• 28 Giugno 2026 12:59

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Nichols N1A, una supercar pura nel mito di Senna e Prost

Giu 28, 2026

Prendere il meglio del passato proiettandolo nel futuro. In un’epoca storica dove le sportive sembrano aver messo da parte le caratteristiche più estreme e brutali, in favore di una maggiore sicurezza a bordo, emergono ancora voci fuori dal coro. Bassa, aperta e leggerissima, la Nichols N1A esce dal seminato, priva della sovrastruttura digitale tipica delle vetture ad alte prestazioni oggi disponibili sul mercato. Anche senza rincorrere i record sui circuiti più celebri al mondo, il nuovo bolide promette di far ritrovare certe sensazioni al volante, smentendo tutti coloro che le ritengono ormai irrecuperabili.

Se l’idea ha preso piede è d’obbligo un “grazie” a Steve Nichols, ingegnere americano passato ai vertici della Formula 1. Il suo nome resta legato soprattutto alla McLaren MP4/4 del 1988, la monoposto capace di vincere 15 Gran Premi su 16 con Ayrton Senna e Alain Prost. Oggi recupera quella ricerca dell’efficacia e la traduce in una barchetta stradale ispirata alle Can-Am degli anni Sessanta.
Dopo lo sviluppo, la N1A è entrata nella fase di produzione, affidata alla britannica RML, esperta nella costruzione di auto ad alte prestazioni in piccola serie. In questo caso la tiratura non raggiunge neanche la soglia dei 150 esemplari e il listino parte da 450.000 sterline, tasse escluse, mentre per uno dei 15 esemplari della serie Icon 88 servono almeno 500.000 sterline. Le prime consegne sono in programma entro la fine del 2026.

La forma prima dei numeri

La linea della N1A non cerca di imitare una Formula 1. Il riferimento principale è la McLaren M1A del 1964, prima sportiva del marchio fondato da Bruce McLaren e base delle successive vetture Can-Am. Dallo storico modello riprende la carrozzeria molto bassa, i passaruota pronunciati, il parabrezza ridotto al minimo e l’abitacolo quasi appoggiato sull’asfalto.

Nichols, però, è andato oltre il concetto di replica. Le proporzioni classiche sono state adattate a una struttura moderna, in alluminio e fibra di carbonio. Il risultato misura circa 4,3 metri in lunghezza ma non raggiunge il metro di altezza. Di profilo si capisce quanto il pilota sia esposto e quanto poco spazio resti tra il corpo e la strada.

Ufficio Stampa NicholsPeso piuma: meno di 900 kg per la Nichols N1A

All’apertura delle portiere si può notare come le distrazioni siano state ridotte al minimo. I comandi si azionano ancora a mano e al centro dell’abitacolo spicca la leva del cambio manuale, il cui pomello si ispira a quello utilizzato sulla McLaren con cui Senna vinse il Gran Premio di Monaco del 1989. È il ponte di collegamento con la carriera di Nichols e un periodo automobilistico ancora celebrato per le emozioni regalate agli appassionati.

Meno di 900 kg e un V8 senza filtri

Invece di limitarsi a guardare la potenza, per capire il valore della N1A sarebbe il caso di considerare il peso, tenuto sotto i 900 kg nella configurazione definitiva. Una leggerezza rara tra le supercar odierne, che spesso superano la soglia della tonnellata e mezza, persino quando adottano ampie porzioni in carbonio.

La versione di accesso utilizza un V8 aspirato da 6,2 litri e circa 475 CV, mentre il 7,0 litri arriva a circa 700 CV. Con il motore più potente, il rapporto peso-potenza arriva a circa 780 CV per tonnellata. Sono cifre enormi, ma la N1A non nasce per ridurre tutto a uno scatto da semaforo.

La trasmissione manuale a sei rapporti invia la coppia alle ruote posteriori, nello stile delle sportive di una volta, sebbene telaio e materiali appartengano al presente. La ricerca di un comportamento diretto interessa anche l’assetto. Per le sospensioni Nichols ha scelto uno schema a doppi triangoli con ammortizzatori regolabili. ABS, controllo di trazione e servosterzo non sono invece di serie, ma si possono aggiungere su richiesta ed è piuttosto insolito, perché anche auto più semplici li considerano irrinunciabili. Sulla N1A, invece, il cliente decide quanto aiuto ricevere.

L’eredità della MP4/4

Accostare la N1A a Senna e Prost può sembrare una scorciatoia promozionale. In realtà il legame passa direttamente da Nichols. Prima di fondare il marchio, l’ingegnere lavorò in McLaren sull’impiego della fibra di carbonio e divenne poi capo progettista. Nel 1988 seguì la nascita della MP4/4, una delle monoposto più dominanti nella storia della Formula 1.

Ufficio Stampa NicholsLa Nichols N1A omaggia la gloria della storica MP4/4

Con il V6 Honda turbo da 1,5 litri, una carrozzeria bassissima e un’aerodinamica efficiente, la McLaren lasciò agli avversari una sola vittoria in tutta la stagione. Senna trionfò in otto Gran Premi, contro i sette di Prost, e a coronamento di una cavalcata entusiasmante mise le mani sul titolo mondiale. Presto la convivenza dei due piloti avrebbe dato vita a una rivalità feroce, ma in quell’epoca la concorrenza poté solo inchinarsi davanti al loro strapotere tecnico.

Trasferire su strada le prestazioni di quella monoposto sarebbe utopia. Nichols sfugge alla trappola e promette di rispolverare la filosofia della MP4/4, una monoposto che ha fatto dell’essenzialità la sua virtù migliore, riducendo il peso e lasciando alla meccanica il compito di comunicare con il pilota.

Una supercar controcorrente

In omaggio alla stagione perfetta sfiorata da McLaren, la Casa ha chiamato Icon 88 la serie delle prime 15 vetture, lo stesso numero delle vittorie conseguite da Senna e Prost, mentre ogni cliente può personalizzare colori e finiture. Steve Nichols, cofondatore e direttore tecnico di Nichols Cars LTD, ha dichiarato:

“Ho guidato il team di progettazione della McLaren durante quello che probabilmente è stato il periodo di maggior successo nella storia della squadra, quindi mi sento un uomo McLaren fino in fondo. Per la Nichols N1A sono tornato alle origini del marchio, prendendo spunto dalla sua prima vettura e unendo linee classiche e soluzioni ingegneristiche moderne. Ne è nata un’auto dalle prestazioni e dalla presenza fuori dal comune”

La N1A non vuole ricreare il 1988 e nemmeno dimostrare che ogni innovazione recente sia inutile. Ricorda soltanto quanto possa essere potente un’auto costruita attorno a poche scelte precise. Mentre molte supercar affidano buona parte dell’esperienza all’elettronica, la Nichols N1A punta su peso ridotto, motore aspirato e cambio manuale. Elementi ormai rari, scelti per coinvolgere il guidatore prima ancora di impressionarlo con i numeri.

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