Un venerdì a due facce per la Rossa. Bene Leclerc, più in difficoltà Hamilton. La SF-26 monta nuovi update che ovviamente devono essere ottimizzati. Cambia la gestione dei flussi e con essa la messa a punto. Una vettura che mostra potenziale, ma ancora lontana dal massimo rendimento. Serve sistemare l’equilibrio generale dell’auto nelle varie fasi di marcia.
Austin, resoconto Fp1: Ferrari buona ma migliorabile
Per lo stint iniziale della prima sessione di prove libere, le due vetture italiane hanno scelto le mescole Pirelli Medium. Coperture con le quali si potevano realizzare dei test specifici in merito alla messa a punto di base nella maniera corretta.L’asfalto della splendida pista americana era un po’ verde e anche per questo i ferraristi hanno cercato di prestare particolare attenzione.
Nei passaggi successivi l’aggressività si è fatta subito vedere, specie con Charles Leclerc, da subito molto sicuro a bordo della SF-26. Il bilanciamento non è parso subito ottimale, però. Si notava infatti una leggera tendenza al sottosterzo nelle curve più lente, con una difficoltà a centrare l’apice nella maniera corretta. Stesso discorso per le fasi d’uscita, dove la trazione non sembra essere ottimizzata.
Bene invece nei cambi di direzione, con un anteriore piuttosto preciso, benché il posteriore non lo sia sembrato sempre: il solito problema della monoposto con un retrotreno a volte un po’ troppo leggero. Il team ha lavorato parecchio sui manettini, per migliorare la rotazione a centro curva con il differenziale. Oltre a questo, il tema power unit e relativi settaggi della parte ibrida.
Ascoltando l’audio tramite i feed video, il supporto dei cavalli recuperati tramite il motogeneratore MGU-K è parso ben settato. Questo considerando che il super clipping non era affatto massiccio al termine della lunga retta presente nel secondo settore del COTA. Ciò malgrado, come sempre in questi casi, servivano test più probanti per trarre conclusioni maggiormente centrate.
Ferrari: primo approccio con le Soft non perfetto
Da sottolineare i diversi constant speed realizzati nella prima sgambata, necessari per raccogliere dati sugli aggiornamenti introdotti sulle auto relativi al fondo vettura. Nella seconda parte della sessione era il momento di montare le mescole con più aderenza. Pirelli Soft per ambedue le Rosse, che hanno subito tentato la simulazione sul giro secco.
Tra gli alfieri della Ferrari è stato Charles quello più comodo, mentre Lewis ha faticato ad accedere al grip necessario delle mescole. C’è stato un altro fattore sul quale la Rossa doveva spendersi: ci riferiamo ai micro bloccaggi al retrotreno. Un piccolo limite da gestire e correggere. Anche nel secondo stint sono arrivati diversi suggerimenti per capire la strada più redditizia inerente all’handling.
Le mescole Soft non si sono rese facili da gestire. Anzitutto serviva un doppio giro per raffreddarle tra un tentativo e l’altro. Per di più, secondo le trasmissioni radio, centrare la corretta finestra di funzionamento non era semplice. Leclerc ci è riuscito abbastanza, mentre il sette volte campione del mondo ha trovato senza dubbio molte più difficoltà rispetto al compagno, scegliendo di allungare il secondo run.
Ferrari si spende sul passo gara differenziando le gomme
L’ultima parte delle prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti è stata dedicata alle prove con un alto quantitativo di carburante a bordo. Test molto utile per avere una prima stima sul comportamento dell’auto con maggiore peso a bordo. All’interno di tale contesto, la SF-26 ha restituito un rendimento abbastanza stabile. Non perfetto però, viste alcune correzioni croniche in alcuni punti del circuito.
Ferrari che ha diversificato gli esami high fuel, peraltro, montando due gomme differenti, Soft e Medium, per una raccolta di informazioni più completa. Nel confronto tra i due ferraristi, al netto delle mescole differenti, Lewis ha continuato a mostrare maggiori problemi nella rotazione. FP1 interessanti per la Rossa, che come al solito ha mostrato un buon potenziale sul quale serviva un lavoro di ottimizzazione.
Austin, resoconto Fp2: Ferrari ritocca il setup, ma deve ancora trovare la quadra
La seconda sessione di libere si apre con una precisa scelta del team di Maranello: scendere in pista con le gomme Hard.Una mescola snobbata nelle FP1, che serviva al team per studiare ancora più a fondo la messa a punto della monoposto italiana. A quanto pare, infatti, nella pausa sono arrivati dei ritocchi a livello sospensivo per massimizzare l’equilibrio della vettura italiana.
