MILANO – Ore 10:00. I listini asiatici hanno chiuso in positivo, mettendo di buon umore i mercati europei a seguito del rialzo delle materie prime e del recupero in particolare del petrolio. Il rame, sottolinea Bloomberg, si porta ai massimi dal luglio 2015, mentre il petrolio ritrova un po’ di ottimismo in scia alle posizioni di Iran e Iraq, che hanno aperto a una soluzione condivisa con i membri dell’Opec per mettere in pratica l’accordo di Algeri sul taglio alla produzione. A favore delle materie prime, ha puntualizzato Goldman Sachs in un report di inizio settimana, gioca il ritrovato slancio della produzione industriale a livello mondiale. Milano corre dell’1,6% con Enel in evidenza dopo l’aggiornamento del piano industriale. Positive anche le altre: Londra aggiunge lo 0,8%, come Parigi, e Francoforte segue a +0,65%.

FOCUS. La luna di miele di Trump con i mercati: Wall Street da record

Resta in fase di rafforzamento il dollaro, mentre gli investitori danno ormai per certo il rialzo dei tassi Usa nella riunione della Federal Reserve del 13-14 dicembre: per la prima volta, le probabilità di intervento sul costo del denaro hanno raggiunto il 100%, secondo le indicazioni calcolate sul mercato. L’euro tratta dunque in lieve calo: la moneta europea passa di mano a 1,0613 dollari e 117,91 yen.

Mercati positivi con le materie prime e i record di Wall Street

Le possibilità di rialzo dei tassi nella riunione di metà dicembre – calcolate in base ai future sui Fed Funds – hanno raggiunto il 100%. In contemporanea sono risaliti i rendimenti dei titoli di Stato americani

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Sempre sul fronte valutario, si registra il primo rafforzamento dopo 12 sedute (record dal 2005) dello yuan, la valuta cinese, sul dollaro: la parità sul biglietto verde è stata fissata questa mattina dalla Banca centrale cinese a quota 6,8779, in rialzo di 206 punti base rispetto al midpoint di lunedì, ma dall’inizio dell’anno ha perso, a ieri, il 6,1% del proprio valore nei confronti del dollaro.

In attesa di conoscere gli sviluppi dai banchieri centrali, considerando che prima della Fed toccherà alla Bce decidere se estendere il Qe, sul fronte macroeconomico si registrano il rapporto dell’Istat sulla soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita nel 2016, poi nell’Eurozona la fiducia dei consumatori a novembre e quindi negli Usa le vendite di case esistenti a ottobre. Apertura in calo per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna quota 178 punti contro i 179 della chiusura di lunedì. Il rendimento è pari al 2,061%.

Chiusura in rialzo, ieri, per il Nyse: a Wall Street il Dow Jones segna un nuovo record storico avanzando dello 0,5% circa a 18.956 punti. Il Nasdaq archivia gli scambi in progresso dello 0,9% a 5.368 punti. Stamane, la Borsa di Tokyo ha terminato le contrattazioni in rialzo, mentre rientrano i timori su possibili ripercussioni danni dal terremoto di magnitudo 7.4 avvenuto in prima mattina a largo delle coste di Fukushima: l’indice Nikkei ha registrato un rialzo dello 0,31% a quota 18.162.con un guadagno di 56 punti. Sul fronte valutario lo yen, dopo un’iniziale fase di rafforzamento in prima mattinata, è tornato a oscillare intorno a quota 110 nei confronti del biglietto verde, nuovamente ai minimi in 6 mesi.

Continua, come accennato, a salire il prezzo del petrolio che cresce per il terzo giorno consecutivo sull’aspettativa di progressi nei negoziati all’Opec. Il greggio Wti avanza a 48,98 dollari al barile con un aumento di 74 centesimi mentre il Brent mette a segno una crescita dell’1,5% a 49,63 dollari.