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Mondiale Rally. Volkswagen, i “disoccupati”!

Nov 2, 2016
Mondiale Rally. Volkswagen, i “disoccupati”!

2 Novembre, per uffici di manager e al collocamento. Abbiamo iniziato con l’episodio FantaRally del presunto stop di Volkswagen al Campionato del Mondo WRC. La notizia si è sparsa come una macchia di benzina, e naturalmente ha preso immediatamente fuoco incendiando l’ambiente. Ma il peggio è che il rumour, la notizia e anticipazione un po’ azzardata e fantasiosa, il sospetto e l’illazione, tutto si è rivelato vero, autentico. Così, dal punto di vista della notizia, s’intende, ci troviamo con tre piloti (ma sarebbe meglio dire Equipaggi) improvvisamente disoccupati proprio sul finire della stagione, cioè quando di solito è il momento per confermare la vecchia o trovare una nuova casa. Tre Piloti, tre famiglie da sfamare, tre carriere al bivio? Un dramma del mondo del lavoro? No, niente di tutto questo, naturalmente. I Ragazzi in questione non sono stati messi alla porta da una Fabbrica, o per lo meno non nel modo che capita a molti in una società in crisi, quindi ci possiamo permettere di scherzare avanzando modi e soluzioni possibili, e disegnare scenari che si profilano come inaspettati, soprattutto dopo gli annunci ufficiali di Citroen e Hyundai al riguardo delle rispettive formazioni WRC per il 2017.

Con quattro Titoli Mondiali in saccoccia non è questione di curriculum né di quotazioni. Semmai una faccenda d’asta. Sì, Ogier è come un pezzo pregiato e introvabile spuntato all’improvviso su eBay. Ad aggiudicarselo ci avranno provato, o ci stano provando, Toyota e Ford, ma il primo destino filosofico del Campione del Mondo degli ultimi quattro anni è quello di tornare a Casa

Facciamo finta di aiutare Sébastien Ogier, Jari-Matti Latvala e Andreas Mikkelsen a trovare il loro posto di lavoro per la prossima stagione, partendo dal presupposto, che riterrei falso, che anche per i Piloti in questione sia stata una doccia fredda. In caso contrario sarebbe molto più interessante, invece, redigere la lunga lista di bugie e reticenze, bugiardi e reticenti. Volkwagen e l’entourage del Team Campione del Mondo non ce l’ha raccontata giusta, ma del resto non c’erano domande così piccanti e provocatorie. Agli uomini di Citroen deve essere stato ordinato di stare muti come topi, e di aspettare (altro che terza o quarta Macchina a “rotazione”!) mentre Yves Matton faceva e rifaceva degli strani conti da presentare al ragioniere. Toyota, beh, era in alto mare, e dunque aveva ben il diritto di lasciar credere che fosse in contatto anche con Maradona. Direi che forse solo Hyundai e Michel Nandan, sapessero o no dell’atomica che stava per scoppiare, hanno preferito andare per la loro strada e concentrarsi su scelte già fatte, Neuville disobbediente o no.

Tutte supposizioni, fantarally, ricordate. Comunque, apriamo lo sportello dell’ufficio di collocamento e vediamo chi c’è in fila.

Sébastien Ogier. Con quattro Titoli Mondiali in saccoccia non è questione di curriculum né di quotazioni. Semmai una faccenda d’asta. Sì, Ogier è come un pezzo pregiato e introvabile spuntato all’improvviso su eBay. Ad aggiudicarselo ci avranno provato, o ci stano provando, Toyota e Ford, ma il primo destino filosofico del Campione del Mondo degli ultimi quattro anni è quello di tornare a Casa. Questione di denaro? Non è competenza delle filiali nazionali, sennò qualche problema potrebbe anche sorgere, ma a queste condizioni, e supponendo il Gruppo PSA in un momento di buona liquidità, farsi scappare il più forte Pilota del momento, per di più Nazionale, e l’occasione di riproporre una nuova era spaziale al Marchio, sarebbe un crimine. Anche la più mite delle giurie popolari, anche composta solo da estimatori dei Marchi, non avrebbe dubbi a punire con l’ergastolo. A meno che Ogier non decida di andare a correre con i carretti giù per le discese delle valli svizzere per far contenta una moglie capricciosa, per Citroen assicurarsi i servigi del Pilota è un dover di patria.

Jari-Matti Latvala. Ha sorriso troppo, il finlandese dell’ultimo periodo. Anche quando le cose gli sono andate storte o quando sembrava che fosse addirittura in un vicolo cieco, magari quello di fine carriera. Buon viso a cattivo gioco, che è un dovere professionale ma con un limite. Non basta pensare che Latvala sia il più latino dei Piloti nordici per giustificare tanta serenità. Forse l’alternativa al traballante posto di lavoro c’era già e non era così male, sulla carta. E poi, metti insieme il numero dei finlandesi che sono già al Reparto Corse, senza parlare del Manager, e si fa presto a dire: Toyota. Ma proprio per l’età (non da pensionato, sia chiaro) o per lo stress da bocconi amari che Latvala ha ingoiato quest’anno, anche una sfida meno diretta, e dunque meno impegnativa e stressante potrebbe essere una soluzione. Se non gli andasse di prendere di petto la sfida, a parte Toyota vorremmo “consigliare” a Latvala di valutare una soluzione Ford, che a oltre ad aver dichiarato che vorrebbe mettere su una Fiesta almeno una mezza dozzina di Piloti, potrebbe riaccendere il fuoco sotto la pentola dell’ufficialità della Squadra di Malcom Wilson.

Andreas Mikkelsen. Per il più giovane dei “Disoccupati” ex Volkswagen, le porte aperte non mancano, anche se è chiaro che non possono essere le stesse alle quali è più facile bussare se ti chiami Ogier o Latvala. Supponendo che Tanak sia con Ford e affiancato da Camilli, come è stato ventilato, siamo su un livello, tecnico e probabilmente “economico” ben alla portata del Pilota norvegese, ancor prima dell’eventuale promozione a vettore ufficiale di Marca di M-Sport. Certamente a Mikkelsen “consigliamo” di non demordere, e dimenticando per un momento i “torti” subìti, di dare un’occhiata senza rancore anche a quello che succede all’interno del Gruppo che lo ha “mollato”, per capire per esempio cosa può proporgli Skoda, almeno per quest’anno o in vista di un generale upgrade. E in ogni caso cercherei di informarmi, sempre per capire se per caso c’è uno sbocco, cos’è quella storia di Delecour che correrebbe il Monte Carlo con una 124 Sport.

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