Quando si prepara un viaggio in auto attraverso l’Europa, l’attenzione si concentra quasi sempre sugli aspetti più pratici: limiti di velocità, pedaggi, vignette, parcheggi e regole da rispettare. C’è però un altro elemento che rischia di sorprendere chi si mette al volante oltre confine: la cultura della guida. Lampeggi, colpi di clacson, gesti con le mani e persino le quattro frecce possono infatti assumere significati differenti a seconda del Paese.
Secondo uno studio realizzato da carVertical, il 47% degli automobilisti considera la scarsa conoscenza delle abitudini locali un fattore capace di creare situazioni pericolose, mentre il 33% ritiene che possa rappresentare un rischio almeno occasionalmente. Solo il 10,9% non considera questo aspetto pericoloso.
Dai fari al clacson, cambia il linguaggio dell’auto
Uno dei segnali più comuni sulle strade europee è il lampeggio degli abbaglianti, ma il suo significato può cambiare radicalmente. In Romania, per esempio, i fari vengono utilizzati come una sorta di vero linguaggio tra automobilisti: possono indicare un pericolo, invitare qualcuno a spostarsi, salutare un altro conducente o persino esprimere apprezzamento per un’auto particolare.
Nel Regno Unito, invece, il lampeggio è associato soprattutto alla cortesia e alla collaborazione. In Finlandia assume persino una funzione legata alla fauna locale: in Lapponia, un’auto proveniente dalla direzione opposta che lampeggia può segnalare la presenza di renne sulla carreggiata.
Anche il clacson racconta tradizioni diverse. In molti Paesi serve per richiamare l’attenzione o segnalare un pericolo, ma nelle zone rurali di Croazia, Romania e Francia un breve colpo può essere semplicemente un saluto. In Spagna, invece, può servire a salutare amici o parenti incontrati lungo la strada.
Quattro frecce e gesti, attenzione al significato
Le quattro frecce rappresentano un altro strumento di comunicazione molto diffuso. In diversi Paesi dell’Europa centrale e orientale, tra cui Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Croazia, possono essere utilizzate per ringraziare un altro automobilista.
Non tutti i segnali, però, sono così immediati da interpretare. Alzare una mano per ringraziare è generalmente comprensibile in gran parte del continente, mentre alcuni gesti possono avere conseguenze ben più serie. In Germania, per esempio, mostrare il dito medio a un altro conducente può comportare conseguenze legali e una multa qualora il gesto venga segnalato alle autorità.
Curiosa anche l’abitudine dei camionisti in Belgio: dopo essere stati sorpassati, possono ringraziare azionando rapidamente prima l’indicatore sinistro e poi quello destro. Il clacson, inoltre, può diventare protagonista di tradizioni lontane dal normale traffico. In diversi Paesi dell’Europa centrale e orientale, una colonna di automobili che attraversa una città suonando ripetutamente è spesso associata a un corteo nuziale. In Serbia, inserirsi accidentalmente in una processione di questo tipo è persino considerato di cattivo auspicio.
Attenzione alle abitudini sulla velocità
Conoscere le consuetudini locali non significa soltanto imparare a interpretare i segnali degli altri automobilisti. Esistono infatti differenze anche nel modo in cui vengono percepiti i limiti di velocità.
Secondo Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical, in alcuni Paesi come Belgio, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania e Lettonia esiste una maggiore tolleranza informale verso chi supera leggermente il limite. Nei Paesi scandinavi, invece, la situazione è molto diversa e anche piccoli eccessi possono comportare sanzioni particolarmente elevate.
C’è poi una questione specificamente italiana. Il lampeggio per segnalare la presenza di pattuglie della polizia o autovelox è diffuso in gran parte d’Europa, ma in Italia segnalare le forze dell’ordine è espressamente vietato dalla legge.
Anche la superstizione viaggia in auto
La cultura automobilistica non si ferma al Codice della Strada. Esistono infatti tradizioni e superstizioni che accompagnano ancora oggi molti automobilisti europei. In Italia, Repubblica Ceca e Croazia c’è chi considera il gatto nero un presagio di sfortuna. In Romania, Serbia e Portogallo è invece diffusa l’abitudine di conservare in auto rosari, croci o icone religiose. In Lituania, una foglia d’acero sul veicolo segnala agli altri automobilisti la presenza di un neopatentato e invita alla pazienza.
Ci sono poi tradizioni più curiose: nel Regno Unito molte persone danno un nome alla propria automobile, mentre in Repubblica Ceca e Slovacchia resiste il gioco dell’auto gialla. In Italia, invece, alcuni automobilisti evitano ancora di partire di martedì o venerdì. Sono dettagli apparentemente marginali, ma raccontano quanto possa essere diversa la vita al volante da un Paese all’altro. Prima di partire per un viaggio estivo, quindi, conoscere limiti e pedaggi resta fondamentale, ma anche imparare a interpretare il comportamento degli altri può aiutare a evitare incomprensioni e rendere il viaggio molto più sereno.