• 22 Giugno 2026 18:25

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Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Figc, “obiettivo rilancio”

Giu 22, 2026

AGI – Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). L’ex numero uno del Coni ha vinto la corsa alla presidenza superando nettamente l’altro candidato, Giancarlo Abete, al termine dell’assemblea elettiva svoltasi a Roma.

Le prime parole di Malagò: “Con voi posso fare tutto”

Malagò ha ottenuto 343.084 voti, pari al 68,58% delle preferenze, contro i 145.936 voti andati ad Abete (29,17%). “Con voi posso fare tutto”, le prime parole del neo presidente, visibilmente emozionato, da presidente federale. 

Obiettivo rilancio 

Imprenditore e dirigente sportivo, assume le redini del calcio italiano un anno dopo la fine del suo terzo mandato da presidente del Coni, carica ricoperta dal febbraio 2013 (fino a giugno 2025), quando riuscì a superare alle elezioni Raffaele Pagnozzi. L’ascesa alla guida della Federcalcio arriva invece pochi mesi dopo la fine dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, che ha visto Malagò, 67 anni, ricoprire la massima carica del comitato organizzatore. Nell’ottobre 2018 venne eletto inoltre membro del Cio, nel corso della 133esima sessione del Comitato Olimpico Internazionale, diventando il 22esimo italiano della storia a entrare nel consesso a cinque cerchi, il 16esimo a titolo individuale.

Oggi al dirigente romano è affidato il compito di ricostruire una Federazione alle prese con la terza esclusione consecutiva dai Mondiali. “Il professionismo deve riconoscere il valore della base, il dilettantismo deve essere liberato da pesi amministrativi sproporzionati, le Leghe devono trovare nella Figc un interlocutore forte ma non invasivo, e le componenti tecniche devono essere coinvolte nelle scelte che determinano il futuro sportivo del Paese”, è l’indicazione nel programma di Malagò che vede una Figc non “soltanto come autorità regolatoria” ma che sia insieme “arbitro istituzionale, motore strategico e piattaforma di servizio”.

Grande spazio nel programma è dedicato alla Nazionale

“Il primo obiettivo è ricostruire continuità tecnica tra attività giovanile, club e nazionali. Coverciano deve diventare ancora di più il centro di elaborazione metodologica del calcio italiano. Non si tratta di imporre un modulo o una scuola unica, ma di creare un linguaggio comune e una capacità di confronto costante tra Federazione e Club”, è l’idea dell’ex presidente del Coni. Tra gli obiettivi c’è quello di evitare la dispersione del talento e grande spazio nel programma è dedicato anche al ruolo della Lega Serie A.

Già in passato Malagò, da presidente del Coni, ha vissuto da vicino le vicende federali del calcio italiano. Nel 2018 venne chiamato a risolvere la crisi legata alla mancata elezione della nuova governance. Il 1 febbraio di quell’anno la Giunta Coni, da lui presieduta, nominò il segretario generale Roberto Fabbricini nuovo commissario straordinario della Figc e il giorno successivo Fabbricini nomino’ lo stesso Malago’ commissario della Lega Serie A, carica lasciata poi nel maggio dello stesso anno. I problemi sono gli stessi di allora. A Malagò il compito di iniziare a risolverli, con un orizzonte ben preciso: i Mondiali del 2030. 

Confermato in blocco il Consiglio federale

È stato confermato in blocco il consiglio federale della Figc. L’unico dubbio riguardava la Lega Pro, ma il consigliere uscente Giulio Gallazzi ha prevalso sul candidato Donato Macchia. Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta sono i consiglieri in quota Lega Serie A, Antonio Gozzi è il consigliere in rappresentanza della Lega Serie B, mentre Daniele Ortolano, Ilaria Bazzerla, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliana Tambaro sono i consiglieri in quota Lega Nazionale Dilettanti. Confermati anche Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi, Umberto Calcagno (atleti) e Giancarlo Camolese e Silvia Citta (tecnici). 

Gravina: “Mi sono dimesso per dignità e responsabilità”

“La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e, non di meno, molto sofferta. Una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale. Sono sempre stato un orgoglioso combattente ed un fiero oppositore di chi ha cercato la strada dell’emotività popolare per forzare cambi di persone, evidentemente non allineate e poco gradite, senza un supporto di tangibili motivazioni rinvenibili nel nostro sistema”, ha detto il presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina nel suo intervento durante l’assemblea elettiva. “Ho deciso di restituire il mandato perché il livello di personalizzazione aveva attinto sempre più da vicino il nostro sistema e ho sentito forte il dovere di impedire che la Federazione fosse trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata e divisa – ha aggiunto -. Il mio passo indietro serve oggi a stimolare riflessioni, rivedere posizioni, rapporti e a rinforzare il nostro percorso di rigenerazione”.

