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Napoli, il gesto di De Laurentiis a Insigne: verso la svolta

Dic 19, 2019

Una delle immagini più belle della cena di Natale del Napoli, andata in scena martedì con vista sul Golfo, è l’abbraccio diDe Laurentiis a Insigne: il presidente passa tra i tavoli con il microfono in una mano e con l’altra cinge il collo del capitano, seduto e sorridente, carezzandogli il viso. Quasi a dire: vai, noi crediamo in te. Proprio come Gattuso: è lui, soprattutto Rino il depositario della missione. Già: Lorenzo va rigenerato e restituito al calcio. Deve ritrovare l’entusiasmo, scacciare vie ombre e pressioni e ritrovare la gioia di giocare. In quest’ottica, la partita con il Sassuolo vale un simbolo: fu in occasione della trasferta andata in scena in Emilia nella stagione precedente, il 10 marzo, che cominciarono i guai. Con una dichiarazione amara dopo il gol del pareggio e i fischi collezionati al San Paolo giorni prima con la Juve ancora nel cervello (soprattutto dopo un errore dal dischetto). Parole che in qualche modo aprivano alla possibilità di un addio. E invece, lui è rimasto; come i problemi. Anzi, quelli sono aumentati. Ma ora è il momento di rinascere: dal Sassuolo al Sassuolo, perché no. Con la benedizione di Adl.

Questione mentale

E allora, dov’eravamo rimasti? Deve dirlo Insigne: al Napoli, che ha bisogno dei suoi colpi come il pane; alla gente, troppo spesso ingenerosa nei suoi confronti; a Gattuso, che dopo la pessima serata con il Parma lo ha difeso; a se stesso. Innanzitutto a se stesso: in Nazionale fa scintille con il destro e il piglio scugnizzo, ma poi torna in città e le cose si mettono male. Sia chiaro: al di là del disagio tattico palesato a più riprese con Ancelotti, fino a portare il rapporto a livelli di palpabile tensione, Lorenzo non può aver dimenticato come si fa. Chi è e cosa sa fare. Non resta che una spiegazione: questione di approccio mentale. Questione di pressioni e responsabilità che i fischi del San Paolo, intensi anche con il Parma, non fanno altro che aumentare.

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