Parliamo infatti di una mescola che offre il livello di aderenza minore tra le tre coperture, ideale per capire come si comporta la SF-26 nell’equilibrio tra le varie transizioni di carico. Dopo i primi tentativi, è andata in onda una serie di correzioni su come gestire l’handling. A differenza della sessione mattutina, l’atteggiamento delle auto sembra ora maggiormente votato all’eccesso di rotazione.
Un approccio utile per inserire la vettura, che Charles ha saputo gestire meglio di Lewis Hamilton, ancora in difficoltà nel trovare la giusta confidenza con la monoposto. L’inglese lo ha fatto presente in radio, sostenendo che, proprio nella fase in entrata, doveva combattere con diversi snap che lo rallentavano parecchio nella sua prestazione. C’era ancora da lavorare, specie per l’ex Mercedes.
Ferrari buona su passo gara solo con Charles
Dalle Hard alle Pirelli a banda rossa, questa la prima mossa della seconda sgambata per entrambe le vetture italiane.L’extra aderenza delle Soft si è fatta subito sentire, offrendo maggiore confidenza soprattutto all’inglese della Ferrari. Britannico che a prescindere non è riuscito a trovare la velocità a centro curva corretta, sempre in debito rispetto al compagno.
Il monegasco, infatti, ha mostrato una certa facilità nel raggiungere i riscontri cronometrici prefissati. Un run che a livello di handling ricalca l’approccio delle Hard, sì con una certa facilità di rotazione, ma un po’ di problemini nella fase di uscita. Nel prosieguo del programma, arrivano dei ritocchi sul carico all’avantreno, nel tentativo di rendere ancora più equilibrate le monoposto.
La simulazione sul giro secco lascia presto il passo a quella con tanto carburante a bordo. In questo caso è più consistente rispetto alla prima sessione, test importante per studiare il degrado delle coperture sulla pista statunitense. Leclerc la realizza con le coperture Soft, come Hamilton che, più in ritardo sulla tabella di marcia, sceglie di non diversificare l’uso delle gomme.
A quanto pare, sono le curve 5 e 6 quelle dove risulta maggiormente necessario alzare il piede in percorrenza. Mossa decisiva per mantenere il consumo entro i limiti stimati. Dando un’occhiata ai tempi, sempre prendendoli con le pinze, pare che la vettura numero 16 sia abbastanza competitiva. Questo al netto che non conosciamo il carico di carburante imbarcato.
Tempi che però dal giro sette si sono alzati. Per Lewis vale lo stesso discorso, sebbene nel suo caso la somma dei tempi totali non fosse all’altezza di quella del monegasco, lamentandosi dell’auto in termini di guidabilità. Un venerdì complessivo buono per la Ferrari, che però deve ancora lavorare sulla stabilità e trazione in uscita. I dati ci sono, serve il salto di prestazione da domani nelle FP3.
GP Austin, Classifica tempi Fp2:
NO.
PILOTA
TEAM
TEMPO / GAP
GIRI
1
16
Charles Leclerc
Ferrari
1:35.291
30
2
12
Kimi Antonelli
Mercedes
+0.042s
25
3
3
Max Verstappen
Red Bull Racing
+0.189s
24
4
44
Lewis Hamilton
Ferrari
+0.615s
26
5
63
George Russell
Mercedes
+0.744s
27
6
30
Liam Lawson
Racing Bulls
+1.040s
27
7
1
Lando Norris
McLaren
+1.082s
27
8
81
Oscar Piastri
McLaren
+1.096s
27
9
6
Isack Hadjar
Red Bull Racing
+1.120s
24
10
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
+1.245s
28
11
5
Gabriel Bortoleto
Audi
+1.541s
27
12
10
Pierre Gasly
Alpine
+1.549s
27
13
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
+1.668s
29
14
31
Esteban Ocon
Haas F1 Team
+1.820s
26
15
43
Franco Colapinto
Alpine
+1.910s
32
16
14
Fernando Alonso
Aston Martin
+1.944s
26
17
18
Lance Stroll
Aston Martin
+1.978s
28
18
27
Nico Hulkenberg
Audi
+2.139s
26
19
77
Valtteri Bottas
Cadillac
+3.131s
24
20
55
Carlos Sainz
Williams
+3.155s
28
21
11
Sergio Perez
Cadillac
+3.745s
24
22
23
Alexander Albon
Williams
+8.135s
27