 

AGI – Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). L’ex numero uno del Coni ha vinto la corsa alla presidenza superando nettamente l’altro candidato, Giancarlo Abete, al termine dell’assemblea elettiva svoltasi a Roma.
Le prime parole di Malagò: “Con voi posso fare tutto”
Malagò ha ottenuto 343.084 voti, pari al 68,58% delle preferenze, contro i 145.936 voti andati ad Abete (29,17%). “Con voi posso fare tutto”, le prime parole del neo presidente, visibilmente emozionato, da presidente federale. 
Obiettivo rilancio 
Imprenditore e dirigente sportivo, assume le redini del calcio italiano un anno dopo la fine del suo terzo mandato da presidente del Coni, carica ricoperta dal febbraio 2013 (fino a giugno 2025), quando riuscì a superare alle elezioni Raffaele Pagnozzi. L’ascesa alla guida della Federcalcio arriva invece pochi mesi dopo la fine dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, che ha visto Malagò, 67 anni, ricoprire la massima carica del comitato organizzatore. Nell’ottobre 2018 venne eletto inoltre membro del Cio, nel corso della 133esima sessione del Comitato Olimpico Internazionale, diventando il 22esimo italiano della storia a entrare nel consesso a cinque cerchi, il 16esimo a titolo individuale.
Oggi al dirigente romano è affidato il compito di ricostruire una Federazione alle prese con la terza esclusione consecutiva dai Mondiali. “Il professionismo deve riconoscere il valore della base, il dilettantismo deve essere liberato da pesi amministrativi sproporzionati, le Leghe devono trovare nella Figc un interlocutore forte ma non invasivo, e le componenti tecniche devono essere coinvolte nelle scelte che determinano il futuro sportivo del Paese”, è l’indicazione nel programma di Malagò che vede una Figc non “soltanto come autorità regolatoria” ma che sia insieme “arbitro istituzionale, motore strategico e piattaforma di servizio”.
Grande spazio nel programma è dedicato alla Nazionale
“Il primo obiettivo è ricostruire continuità tecnica tra attività giovanile, club e nazionali. Coverciano deve diventare ancora di più il centro di elaborazione metodologica del calcio italiano. Non si tratta di imporre un modulo o una scuola unica, ma di creare un linguaggio comune e una capacità di confronto costante tra Federazione e Club”, è l’idea dell’ex presidente del Coni. Tra gli obiettivi c’è quello di evitare la dispersione del talento e grande spazio nel programma è dedicato anche al ruolo della Lega Serie A.
Già in passato Malagò, da presidente del Coni, ha vissuto da vicino le vicende federali del calcio italiano. Nel 2018 venne chiamato a risolvere la crisi legata alla mancata elezione della nuova governance. Il 1 febbraio di quell’anno la Giunta Coni, da lui presieduta, nominò il segretario generale Roberto Fabbricini nuovo commissario straordinario della Figc e il giorno successivo Fabbricini nomino’ lo stesso Malago’ commissario della Lega Serie A, carica lasciata poi nel maggio dello stesso anno. I problemi sono gli stessi di allora. A Malagò il compito di iniziare a risolverli, con un orizzonte ben preciso: i Mondiali del 2030. 
Confermato in blocco il Consiglio federale
È stato confermato in blocco il consiglio federale della Figc. L’unico dubbio riguardava la Lega Pro, ma il consigliere uscente Giulio Gallazzi ha prevalso sul candidato Donato Macchia. Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta sono i consiglieri in quota Lega Serie A, Antonio Gozzi è il consigliere in rappresentanza della Lega Serie B, mentre Daniele Ortolano, Ilaria Bazzerla, Sergio Pedrazzini, Giacomo Fantazzini e Giuliana Tambaro sono i consiglieri in quota Lega Nazionale Dilettanti. Confermati anche Davide Biondini, Sara Gama, Valerio Bernardi, Umberto Calcagno (atleti) e Giancarlo Camolese e Silvia Citta (tecnici). 
Gravina: “Mi sono dimesso per dignità e responsabilità”
“La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e, non di meno, molto sofferta. Una scelta di dignità personale e di responsabilità istituzionale. Sono sempre stato un orgoglioso combattente ed un fiero oppositore di chi ha cercato la strada dell’emotività popolare per forzare cambi di persone, evidentemente non allineate e poco gradite, senza un supporto di tangibili motivazioni rinvenibili nel nostro sistema”, ha detto il presidente dimissionario della Figc, Gabriele Gravina nel suo intervento durante l’assemblea elettiva. “Ho deciso di restituire il mandato perché il livello di personalizzazione aveva attinto sempre più da vicino il nostro sistema e ho sentito forte il dovere di impedire che la Federazione fosse trascinata in un vortice che l’avrebbe fortemente provata e divisa – ha aggiunto -. Il mio passo indietro serve oggi a stimolare riflessioni, rivedere posizioni, rapporti e a rinforzare il nostro percorso di rigenerazione”.
 

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