budget disponibile. Controllare in anticipo importo, carta ammessa e condizioni di restituzione evita che il primo imprevisto del viaggio si presenti ancora prima di mettere in moto.