• 6 Maggio 2026 11:45

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

La mobilità del futuro non sarà come ce la aspettavamo, il rapporto ANIASA

Mag 6, 2026

La mobilità del futuro doveva essere semplice da immaginare: auto elettriche per tutti, acquisti completamente online, car sharing al posto della proprietà, monopattini ovunque e concessionarie sempre meno centrali. La 25esima ricerca ANIASA, realizzata con Bain & Company, racconta invece una realtà diversa, più lenta e soprattutto più concreta.

Il titolo dello studio, “Il futuro sbagliato della mobilità”, fotografa bene il punto. Negli ultimi anni molte previsioni sono partite dall’offerta, cioè da ciò che tecnologia, Case auto e istituzioni immaginavano possibile. La domanda reale, però, ha seguito un’altra strada. L’auto privata resta centrale, l’elettrico cresce ma non ovunque, le nuove forme di mobilità urbana restano di nicchia e il prezzo torna a essere il vero spartiacque.

Il quadro generale del settore del noleggio, intanto, è solido, considerando che in Italia il comparto conta 1,5 milioni di veicoli in flotta, genera 17 miliardi di euro di giro d’affari e pesa per circa il 34% sulle immatricolazioni nazionali. Nel 2025 ha investito oltre 15 miliardi di euro, con una crescita superiore al 10%, confermandosi una delle aree più dinamiche in un mercato auto complessivamente stagnante.

L’auto privata resta al centro della mobilità

Il primo tema fondamentale della ricerca riguarda il divario tra mobilità promessa e mobilità reale. L’auto privata non è stata sostituita dai nuovi servizi. In Italia oltre il 75% delle persone continua a usarla come mezzo ricorrente, almeno più volte alla settimana. Car sharing, bike sharing, monopattini e taxi restano invece soluzioni occasionali, utili in alcuni contesti ma lontane dal diventare alternative strutturali.

Lo stesso vale per l’acquisto dell’auto, dove a livello globale il 62% dei clienti inizia il percorso online, usando configuratori, comparatori, siti dei costruttori e strumenti digitali, però la vendita completamente online resta marginale. Circa il 90% degli acquisti si chiude entro cinque interazioni, ma il momento decisivo rimane spesso fisico, in concessionaria, con oltre tre quarti degli automobilisti dichiara di voler continuare a concludere l’acquisto di persona. Il motivo è pratico: l’auto non è un prodotto qualsiasi. Costa spesso 20.000, 30.000 o 40.000 euro, richiede finanziamenti, permute, valutazioni, prove su strada e un rapporto di fiducia con chi vende. Il digitale accelera il processo, ma non cancella il ruolo del dealer, anzi, lo rende diverso: il cliente arriva più informato e spesso decide più in fretta.

Il car sharing vive invece una fase critica, in quanto nato come possibile alternativa all’auto privata, ha dovuto cambiare pelle, avvicinandosi sempre di più al modello del rent-a-car. Pesano regole non uniformi tra i Comuni, costi operativi elevati, furti, danneggiamenti, truffe e una fiscalità poco favorevole e in alcune città, secondo quanto emerso dalla presentazione ANIASA, anche il 50% della flotta può risultare fermo per problemi operativi.

Anche i monopattini elettrici hanno perso slancio. Dopo la crescita iniziale, spinta da bonus e sperimentazioni urbane, il settore ha incontrato limiti evidenti: più incidenti, nuove regole, obblighi su assicurazione e targa, riduzione delle flotte in diverse città europee. La micromobilità resta utile, ma non è diventata il nuovo asse della mobilità quotidiana.

L’elettrico cresce solo quando il prezzo diventa sostenibile

Il secondo tema è l’elettrificazione. La ricerca ANIASA-Bain non mette in discussione l’auto elettrica, ma ridimensiona l’idea di una transizione rapida e uniforme. A livello europeo, le previsioni al 2030 indicano per le BEV una quota intorno al 30% del mercato complessivo. Un valore importante, ma lontano dall’idea di un passaggio totale all’elettrico in pochi anni. In Italia il quadro è ancora più selettivo. Nel 2025 le elettriche pure si sono mosse tra il 5% e il 7% delle immatricolazioni. Nel primo trimestre 2026 BEV e PHEV sono salite all’8% del mercato nazionale, con un dato molto forte al Sud: 15,4% del totale e quasi 20% nel canale privati.

