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Nintendo Switch, arriva l’era della flessibilità: 9 ragioni per cui tutti i videogiocatori devono ringraziare Nintendo – International Business Times Italia

Ott 22, 2016

Nintendo Switch, ex Nintendo NX, è stata finalmente svelata al pubblico giovedì 20 ottobre in un trailer che cerca di riassumerne le caratteristiche, confermando un po’ le tante indiscrezioni emerse nel corso dell’estate. L’ultima arrivata in casa Nintendo dimostra ancora una volta le capacità di innovazione di questa compagnia e di segnare nuovi stardard per il settore. Ci sembra quindi il momento ideale per poter ripercorrere insieme le (tante) innovazioni introtte da Nintendo e che hanno segnato per sempre l’industria dei videogiochi.

1. NINTENDO E 10NES CHIP

Il Nintendo, noto anche come Nes e Famicom (nella versione giapponese), non è stata certo la prima console a vedere la luce, ma è stato l’hardware che ha rilanciato il mercato videoludico dopo il videogame crash del 1983. Determinante fu l’introduzione del chip 10NES per combattere la pirateria e evitare che per la macchina potesse uscire software di bassa qualità (la produzione di videogiochi di bassa scarsa qualità da parte di piccoli di team di sviluppatori homebrew fu una delle cause che rovinò la reputazione di Atari).

2. HARDWARE DENTRO LE CARTUCCE

Per aggirare i limiti della macchina e dare maggiori possibilità agli sviluppatori, Nintendo capì l’importanza di inserire chip all’interno delle cartucce. Nel caso del Nes molte cartucce vennero equipaggiate con chip per espandere i 2kb di RAM della console. Fu una mossa semplice e intelligente, che consentì di tenere bassi i costi di produzione della macchina e espandere le capacità della stessa in modo il più flessibile possibile (e quando magari certi chip costano meno). Chip integrati vennero usati in seguito anche da Sega e dalla stessa Nintendo rispettivamente per le cartucce del Mega Drive e del Super Nintendo.

3. CONTROLLER NES

Controller NESUn’immagine di archivio del buon vecchio pad del Nintendo 8-bit Evan-Amos / wikimedia commons

Una croce direzionale, due pulsanti di fuoco e un pulsante per il select e uno per lo start, il tutto distribuito su un rettangolo orizzontale. A vederlo oggi il pad del Nes 8-bit sembra più banale che semplice ma ha contribuito a standardizzare il sistema di controllo delle console (del resto basta dare uno sguardo a quello che è venuto prima per rendersi conto del perché). I joypad arrivati successivamente non sono altro che evoluzioni, ergonomiche e tecniche, di un modello che ha dettato lo standard del settore, diventando tra l’altro un’icona.

4. GAME BOY E LA RIVOLUZIONE PORTATILE

Nintendo GameboyUn’immagine di archivio del primo storico Game Boy William Warby / Creative Commons 2.0

Ci hanno provato in molti a entrare nel mercato portatile dei videogame, ma solo la Nintendo ci è riuscita veramente. Il game boy è stato il primo vero dispositivo portatile da gioco di massa, influenzando lo stile e le abitudini di milioni di videogiocatori di tutto il mondo (e tutt’oggi la Nintendo rimane la regina di un settore che inizia però a subire la presenza degli smartphone).

5. I TASTI LATERALI DEL CONTROLLER

SNES controllerIl controller del Super Nintendo in un’immagine di archivio Skia / Commons Creative 3.0

Apparsi sullo Snes (o Super Famicom, per gli amanti del Sol Levante) i produttori, così come i videogiocatori, non ne hanno più potuto fare a meno. Anche questa è stata una piccola rivoluzione che il settore videoludico si trascina da decenni e che sopravvive ancora oggi.

