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I chilometri scalati sulle auto usate hanno un nuovo nemico, si chiama Diogene

Feb 28, 2018
I chilometri scalati sulle auto usate hanno un nuovo nemico, si chiama Diogene

È un tema sempre caldo, che abbiamo affrontato già altre volte qui su Automoto.it, quello del cosiddetto “taroccamento” dei chilometri delle automobili, ovvero la modifica dei reali valori di percorrenza odometrica, scalandone la cifra per ottimizzare i guadagni di una rivendita auto usata. Se le cifre stimate per il settore fanno quasi paura, economicamente, la sicurezza quella la fa invece davvero, diminuendo per tutti sulle strade. Già perché quando si parla di un parco circolante usato in Italia che per quasi il 50%, secondo molti enti, è stimabile di avere km indicati non reali, inferiori al vero, questo inficia anche la sicurezza di tutti, non solo di chi guidi quei veicoli. Esempi che rimarcati spesso da enti terzi, hanno mostrato come si comportino macchine che hanno sulle spalle non 80.000, come si crede quando acquistate di seconda mano, ma magari 180000 km, in termini di reazione a possibili manovre di emergenza; a causa delle condizioni di impianto frenante o di sospensioni, lontane da quando si creda “buono” e pronto a funzionare.

È questa una piaga non solo economica dicevamo, valutata in 2 miliardi di euro a livello nazionale (6 Germania e 9,6 Europa) dai risvolti civili e penali secondo i casi, che grava un po’ su tutti, per come ha “drogato” il mercato e le quotazioni. Un male diffuso anche in altri Paesi ma che tenderà ad arginare in futuro, grazie al crescere tecnologico e di tracciatura dei sistemi che i costruttori mettono a bordo vettura. Certo non basta avere il chilometraggio segnato alle revisioni periodiche (obbligatorio da qualche tempo in Italia, ma soggettivo o peggio validante, di uno stato di fatto) oltretutto lasciando un vuoto di tracciatura obbligatoria tra 0 e 4 anni di età dell’auto.

Le criticità, dove i chilometri possono scalare a vantaggio di qualcuno e danneggiare il sistema

Una mano ad aiutare la trasparenza ce la mette ora anche questo nuovo strumento denominato Diogene, distribuito da Evolvea, che potrà essere utilizzato con valore potenzialmente certificante in caso di dispute sulla reale percorrenza indicata dai cruscotti. Un oggetto che costa, al lancio, € 3.500 (più gli aggiornamenti SW) e che permetterà ai periti di dare un servizio più preciso, o a chi voglia togliersi lo sfizio anche da semplice privato, spendendo una cifra inferiore ai 50 euro, di avere una stampa che indica tutti i km segnati dalle centraline diagnosticabili sulla vettura. Ma proprio qui sta il punto: attuali nuovi modelli premium tedeschi contano al proprio interno oltre 60 unità di controllo (ecu) molte delle quali hanno la percorrenza certo, ma non sempre la condividono a tutti (Diogene incluso) coloro non siano gli addetti della concessionaria. Anche il sapere questi valori, oltretutto, mette i sospetti ma di suo non implica una diretta frode o altro, va ben compreso quello che esce da una presa OBD (perchè a quella si collega, come tutti i diagnositci, questo tool).

Un caso di potenziale maggior guadagno secondo le quotazioni precise di auto contandone il chilometraggio: una BMW 320D che “balla” del 45%

Non parliamo di avere uno strumento che possa essere assolutamente certo, ma secondo logica, se si potessero vedere tutte le memorie (Km e ore) di tutte le ecu dell’auto, confrontandole, qualcosa di anomalo su più di una incoerenza salterebbe fuori e andrebbe giustificato da chi vende l’auto. Se Diogene sforna valori e questi non sono vicini ma distanti, tra le varie ecu, occorre qualche prova per accettare che certe incoerenze siano a dovute manutenzioni che abbia subito l’auto (es. sostituzione di parti nuove / usate). È questo sicuramente uno strumento utile per chi non sia uno specialista, che sintetizza quanto un operatore di buon senso (e strumentazione) potrebbe oggi già fare, o far fare rivolgendosi a un concessionario con strumentazione ufficiale. Soprattutto può essere portato come prova in sede di giudizio e pur non assoluto, come abbiamo spiegato sopra deve essere reso chiaro da una controparte.

Insomma è un’ottima arma di sensibilizzazione o anche messa in guardia, per chi è abituato a comprare auto a quotazioni anche elevate, da aste o noleggi (talvolta superiori del 5/10%) sapendo poi di contare su un’ottima rivalutazione da lifting con “ringiovanimento” estetico ma anche odometrico, come quelle che vi mostriamo nelle immagini esplicative di esempio. Se alcune ecu sono difficilmente modificabili, per costruzione o protocollo di programmazione, quasi tutte sono leggibili e Diogene al momento è predisposto per funzionare bene su vetture che hanno sino a otto anni, europee. In futuro potrà espandersi nel dettaglio di funzionamento e precisione, certo non facile per vetture premium (eppure lì si giocano molti dei casi più eclatanti, in funzione del valore) che noi di Automoto.it siamo sicuramente disposti a verificare con la controprova delle condizioni HW e SW di alcune ecu. Al momento il costruttore dichiara di aver fatto 1500 controlli rilevando circa il 30% di valori non congrui.

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