• 21 Ottobre 2026 13:59

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GP Stati Uniti, Pirelli sceglie C2, C3 e C4: ad Austin conta l’usura delle gomme

Ott 21, 2026

Negli Stati Uniti, la F1 si prepara a una sfida in cui velocità, trazione e gestione degli pneumatici dovranno trovare il giusto equilibrio. Il GP di Austin apre la tripletta delle americhe, che proseguirà con le tappe di Città del Messico e San Paolo. Si tratta del secondo dei tre appuntamenti stagionali in programma negli States, prima della chiusura a Las Vegas. Per Pirelli, il Circuit of The Americas propone un banco di prova tecnico nel quale il degrado delle gomme potrebbe rivelarsi decisivo.

Pirelli torna alla terna C2, C3 e C4

Per il weekend texano, Pirelli ha scelto le mescole C2 come Hard, C3 come Medium e C4 come Soft, tornando a una combinazione già utilizzata in passato. La selezione si differenzia da quella del 2025, quando la C1 era stata scelta come gomma più dura, creando un salto di mescola tra Hard e Medium. Quella soluzione, tuttavia, non aveva trovato spazio in gara. Le squadre avevano privilegiato le coperture più morbide, puntando soprattutto sulla combinazione Medium-Soft e su una strategia a una sola sosta.

La scelta di quest’anno mette nuovamente a disposizione delle scuderie una gamma che offre un riferimento più tradizionale per la gestione della gara. La C2 potrà rappresentare un’opzione per gli stint più lunghi, mentre Medium e Soft offriranno alternative in termini di aderenza e prestazione. Molto dipenderà, però, dalle condizioni dell’asfalto e dalle temperature che accompagneranno il fine settimana.

Un circuito che mette alla prova entrambi gli assi

Lungo 5,513 chilometri, il COTA è un tracciato dalla personalità composita. Il primo settore, con curve veloci e rapidi cambi di direzione, richiede precisione e stabilità, sottoponendo soprattutto gli pneumatici anteriori a sollecitazioni importanti. Nel terzo settore, caratterizzato da curve più lente e numerose accelerazioni, sono invece le gomme posteriori a dover gestire la trazione e il conseguente aumento della temperatura.

Per essere competitivi, i team dovranno trovare un compromesso tra velocità di punta e carico aerodinamico, senza compromettere la capacità della vettura di affrontare le sequenze più guidate. Un equilibrio particolarmente delicato con l’attuale generazione di monoposto, nella quale la gestione delle prestazioni deve convivere con la necessità di preservare le coperture.

A rendere più complessa la lettura del weekend è anche la condizione della pista. Quest’anno è stato posato un nuovo manto d’asfalto tra curva 9 e curva 11, mentre nelle altre sezioni l’invecchiamento della superficie continua a contribuire a livelli significativi di usura. Secondo Pirelli, proprio il consumo degli pneumatici potrebbe pesare più del graining. Nella passata edizione, alcune coperture avevano già raggiunto valori di usura molto elevati.

Strategia a una sosta, ma il caldo può cambiare tutto

Il weekend 2026 torna inoltre al formato tradizionale, F1 senza Sprint: le squadre avranno quindi 3 sessioni di prove libere per lavorare sul bilanciamento e raccogliere dati utili alla definizione delle strategie. L’aderenza media del circuito è generalmente buona, anche grazie all’attività delle categorie di supporto, mentre l’evoluzione della pista durante il fine settimana non è storicamente tra le più marcate. Sulla carta, la presenza della C2 come Hard può favorire una gara a una sola sosta. Le temperature elevate tipiche del Texas, tuttavia, potrebbero accelerare il degrado termico e costringere le squadre a rivedere i piani, valutando anche soluzioni alternative.

Nel 2025, la combinazione Medium-Soft era stata la più utilizzata, scelta da 13 piloti. Tra i protagonisti del podio, Charles Leclerc aveva fatto eccezione: il monegasco aveva puntato sulla Soft alla partenza, cercando di sfruttarne la maggiore aderenza nella fase iniziale. Soltanto tre piloti nelle retrovie avevano invece scelto la Hard per il via.

Austin, una storia che parla di Ferrari e Hamilton

Il GP degli Stati Uniti conta 46 edizioni complessive disputate su 6 circuiti differenti, di cui 13 ad Austin. Il primato di vittorie tra i piloti appartiene a Lewis Hamilton, con 6 successi, mentre tra i costruttori è la Ferrari a guidare l’albo d’oro con 11 affermazioni. Numeri che aggiungono un ulteriore elemento al fascino della tappa texana. Ma nel fine settimana del COTA, prima ancora di guardare alla classifica, sarà fondamentale capire quanto le gomme riusciranno a resistere alle sollecitazioni del tracciato. Perché ad Austin la velocità può fare la differenza, ma saper amministrare l’usura potrebbe essere la vera chiave della gara.

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