AGI – La Banca Centrale Europea ha mantenuto i tassi di interesse invariati e ha avvertito dei crescenti rischi per le prospettive di crescita e inflazione a causa della guerra in Medio Oriente. Allo stesso tempo, la presidente Christine Lagarde ha detto che il Consiglio, che ha deciso all’unanimità per mantenere i tassi fermi, “ha discusso intensamente di un eventuale rialzo dei tassi di interesse”. Il direttivo ha lasciato i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale invariati al 2,00%, al 2,15% e al 2,40%, rispettivamente.
I costi energetici sono aumentati vertiginosamente dalla quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz, dopo lo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. L’inflazione nell’Eurozona è già in aumento: è balzata al 3% ad aprile, superando l’obiettivo del 2% dell’Eurotower, ma le preoccupazioni per l’inflazione devono essere bilanciate con il rischio di una frenata della crescita.
Rischi per inflazione e crescita
“I rischi al rialzo per l’inflazione e i rischi al ribasso per la crescita si sono intensificati”, ha affermato la Bce. “Più a lungo durerà la guerra e più a lungo i prezzi dell’energia rimarranno elevati, maggiore sarà il probabile impatto sull’inflazione generale e sull’economia”, si legge nel documento. La crescita dell’Eurozona ha rallentato allo 0,1% nei primi tre mesi dell’anno, secondo i dati Eurostat, mentre le cifre dall’inizio della guerra indicano un calo della fiducia dei consumatori e degli investitori e un indebolimento dell’attività economica.
Scelte prudenti delle banche centrali
Anche le altre banche centrali hanno adottato un approccio prudente. La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati segnando la terza pausa consecutiva. Anche la Banca d’Inghilterra ha congelato i costi di finanziamento, rivedendo al contempo al ribasso le previsioni di crescita per il Regno Unito quest’anno e il prossimo.
“Abbiamo preso una decisione sulla base di informazioni ancora insufficienti”, ha affermato Lagarde, aggiungendo che la prossima riunione di giugno sarà il “momento giusto” per una nuova valutazione. “C’è una tale incertezza che dobbiamo comprenderla e rivederla nella nostra prossima riunione di politica monetaria”.
Scenario e precedenti rialzi
“Ci stiamo certamente allontanando dal nostro scenario di base”, ha detto, riferendosi a uno scenario costruito attorno a una fine anticipata della guerra e a uno shock energetico limitato. Tuttavia, secondo gli analisti, è probabile che qualsiasi ciclo di rialzo dei tassi sia più contenuto rispetto al 2022, quando l’Eurotower dovette aumentare il suo tasso di riferimento di un totale di 450 punti base nell’arco di un anno.
Le pressioni sui prezzi sono ora molto più deboli, gli effetti dell’inflazione di secondo livello non sono ancora visibili, il mercato del lavoro è più debole, i tassi di interesse sono già più alti e la crescita economica è vicina alla stagnazione. Gli analisti concordano che il rialzo dei tassi è solo rimandato.
Attese future secondo gli esperti
Analizzando la curva dei futures, i mercati si aspettano due aumenti entro la fine dell’anno per un totale di 0,50%, con l’inevitabile conseguenza per le famiglie con un mutuo a tasso variabile. Secondo Stefano Rossini, amministratore delegato di MutuiSupermarket.it, sono attesi ulteriori aumenti e tassi stabili fino alla prima metà del 2029. Per Richard Flax di Moneyfarm e Ann-Katrin Petersen di BlackRock, senza un rapido accordo sul conflitto, un aumento dei tassi resta probabile. Anche secondo Simon Dangoor di Goldman Sachs, una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz spingerebbe la Bce verso un orientamento più restrittivo.