Andrea Ramazzotti

lunedì 14 novembre 2016 10:19

INVIATO A CARNAGO – Gian Piero Ventura ha parlato a Milanello alla vigilia dell’amichevole di domani sera contro la Germania. Il ct azzurro ha sottolineato le difficoltà del match contro i tedeschi e ha parlato di programmazione futura non nascondendo che vorrebbe che anche il prossimo anno l’inizio del campionato fosse anticipato in modo da giocare 2-3 partite ad agosto.

Ventura, non era felice dell’amichevole contro la Germania qualche settimana fa. Ha cambiato idea?

Ho detto che sarebbe stato meglio una partita impegnativa, ma nel momento in cui c’è la Germania questa diventa una partita di cartello e non c’è bisogno di avere stimoli perché questo match te li dà di per sé. Il vero problema è quello che ci dirà questa partita perché poi dovremo fare delle verifiche anche perché incontreremo i campioni del mondo. Sarà una partita difficile e per affrontarla avrei voluto avere due-tre giorni in più per prepararla. Sfruttiamola per quello che è, l’occasione per fare una verifica importante. Il risultato in Italia conta e influenzerà i giudizi, ma dobbiamo anche

Verratti, Bernardeschi e Zaza giocheranno tutti e tre?

Non credo che giocheranno tutti e tre. Dobbiamo verificare Candreva, Eder e altri che non sono al top. Prima voglio vedere quali giocatori ho a disposizione.

Chiederà alla Federcalcio di anticipare l’inizio del campionato?

L’ho già chiesto. Due domeniche di campionato ci sono state anche quest’anno e non sono state molte perché la differenza di gamba tra noi e la Francia era molta perché le grandi vanno in tournée. Io in un momento di follia avevo chiesto tre giornate e l’inizio il 13 agosto. Ormai giocano tutti a metà agosto… Vorrei andare in Spagna a giocarmela ad armi pari. Quando ero allenatore di club non avevo ben chiare le difficoltà che un ct incontra. Ho trovato grande disponibilità da parte di allenatori e presidenti, ma ho trovato una completa assenza di tempo per lavorare. Giocare ad agosto 3 giornate è difficile perché ci sono tanti problemi e interessi da gestire. O la programmazione viene fatta a 360° oppure è difficile creare determinati obiettivi.

Farà delle prove domani sera?

La prima partita che ho fatto in Nazionale abbiamo giocato contro la Francia dopo 48 ore che ero sulla panchina azzurra. Abbiamo perso 3-1 dopo aver giocato ad armi pari e si è parlato di disastro. Questa è la cultura italiana. Io nella mia carriera ho lanciato tanti giovani, tutelandoli e non buttandoli di sotto senza rete di protezione. Basta pensare a Romagnoli: prima mi si chiedeva di lanciarli, poi alla vigilia qualcuno mi criticava perché lo avrei fatto giocare. E’ vero che i giovani ci sono e che questa è la strada per il futuro, ma vanno gestiti e tutelati perché diventino dei punti fermi della Nazionale. Dobbiamo fare le cose bene per difendere il nostro capitale.

Sarà una rivincita dell’Europeo?

Quando giochi contro i campioni del mondo gli stimoli sono automatici. E, anche se nessuno lo ha detto, molti anche quelli che in Francia non c’erano hanno voglia di riscattare la sconfitta dell’Europeo.

Ritiene di essere vittima di un eccesso di critica?

Sono 30 anni che sono in questo mondo e conosco il meccanismo. Ho ribadito che appena sono arrivato sono partiti i confronti. Non sono simpatici, ma vanno accettati. Io ho solo detto che i confronti vanno fatti in modo giusto perché la qualificazione va confrontata con una qualificazione, non con l’Europeo. Io ovunque sono andato, sono arrivato quando c’era da ricostruire e qui mi trovo a casa mia. Nel calcio le parole lasciano il tempo che trovano perché contano solo i risultati.