LECCE – La Procura dei minori di Lecce apre un’inchiesta civile sul caso del bimbo di dieci anni affetto da un deficit neurologico e da conseguente iperattivismo, costretto a lasciare per qualche giorno la scuola elementare, dopo che i genitori dei compagni hanno fatto disertare le lezioni ai loro figli in segno di protesta. Il caso era avvenuto in un paese a pochi chilometri da Lecce. La notizia è riportata dal Quotidiano di Puglia.

Il fascicolo è stato aperto proprio su sollecitazione delle famiglie dei bambini che frequentano la stessa classe e che, già in passato avevano chiesto alle autorità preposte (in primis quelle scolastiche) di affrontare di petto la questione di quell’alunno troppo irrequieto. Proprio le caratteristiche della sua malattia, a loro dire, avrebbero determinato problemi ai compagni di classe, imponendo una diversa gestione del problema.

Di tutt’altro avviso, naturalmente, la famiglia del ragazzino, sorpresa dalla scelta plateale dei genitori dei compagni di non mandare i figli a scuola e successivamente costretta a ritirare il ragazzino disabile dalle lezioni per alcuni giorni. Il fatto di essersi trovato solo in classe – aveva spiegato la madre all’indomani della protesta – lo aveva turbato profondamente, inducendolo a chiudersi ancor di più in se stesso.

Passato

il dispiacere, il bambino è poi rientrato a scuola. Pochi giorni prima, le famiglie degli altri studenti hanno interessato del caso la Procura dei minori, presentando un esposto nel quale si chiede di valutare l’iter amministrativo seguito negli anni da coloro che avrebbero dovuto aiutare il bambino a inserirsi nel mondo della scuola senza provocare problemi a chi gli sta attorno, insegnanti o studenti che siano. Gli accertamenti sono stati affidati ai servizi sociali.