sabato 26 novembre 2016 17:11

ROMA – “Ci sono visti e autorizzazioni che devono essere rilasciati dal governo cinese. Ci hanno dato assicurazione dell’esistenza di questi capitali, ma stanno anche loro attendendo che ci siano queste autorizzazioni. Se non arrivassero in tempo io credo che potremmo spostare il closing di un tempo però limitato, un mese, un mese e mezzo, non di più”. Così Silvio Berlusconi a Sky parlando della cessione del Milan al consorzio cinese Sino Europe Sport.

RENZO ROSSO: «STO DIALOGANDO CON I CINESI»

IL PIANO B – Berlusconi spiega: «Questo gruppo ci appare molto serio, le intenzioni ci sembrano di riportare il Milan ai livelli che ha sempre avuto in questi ultimi trent’anni; le persone che ho incontrato mi hanno fatto un’ottima impressione. In caso però si ritirassero e la cosa non andasse in porto cercheremmo altrove e cambieremmo strategia, in accordo con i nostri tifosi. Punteremmo su un Milan tutto italiano e molto giovane. È stato molto doloroso rinunciare al Milan, però l’ho sentito come un dovere. Oggi nel calcio è cambiato molto, sono entrati i petroldollari, un calciatore, anche avanti di età, lo si paga 94 milioni: una singola famiglia non può pensare di riportare il Milan nell’olimpo internazionale, perché gli investimenti sarebbero troppo elevati. Non è stato possibile fare come hanno fatto, molti anni indietro, il Real Madrid e il Barcellona. L’unica possibilità è stata quella di rivolgersi ai paesi emergenti dove ci sono forti capitali e forti capitalisti. Abbiamo provato prima con mister Taechaubol, la cosa non è andata in porto, poi è venuta l’offerta di questo gruppo cinese».