• 9 Settembre 2026 13:29

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Madrid scopre la F1, la Monumental e le gomme pronte a decidere il nuovo GP di Spagna

Set 9, 2026

La F1 è pronta a correre in Spagna per una delle grandi novità della stagione. Il prossimo fine settimana il Madring farà il suo debutto nel Mondiale, portando nel calendario 2026 un circuito completamente nuovo e, soprattutto, una quantità di interrogativi che nessun simulatore può risolvere fino in fondo.

Per le squadre e per Pirelli sarà un fine settimana di scoperta. Il tracciato della capitale spagnola è lungo 5.416 chilometri, conta 22 curve e combina due nature differenti: una prima parte sviluppata tra gli edifici dell’area fieristica e una seconda sezione con caratteristiche più permanenti. Ma c’è un punto del Madring che, ancora prima del primo semaforo verde, ha già attirato l’attenzione di piloti e tecnici: la “Monumental“.

Una curva di interrogativi

La tanto attesa Monumental è lunga 550 metri, presenta una pendenza che arriva al 24% e promette di essere una delle curve più spettacolari, ma anche più impegnative, dell’intera stagione. Non soltanto per chi guiderà le monoposto, ma soprattutto per gli pneumatici. Ed è proprio lì che potrebbe nascere uno dei temi decisivi del primo GP di Spagna a Madrid: capire quanto le gomme riusciranno a resistere alle forze generate da un circuito che, sulla carta, è già entrato nella categoria dei più severi del Mondiale.

La Monumental è di fatto il simbolo del nuovo circuito di Madrid e rappresenta la sfida tecnica più particolare del weekend. Più che altro è la durata della sollecitazione, una cosa è infatti attraversare una curva con un carico elevato per pochi istanti. Un’altra è chiedere alla gomma di sostenere quella forza per centinaia di metri. È proprio la combinazione tra pendenza e lunghezza a rendere questa parte del tracciato una delle grandi incognite.

Pirelli sceglie C2, C3 e C4

Per il debutto del Madring, Pirelli ha scelto una gamma intermedia: C2, C3 e C4, rispettivamente Hard, Medium e Soft. Una scelta che racconta già qualcosa della pista, non una selezione estremamente conservativa, con le mescole più dure della gamma, ma nemmeno a una scelta aggressiva. Un compromesso tra resistenza e prestazione, la Hard C2 potrebbe diventare una risorsa importante soprattutto per la gara. Se il degrado dovesse rivelarsi elevato, le squadre potrebbero essere costrette a conservare più set della mescola più dura, modificando già durante le prove libere la propria strategia di utilizzo. La C3 Medium potrebbe invece rappresentare il punto di equilibrio per i long run, mentre la C4 Soft sarà la gomma destinata a cercare la massima prestazione nei giri più veloci.

Madrid arriva in F1 senza test precedenti sul tracciato e in assenza di dati reali, ogni previsione resta soltanto una previsione. La prima sessione di prove libere sarà quindi molto più di un normale appuntamento del venerdì. Sarà il momento in cui il paddock comincerà realmente a conoscere il circuito. Le simulazioni effettuate da Pirelli hanno collocato il Madring tra i 5 circuiti più impegnativi della stagione dal punto di vista energetico.

Il livello della sfida

A Madrid, le forze laterali dovrebbero essere simili per intensità a quelle registrate su piste come Barcellona e Silverstone. Due riferimenti che aiutano a capire che il Madring, però, non è una copia di nessuno dei due circuiti. Il suo primo settore è molto veloce, mentre la seconda parte presenta una successione di curve a media e bassa velocità. Nell’ultima sezione compaiono inoltre alcune curve a 90 gradi che richiamano, per caratteristiche, quelle che i piloti affrontano sulle strade di Baku. È questa varietà a rendere il tracciato particolarmente interessante.

Una monoposto dovrà essere veloce nei tratti più rapidi, stabile nei cambi di direzione, efficace in frenata e capace di generare trazione nelle curve più lente e le gomme dovranno fare tutto questo nello stesso giro. La gestione della curva potrebbe inoltre cambiare da pilota a pilota. Alcuni piloti potrebbero scegliere una linea più aggressiva, altri potrebbero sacrificare qualcosa all’interno della Monumental per preparare meglio l’uscita e avere più velocità nel tratto seguente.

