L’Autodromo di Yas Marina è forse uno dei più particolari del calendario iridato di Formula 1. Non tanto per il disegno dato da Hermann Tilke, quanto per fattori esterni, primo fra tutto il fatto di trovarsi su un’isola artificiale costruita ad Abu Dhabi appositamente per l’occasione.

La gara, inserita in calendario dalla stagione 2009, è stata la prima a disputarsi con un progressivo e graduale cambio di illuminazione: si parte al tramonto e si finisce con la luna alta nel cielo sfruttando l’illuminazione artificiale.

Lungo 5.554 metri da ripetersi per 55 tornate, il tracciato conta 21 curve, la più spettacolare delle quali sono la 15, 16 e 17, da raccordare come se fossero una sola e da affrontarsi quasi in pieno. Yas Marina è una pista fondamentalmente piatta, se si fa eccezione per la prima parte dove è necessario scollinare un piccolo terrapieno. Celeberrimi i lunghissimi rettilinei del settore centrale, in fondo ai quali abbiamo spesso assistito a sorpassi importanti nel corso delle varie edizioni.

Yas Marina ha assegnato per due volte il mondiale piloti, la prima delle quali – forse, la più celebre – ha visto Fernando Alonso soccombere alla Red Bull di Sebastian Vettel a seguito di una strategia Ferrari – nella persona di Chris Dyer – che grida ancora vendetta. Nel 2012 abbiamo il ritorno alla vittoria di Kimi Raikkonen, che nelle ultime fasi della corsa si pronunciò nel celeberrimo “Leave me alone, I know what I’m doing” divenuta oramai frase leggendaria. Nel 2014 è la volta di Lewis Hamilton di laurearsi Campione del Mondo per la seconda volta in carriera: in quel particolare contesto, il punteggio della corsa venne raddoppiato da regolamento, facendo correre il pilota inglese con il fiato sospeso.

Nel 2015 vinse Nico Rosberg, davanti all’altra Mercedes di Lewis Hamilton ed alla Ferrari di Kimi Raikkonen. Il record della pista è di 1’40’’279, fatto registrare da Sebastian Vettel nel 2009 a bordo della Red Bull. Andiamo a scoprire cosa saremo in grado di fare noi nell’ultimo appuntamento stagionale!