• 10 Agosto 2026 11:14

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Nasce il centro che ripara le batterie delle auto elettriche usate

Ago 10, 2026

Anche se il mercato delle auto elettriche usate continua a espandersi, alcuni automobilisti rimangono scettici sulla batteria, il componente più costoso e anche quello in grado di mandare in fumo l’affare. Se la garanzia è scaduta, un guasto può rendere necessaria la sostituzione del pacco completo, con un conto a volte vicino al valore della vettura. BCA, gigante britannico delle aste automobilistiche, ha aperto a Doncaster un centro per diagnosticare e riparare le batterie di auto elettriche e ibride provenienti soprattutto dalle flotte aziendali. Il centro oggi sostituisce i componenti difettosi e rimette in vendita l’auto, evitando sprechi difficili da giustificare.

Riparare costa meno che sostituire

Una batteria malfunzionante non va sempre buttata. Lo sanno gli operatori di BCA, che prima di prendere una decisione la sottopongono a test di isolamento. Le competenze elevate acquisite sul campo, unite alla strumentazione specialistica impiegata, permettono di riparare o sostituire i moduli, bilanciare le celle, sistemare gli involucri compromessi e, laddove necessario, intervenire sul motore elettrico, sull’inverter e sui componenti ad alta tensione. Gli interventi seguono le istruzioni fornite dalla Casa madre e, laddove possibile, vengono adoperati i componenti usati certificati, in modo da ridurre tanto i costi quanto i tempi di riparazione e riportare, dunque, il veicolo alle migliori condizioni prima di rimetterlo all’asta.

Non ci poteva essere un periodo più azzeccato per aprire un centro del genere. All’inizio del decennio, gli incentivi fiscali riconosciuti dal Governo britannico avevano spinto numerose aziende locali ad adottare delle flotte elettriche e adesso i primi contratti di leasing arrivano a scadenza. È così che migliaia di vetture si riversano nel mercato di seconda mano: durante il primo trimestre del 2026 ne sono state vendute quasi 87.000, vale a dire il 4,3% dell’usato complessivo. Un dato importante, sì, ma non sufficiente a impedire il crollo delle quotazioni e le conseguenti perdite accusate dalle società di leasing.

La svalutazione resta il vero problema

A pesare è soprattutto la svalutazione raggiunta dopo pochi anni. Nel Regno Unito un’elettrica di tre anni conserva mediamente il 38% del prezzo iniziale, il dato più basso registrato in Europa. Le società di leasing ne fanno direttamente le spese, perché al momento della firma del contratto stabiliscono quanto dovrebbe valere la vettura una volta restituita. Se la quotazione reale scende molto più del previsto, recuperare la cifra preventivata diventa difficile. Nel frattempo cresce anche l’offerta: all’inizio del 2026 le elettriche costituivano l’8% delle auto usate disponibili, contro una quota di mercato ferma al 6,8%.

BCA aveva iniziato a monitorare il problema già da qualche anno. Nel 2024 aveva introdotto, insieme ad Aviloo, un certificato sullo stato di salute della batteria e la clientela aveva subito accolto bene la fase beta, condotta su oltre 22.000 auto. Gli esemplari certificati avevano mediamente impiegato quasi tre giorni in meno per essere venduti, a un prezzo superiore dell’1,4%. Il responso favorevole potrebbe aver avuto un ruolo decisivo nel piano, che con il nuovo centro di Doncaster taglia un altro importante traguardo. All’emergere di eventuali problemi nei controlli, il personale è in grado di mettere mano alle singole parti, anziché dichiarare irrecuperabile l’intero accumulatore.

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