L’asfalto nuovo e il rischio del grip variabile

Un’altra grande incognita sarà l’asfalto. Il circuito spagnolo presenta una superficie molto liscia, con un livello di aderenza iniziale relativamente basso. Per preparare il tracciato, è stato trattato con getti ad alta pressione, una procedura utilizzata anche su altri circuiti, come Singapore, per eliminare polvere e residui oleosi presenti dopo la posa del manto. Ma la vera evoluzione arriverà con le monoposto in pista, giro dopo giro, la pista comincerà a gommarsi. Il livello di grip potrebbe aumentare e, di conseguenza, cambiare completamente il comportamento delle vetture e degli pneumatici.

Perché la pista reale non è mai soltanto quella disegnata al computer. Il lavoro di Pirelli sul nuovo GP di Spagna è iniziato molto prima del debutto della F1 a Madrid. Circa tre anni fa, i progettisti hanno ricevuto le prime informazioni relative al layout definitivo del circuito. Da quel momento è iniziato un lavoro basato sulle simulazioni, con l’obiettivo di prevedere le traiettorie delle monoposto e le forze alle quali sarebbero stati sottoposti gli pneumatici. Il tracciato è stato a nche analizzato per misurare la macro e la micro rugosità dell’asfalto, due elementi fondamentali per capire il rapporto tra pneumatico e superficie.

I dislivelli

Il punto più alto del circuito si trova alla curva 7, a circa 700 metri sul livello del mare. La sezione precedente, a partire dalla curva 6, presenta una pendenza dell’8% e un guadagno altimetrico di circa 10 metri. Il punto più basso del tracciato si trova invece in corrispondenza della curva 2, con un dislivello complessivo di 26 metri rispetto alla curva 7. Non è soltanto una questione estetica, salite e discese influenzano la frenata, il trasferimento dei carichi e la gestione delle monoposto. Anche gli pneumatici vengono sollecitati in modo differente a seconda della distribuzione dei pesi e delle forze generate nelle varie sezioni del circuito. In un tracciato che alterna velocità, curve lente, banking e cambi di pendenza, trovare il giusto assetto potrebbe diventare una delle sfide più complicate del weekend.

Incognita clima

Nella stessa settimana dello scorso anno, le temperature massime ambientali avevano raggiunto i 29 gradi. Non sono quindi attese condizioni particolarmente fredde, ma l’altitudine del circuito potrebbe contribuire a rendere lo scenario meno estremo rispetto ad altri appuntamenti caldi della stagione. La temperatura dell’asfalto, come sempre, sarà uno degli elementi fondamentali per la gestione degli pneumatici. Un asfalto nuovo e molto liscio, combinato con condizioni ambientali variabili, potrebbe rendere difficile trovare immediatamente la finestra di utilizzo ideale delle mescole. Ecco perché il Madring potrebbe trasformarsi in un weekend in continua evoluzione.

Madrid e la F1

La F1 ha già corso nella regione di Madrid. Tra il 1968 e il 1981 il circuito del Jarama, situato a circa 30 chilometri dalla capitale, ha ospitato nove edizioni del GP di Spagna. Il pilota con più vittorie sul tracciato è stato Mario Andretti, con due successi, mentre tra i costruttori la Lotus guida la classifica con quattro vittorie. Il nuovo Madring apre ora un capitolo completamente diverso. Se si guarda invece alla storia complessiva, la Ferrari resta il costruttore più vincente con 12 successi.

Tra i piloti, i record appartengono a Michael Schumacher e Lewis Hamilton, entrambi capaci di vincere 6 volte. Numeri che raccontano la storia ma Madrid, vuole cominciare a scrivere la propria. Nessuno sa davvero cosa succederà e fino al primo giro delle prove libere nessuno saprà realmente quale mescola sarà la più efficace. Ferrari, la Mercedes, la Red Bull, McLaren e tutte le altre squadre arriveranno a Madrid con le proprie simulazioni, poi inizierà il lavoro vero.

Tra i 22 cambi di direzione del nuovo circuito, tra la pendenza della Monumental e un asfalto ancora tutto da scoprire, la prima gara di Madrid potrebbe diventare una delle sfide tecniche più interessanti della stagione. Chi riuscirà a capire per primo le gomme del Madring? Potrebbe essere lui a scrivere il primo nome nella storia del nuovo GP di Spagna.

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