6. CONTROLLER ANALOGICO

Nintendo 64, controllerIl rivoluzionario controller del Nintendo 64 in una foto d’archivio. Nella parte basse del pad si può notare la presenza del Rumble Pack, un dispositivo che introduceva la vibrazione al controller Evan-Amos

Quando parliamo di controller, Nintendo non può che stare in prima posizione in termini di innovazioni, capace di condizionare l’intero settore e segnare nuovi standard. Sotto questo punto di vista il controller del Nintendo 64 è stato forse uno dei più importanti della storia. Entrati ormai con entrambi i piedi nell’era tridimensionale Nintendo fu la prima a capire l’importanza di (re)introdurre la levetta analogica, senza mandare in soffitta la croce direzionale, per consentire al videogiocatore un maggiore controllo del personaggio nelle ambientazioni 3D. Il resto della storia lo conosciamo, con le altre compagnie a seguito (Sony in primis) che si sono affrettate ad aggiornare i loro joypad per inserire lo stick analogico.

7. RUMBLE PACK: ARRIVA LA VIBRAZIONE NEL PAD

È stata un’altra caratteristica introdotta sul pad del Nintendo 64. Bastava infatti aggiungere questo modulo, chiamato appunto Rumble Pack, per aggiungere la funzione della vibrazione al joypad Nintendo. Anche questa è stata un’innovazione che è poi diventata standard di settore ed è utilizzata ancora oggi.

8. SENSORI DI MOVIMENTO

Wii, sensori di movimentoDue giocatori alle prese con il gioco di tenni di Wii Sport Richard Lemarchand / Creative Commons 2.0

Altra piccola rivoluzione, sempre per quanto concerne il sistema di controllo, l’abbiamo avuta con il Wiimote e i sensori di movimento. Non che questi ultimi li abbiamo inventati la Nintendo o sia stati la prima a impiegarli in un sistema di gioco, ma è senz’altro stata la prima a proporre un concept nuovo e vincente. Dopo il successo della Wii anche le altre compagnie (Sony e Microsoft) si sono affrettate a proporre sistemi simili e oggi i sensori di movimento (o altri sistemi utili per tracciare il movimento del videogiocatore) sono un altro standard presente nei controller di praticamente tutti i sistemi di nuova generazione.

9 NINTENDO SWITCH: ARRIVA L’ERA DELLA FLESSIBILITÀ?

Arriviamo finalmente alla Nintendo Switch. La macchina è un ibrido tra una console casalinga e portatile, o meglio è una console dotata di schermo autonomo (l’unità centrale è praticamente identica a un tablet) che può essere giocata in ogni luogo, o comodamente a casa collegata al televisore. Non entriamo qui nel merito di analizzare i dettagli della nuova console, anche perché ad oggi oltre al nome e al design mostrato nel trailer di presentazione si sa ancora poco.

Quello che in questo caso ci sentiamo di dire è che l’innovazione presentata da Nintendo non è tanto nella console portatile-casalinga 2 in 1 in sé, piuttosto nelle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie in termini di modularità e flessibilità. Del resto di console portatili che diventano casalinghe ne abbiamo già viste in passato. Può ad esempio venire in mente la non molto vecchia Neo Geo X presentata in occasione dell’anniversario dei 20 anni del Neo Geo: la console portatile poteva essere messa in una docking station, che ricorda la gloriosa Neo Geo, e essere collegata alla tv.

La cosa che invece colpisce del trailer della Nintendo Switch è la molteplicità di soluzioni offerte al giocatore di poter interagire con la macchina. Nintendo libera finalmente la console dagli schemi tradizionali che hanno resistito per tutti questi anni e apre forse un nuovo futuro per il settore. Al momento rimangono i dubbi degli investitori, che temono che alla fine la compagnia giapponese possa perdere attrito anche nel mercato portatile. Ma c’è anche da dire che la console pare stia suscitando la curiosità dei giocatori e la critica finora pare essere favorevole. Chissà che non sia questo il vero “rinascimento dei videogiochi” di cui parlò Mark Cerny, lead system architect di PS4, qualche mese prima che uscì sul mercato l’ultima console Sony.

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