iStockNel mondo dell’elettrico l’ostacolo rimane il prezzo

Questo balzo, però, non indica ancora una domanda strutturale. Una parte rilevante della crescita è legata a una campagna promozionale molto aggressiva su una citycar elettrica proposta a meno di 5.000 euro (come la Leapmotor T03 ad esempio) grazie alla combinazione tra incentivi statali e sconti commerciali. Il messaggio è chiaro: quando il prezzo scende davvero, l’elettrico diventa interessante. Quando invece resta molto più caro rispetto a termico, full hybrid o mild hybrid, la scelta diventa più difficile. Non è solo questione di autonomia o colonnine.

Dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle auto nuove in Italia è cresciuto di oltre il 50%, mentre il reddito familiare netto è aumentato di circa il 29%. Questo scarto spiega perché molte famiglie rinviano l’acquisto, scelgono l’usato o valutano formule alternative alla proprietà. L’auto nuova rischia così di tornare a essere un bene per pochi, soprattutto nei segmenti elettrici, dove il prezzo d’ingresso resta spesso elevato.

Il legame tra ricchezza e auto elettrificate è evidente anche su scala europea: la correlazione tra PIL pro capite e diffusione di BEV e PHEV supera l’80%. In Italia la stessa dinamica si vede tra regioni più ricche e maggiore presenza di elettriche. La transizione, quindi, non può vivere solo di obiettivi normativi. Deve fare i conti con stipendi, incentivi, rate, valore residuo e costi reali.

Il noleggio diventa la risposta più pragmatica

Il terzo tema è il ruolo del noleggio. In una fase in cui comprare un’auto è più costoso e tecnologicamente più complesso, il noleggio diventa una risposta concreta per aziende, partite IVA e privati. Il noleggio a lungo termine continua a crescere e raggiunge circa 13 miliardi di euro di fatturato, includendo canoni e remarketing. La quota sulle immatricolazioni nazionali arriva al 24%, mentre la flotta supera 1,3 milioni di veicoli.

Il diesel resta ancora importante, ma cala al 41% della flotta; plug-in ed elettrico arrivano invece al 20%. Crescono anche i contratti più lunghi, con il 78% oltre i 36 mesi, e aumenta il peso dei privati, arrivati a circa 185.000 contratti, pari a un +4%. Molto importante anche il canale indiretto, che ha raggiunto il 50% degli ordini grazie al contributo crescente di broker e concessionari.

Il breve termine mostra un andamento più variabile, ma resta strategico, evidenziando che nel 2025 il fatturato totale è stato di 1,640 miliardi di euro, in crescita del 6,4% sul 2024. I giorni di noleggio sono stati 37,9 milioni, leggermente in calo dello 0,7%, mentre il numero di noleggi è salito a 4,9 milioni, con un +2,5%. La durata media è scesa a 7,8 giorni, mentre le immatricolazioni sono aumentate dell’8,4%, arrivando a 73.744 unità.

Il traino arriva soprattutto dagli aeroporti, che rappresentano il 60% dei contratti e sono cresciuti dell’11%, ma un dato importante riguarda anche il turismo: il 51% dei clienti del breve termine è straniero. Il rent-a-car diventa quindi anche uno strumento per distribuire meglio i flussi turistici e raggiungere aree meno servite dal trasporto pubblico.

Infine c’è il digital automotive. ANIASA parla di oltre 1,13 milioni di veicoli connessi, per oltre il 90% tramite dispositivi telematici aftermarket. I dati generati dalle auto servono per manutenzione predittiva, sicurezza, assicurazioni, gestione flotte e riduzione dei tempi di fermo, che possono calare fino al 30%.

La lezione della 25esima ricerca ANIASA è netta: la mobilità non cambia davvero solo perché arriva una nuova tecnologia. Cambia quando quella tecnologia incontra un bisogno reale, un prezzo accessibile e servizi semplici da usare. Il futuro dell’auto sarà fatto di elettrico, ibrido, noleggio, digitale e servizi condivisi, ma senza dimenticare il punto principale: rimettere al centro chi l’auto la paga, la guida e la usa ogni giorno.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close