AGI – La Fiorentina conquista la matematica salvezza grazie al punto che ottiene contro un Genoa che ci ha provato ma che alla fine ha pagato la propria sterilità offensiva.
Incolore la prova degli uomini di Vanoli, che badano al sodo e privi ancora di Kean ottengono anche loro pochissimo dalla linea d’attacco, con Gudmundsson in panchina per 85 minuti.
Uno 0-0 senza emozioni
Termina 0-0 Fiorentina-Genoa: alla fine la tifoseria viola fischia e contesta De Gea e compagni, nonostante la permanenza in Serie A. Per capire l’andamento del match basta il dato dei cartellini gialli: zero quelli alzati dal direttore di gara in 95′ di gioco.
Il Genoa prova a fare la partita
De Rossi presenta un Genoa con voglia di fare la partita e aggressivo, con tre attaccanti tutti insieme che si muovono molto durante le fasi di gioco, specie Ekhator e Colombo, anche se è soprattutto Vitinha a mettere in difficoltà Dodò e costringendo spesso Vanoli a dover urlare ai suoi di stringersi a cinque in non possesso palla, con Parisi che difende più che attaccare.
Fiorentina poco incisiva
Nonostante la scelta di Vanoli di far debuttare da titolare Braschi, Biljow è inoperoso, anche perché la linea mediana viola, con Mandragora non in giornata e Ndour macchinoso, produce poco.
De Gea decisivo
De Gea è più impegnato del collega, in particolar modo al 39′ quando su colpo di testa di Ostigaard, sfuggito a Pongracic, costringe il portiere gigliato ad una respinta di istinto.
Le proteste e il Var
Nel primo tempo ci sono anche due proteste, una per parte, per possibili falli di rigore, con Pongracic che atterra Ostigaard in area al 2′, poi Amorim atterra Parisi, ma su entrambe le circostanze Massimi ed il Var non ravvisano infrazioni.
Cambi e occasioni finali
Dopo un’ora di gioco Vanoli si gioca la carta Piccoli, recuperato dopo un problema all’adduttore, al posto del giovane Braschi, mentre De Rossi tenta la carta Ekuban per Colombo. Ekhator prima di lasciare il campo impegna severamente De Gea ma l’azione è da un fallo su Ranieri quindi la parata del portiere gigliato si rivela vana.
L’occasione mancata e il finale
La più grande occasione per passare in vantaggio i padroni di casa ce l’hanno a 12′ dalla fine quando su un cross di Dodò, Brescianini fa sponda per Piccoli che però da pochi passi dalla porta si fa anticipare da Ostigaard, poi Solomon a porta sguarnita mette a lato. Nel finale De Rossi fa esordire il classe 2007 Oudedrago, mentre Gudmundsson, fischiato dai suoi ex tifosi, entra in campo solo in zona Cesarini.
Salvezza raggiunta
La tifoseria gigliata come detto contesta i suoi beniamini a fine partita, ma Vanoli ha centrato l’obiettivo per cui era stato chiamato, ovvero la salvezza.
AGI – La Fiorentina conquista la matematica salvezza grazie al punto che ottiene contro un Genoa che ci ha provato ma che alla fine ha pagato la propria sterilità offensiva.
Incolore la prova degli uomini di Vanoli, che badano al sodo e privi ancora di Kean ottengono anche loro pochissimo dalla linea d’attacco, con Gudmundsson in panchina per 85 minuti.
Uno 0-0 senza emozioni
Termina 0-0 Fiorentina-Genoa: alla fine la tifoseria viola fischia e contesta De Gea e compagni, nonostante la permanenza in Serie A. Per capire l’andamento del match basta il dato dei cartellini gialli: zero quelli alzati dal direttore di gara in 95′ di gioco.
Il Genoa prova a fare la partita
De Rossi presenta un Genoa con voglia di fare la partita e aggressivo, con tre attaccanti tutti insieme che si muovono molto durante le fasi di gioco, specie Ekhator e Colombo, anche se è soprattutto Vitinha a mettere in difficoltà Dodò e costringendo spesso Vanoli a dover urlare ai suoi di stringersi a cinque in non possesso palla, con Parisi che difende più che attaccare.
Fiorentina poco incisiva
Nonostante la scelta di Vanoli di far debuttare da titolare Braschi, Biljow è inoperoso, anche perché la linea mediana viola, con Mandragora non in giornata e Ndour macchinoso, produce poco.
De Gea decisivo
De Gea è più impegnato del collega, in particolar modo al 39′ quando su colpo di testa di Ostigaard, sfuggito a Pongracic, costringe il portiere gigliato ad una respinta di istinto.
Le proteste e il Var
Nel primo tempo ci sono anche due proteste, una per parte, per possibili falli di rigore, con Pongracic che atterra Ostigaard in area al 2′, poi Amorim atterra Parisi, ma su entrambe le circostanze Massimi ed il Var non ravvisano infrazioni.
Cambi e occasioni finali
Dopo un’ora di gioco Vanoli si gioca la carta Piccoli, recuperato dopo un problema all’adduttore, al posto del giovane Braschi, mentre De Rossi tenta la carta Ekuban per Colombo. Ekhator prima di lasciare il campo impegna severamente De Gea ma l’azione è da un fallo su Ranieri quindi la parata del portiere gigliato si rivela vana.
L’occasione mancata e il finale
La più grande occasione per passare in vantaggio i padroni di casa ce l’hanno a 12′ dalla fine quando su un cross di Dodò, Brescianini fa sponda per Piccoli che però da pochi passi dalla porta si fa anticipare da Ostigaard, poi Solomon a porta sguarnita mette a lato. Nel finale De Rossi fa esordire il classe 2007 Oudedrago, mentre Gudmundsson, fischiato dai suoi ex tifosi, entra in campo solo in zona Cesarini.
Salvezza raggiunta
La tifoseria gigliata come detto contesta i suoi beniamini a fine partita, ma Vanoli ha centrato l’obiettivo per cui era stato chiamato, ovvero la salvezza.