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Milano, “aree isolate per le feste dei sudamericani”: l’idea del Comune per limitare i danni

Ott 2, 2016

Allestire aree isolate, dentro i parchi più grandi, per le feste dei sudamericani. E impedire che vengano organizzate da altre parti, evitando così i disagi per chi vive vicino a quei giardini che per tutta l’estate sono stati presi d’assalto, con musica a tutto volume di notte e sporcizia al mattino. È il progetto dell’assessora alla sicurezza Carmela Rozza, che prevede anche un patto con le comunità sudamericane per sensibilizzare a un uso più consapevole del verde: su questo tema l’assessora ha avuto un incontro con Don Vitali, parroco che segue la pastorale dei migranti e la rete delle comunità filippine, peruviane e salvadoregne.

Un piano che sarà messo a punto in inverno, periodo in cui le feste diminuiscono. “L’obiettivo sarebbe quella di individuare, con l’assessorato al Verde, alcune aree più isolate all’interno dei parchi più grandi da attrezzare come aree picnic, evitando che si possano ritrovare in altre zone – ha detto Rozza – Contemporaneamente stiamo lavorando affinché i cittadini, di qualsiasi nazionalità siano, possano godersi il parco e nello stesso tempo correggano i comportamenti più odiosi, come le ubriacature e le molestie”.

La giunta Pisapia aveva affrontato il tema con l’aumento delle cancellate: negli ultimi cinque anni sono stati recintati almeno sedici tra parchi e giardinetti. Una ricetta che aveva anche portato a qualche risultato per i residenti, solo che il problema è stato solamente spostato di zona: la movida sudamericana, laddove sono sorte le barriere, ha cercato e trovato altri punti di ritrovo. Ora l’idea è quella di provare a spostare tutto dentro i parchi più grandi, in spazi che siano lontani dalle abitazioni: “Vogliamo arrivare a una proposta che possa conciliare l’utilizzo di un parco per il divertimento senza per questo disturbare il legittimo riposo dei cittadini”, ha spiegato Rozza.

Il tema della feste sudamericane è uno dei più spinosi e anche dei più urgenti per quanto riguarda l’assessorato alla Sicurezza. Nel giro dei municipi che Rozza sta facendo in queste settimane, non c’è consigliere del centrodestra che perda occasione per ricordarglielo. La prima risposta è stata quella di aumentare il numero di interventi preventivi dei vigili, con i ghisa mandati a controllare i giardini prima che i gruppi arrivino a far festa. Un modo per diminuire il numero delle persone, abbassare i volumi e ridurre gli eccessi. Tuttavia è una risposta che, da sola, non si è dimostrata sufficiente: se in via Ardissone le feste sono state azzerate, i residenti di Affori sono tornati a lamentarsi degli schiamazzi notturni.

Questo perché, come ricordano dai banchi dell’opposizione, il personale della polizia municipale scarseggia: “Durante la sera ci sono 40 pattuglie dei vigili – dice la consigliera di Forza Italia Silvia Sardone – peccato che 32 di queste siano utilizzate per i presidi fissi e soltanto otto rimangano a disposizione per controllare il territorio. Spesso poi sono impegnate sugli incidenti, motivo per cui, di fatto, non ci

sono pattuglie in grado di intervenire sulle chiamate dei cittadini che giustamente si lamentano per il baccano notturno”. Secondo il centrodestra le soluzioni sono due: o si aumenta il numero di agenti e di controlli, oppure si deve ricorrere alle cancellate. “Ovviamente dipende da parco a parco – aggiunge Sardone – nei più piccoli si può pensare a una recinzione. L’ideale però è sempre il maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine “.

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