AGI – Alan Greenspan, l’influente economista che ha guidato la Federal Reserve per quasi due decenni morto all’età di 100 anni, ha ricoperto la carica di presidente della Fed dal 1987 al 2006 sotto quattro presidenti: Ronald Reagan, George H.W. Bush, Bill Clinton e George W. Bush.
Greenspan e il linguaggio criptico
Divenne famoso non solo per le decisioni di politica monetaria, ma anche per il suo linguaggio spesso criptico (“Fedspeak“) che consisteva nel deviare le domande con un eloquente gergo tecnico, tanto da generare storielle e vignette sul suo modo di eludere anche le risposte più semplici.
“Esuberanza irrazionale”
Come l’ormai leggendaria frase sull'”Irrational exuberance“, pronunciata il 5 dicembre 1996 in merito alla bolla delle dot-com e interpretata come un avvertimento sulla sopravvalutazione dei mercati azionari: “Come possiamo sapere quando l’esuberanza irrazionale ha inopinatamente gonfiato i prezzi dei beni?”.
“Se sono troppo chiaro avete frainteso”
La battuta che probabilmente meglio rappresenta la sua fama di comunicatore enigmatico e il suo voler essere spesso ambiguo e prudente la pronunciò il 27 aprile 2001 durante un discorso alla Bond Market Association di White Sulphur Springs, in West Virginia: “Se vi sembro eccessivamente chiaro, significa che avete probabilmente frainteso quello che ho detto”.
“Dilettanti e professionisti”
Una delle sue osservazioni più citate dagli investitori è invece “I dilettanti vogliono avere ragione. I professionisti vogliono guadagnare”, mentre nei dibattiti sull’educazione economica viene spesso citata la frase: “Il problema numero uno della generazione e dell’economia di oggi è la mancanza di alfabetizzazione finanziaria”.
La previsione sulle bolle speculative
Molto prima della bolla Internet, poi, Greenspan scrisse: “Quando i prezzi delle azioni non possono più essere giustificati razionalmente, il successivo crollo può essere disastroso”, anticipando di decenni i problemi delle bolle speculative moderne.
“L’Antitrust come il paese delle meraviglie…”
Infine, in tema di concorrenza, una delle citazioni più note in ambito liberista è “Il mondo dell’antitrust ricorda il Paese delle Meraviglie di Alice…”, in cui critica senza mezzi termini le contraddizioni delle politiche antitrust e dell’intervento pubblico nell’economia.