• 28 Aprile 2026 13:04

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Gp Miami, debutta in partenza il nuovo sistema Anti-Stallo: come funziona

Apr 28, 2026

La Formula 1 affronta Miami con una certezza unanime: il nuovo sistema anti-stallo non comporterà penalità. Questa forte compattezza tra i team dimostra come il protocollo sia considerato un salvavita imprescindibile e non un trucco prestazionale. L’assistenza elettronica interverrà unicamente per arginare le criticità motoristiche in partenza derivanti dall’eliminazione dell’MGU-H.

Anti-stall: equità sportiva e la totale bocciatura delle sanzioni

Non ci sarà alcun drive-through a penalizzare chi usufruirà del nuovo sistema di sicurezza elettronica studiato dalla Federazione Internazionale. Il dibattito interno tra l’organo legislativo e le scuderie si è concluso con una compattezza inaspettata: i rappresentanti delle squadre, con voto unanime, hanno ritenuto la sanzione ipotizzata in un primo momento del tutto superflua.

La motivazione alla base di questa scelta politica e sportiva è ferrea e si fonda sulla natura stessa del protocollo. Il sistema, per come è stato concepito dagli ingegneri, non può offrire alcun beneficio prestazionale o vantaggio competitivo subdolo. Al contrario, il suo intervento comporta inevitabilmente una perdita di posizioni drastica e immediata.

L’auto “soccorsa” dall’elettronica procede a un ritmo talmente rallentato rispetto al resto dello schieramento che la dinamica stessa dello stallo evitato si trasforma in una punizione sportiva naturale. L’eventualità di aggiungere una penalità di tempo o un passaggio in pit-lane al termine del primo giro avrebbe rappresentato un accanimento normativo contro un pilota già scivolato in fondo al gruppo.

La parola alla FIA: il confine tracciato da Tombazis

A definire i contorni precisi di questo accordo e a spazzare via ogni dubbio su potenziali aiuti per i team in difficoltà con lo stacco della frizione è intervenuto Tombazis. Il direttore tecnico della FIA, interpellato direttamente per fare chiarezza sull’argomento, ha spiegato i rigidi confini operativi dell’intervento, tracciando una linea netta tra l’errore del pilota e il puro pericolo fisico.

Il sistema è pensato per sopperire a partenze molto brutte che rischiano di innescare situazioni pericolose”, ha spiegato l’ex direttore tecnico della Ferrari che poi aggiunge: “È bene chiarire che un pilota autore di una brutta partenza non conterà sull’aiuto. Per intenderci, il sistema sarebbe intervenuto per Lawson a Melbourne, ma non nel caso dello start di Verstappen a Shanghai.

Se la vettura slitta, perde trazione o scatta in ritardo, la responsabilità resta al 100% nelle mani e nei piedi del pilota. L’elettronica resta in silenzio. Una mossa che in effetti era utile e contribuisce a mantenere la sicurezza in una soglia minima che va garantita. L’esperimento entrerà in vigore in Florida con su successivo test a Montreal due settimane più tardi.

Anti Stall, lo schema logico: la finestra critica del primo secondo

Ma come fa la direzione gara a decidere, in frazioni di secondo, se una partenza è “semplicemente brutta” o se rischia di trasformarsi in una tragedia sportiva? Oltre alle novità della FIA sull’utilizzo dell’energia ibrida, il l responsabile tecnico ha confermato che l’attivazione non sarà una zona grigia, ma si baserà su parametri matematici inoppugnabili. La chiave di tutto risiede in una strettissima finestra temporale: il primo secondo di gara.

Per questo verrà monitorato il movimento della vettura nel primo secondo dopo lo spegnimento dei semafori, verificando l’accelerazione. Se l’analisi telemetrica in tempo reale dei sensori di movimento dovesse rilevare una carenza di spinta tale da prefigurare uno stallo meccanico completo, scatterà immediatamente l’aiuto elettrico per garantire che l’auto si sposti dalla propria casella in griglia.

L’obiettivo primario non è far ripartire la corsa del pilota in modo competitivo, ma permettergli di raggiungere una velocità cinetica minima. Questo movimento rallentato è l’unica soluzione per evitare il devastante “effetto muro”, impedendo che la vettura diventi un ostacolo fermo centrato in pieno da chi sopraggiunge da dietro a oltre cento chilometri orari.

L’evoluzione tecnica: l’addio all’MGU-H e la radice del rischio

Tutto questo complesso e massiccio intervento in nome della sicurezza nasce per arginare un problema tecnico profondo, radicato nell’architettura delle power unit che solcheranno le piste a partire dal 2026. L’universo della Formula 1 sta infatti affrontando una transizione epocale che prevede, tra le varie semplificazioni, la definitiva abolizione dell’MGU-H.

Il Motor Generator Unit – Heat è stato il cuore pulsante della prima era ibrida: sfruttando l’entalpia dei gas di scarico, fungeva da motore elettrico per mantenere la turbina in rotazione costante anche quando il pilota alzava il piede dall’acceleratore o si trovava al regime di minimo. La rimozione di questo moto generatore abbatte sì i costi, ma ha riproposto con prepotenza il problema del turbo-lag.

Un aspetto che Ferrari è stata brava ad aggirare, realizzando una turbina più piccola e limitando così i ritardi di potenza allo start. Per questa ragione abbiamo visto finora una Rossa sempre molto scattante al via dei Gran Premi. Senza l’MGU-H a mantenere il compressore in pressione, il momento del rilascio della frizione in griglia diventa un vero esercizio di equilibrismo ingegneristico.

Se la curva di erogazione non è gestita alla perfezione, il motore rischia il vuoto di potenza e, di conseguenza, lo stallo totale. Osservando le simulazioni e i primi Gran Premi stagionali, la FIA ha capito di non poter correre un rischio simile: l’anti-stallo è la necessaria rete di sicurezza per bilanciare l’audacia di un regolamento motoristico che cambierà per sempre il volto delle partenze.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close