• 17 Giugno 2026 20:59

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Filosa in Parlamento: “In Italia le ‘radici’ di Stellantis”. Annunciati investimenti per 5 miliardi

Giu 17, 2026

AGI – Stellantis “affonda le sue radici” in Italia, dove non intende vendere stabilimenti o marchi, a partire da Maserati. Il gruppo lavora a delle possibili partnership con alcuni operatori, a partire dal sito industriale di Cassino, quello maggiormente interessato dalla cassa integrazione. Il sito del frusinate non è in vendita, così come quello abruzzese di Atessa. A Pomigliano invece potrebbero essere prodotte nei prossimi anni fino a 3 e-car. Mentre Mirafiori “la nostra casa italiana ed europea” sarà la casa della nuova 500 ibrida con le sue evoluzioni.

L’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, si è confrontato per quasi 2 ore e mezza con le Commissioni Industria congiunte di Camera e Senato sui piani di sviluppo del gruppo, con un focus sui singoli stabilimenti italiani. Il 2025 ha visto le vendite di auto calare ai minimi termini in Italia, poco più di 1,5 milioni di immatricolazioni. I primi mesi del 2026 sembrano registrare una inversione di tendenza, pur nel contesto di una difficile transizione all’elettrico.

Confronto con le istituzioni

Deputati e senatori hanno apprezzato nelle parole di Filosa una “discontinuità”, rilevata in tutti gli interventi, nell’impostazione rispetto al suo predecessore Carlos Tavares, protagonista a ottobre 2024 di una audizione parlamentare caratterizzata da toni a tratti ruvidi negli interventi, che non aveva lasciato soddisfatte né le forze politiche né i sindacati. Non sono mancati diversi appunti, con alcune richieste di maggiore chiarezza sull’attuazione dei dettagli del piano, sull’impegno per garantire la continuità occupazionale e sulla necessità di una conversione green degli stabilimenti.

Visione industriale per l’Italia

“Per l’Italia abbiamo una visione chiara, che passa anche attraverso il coinvolgimento di tutti i marchi italiani”, spiega Filosa. Poi il manager argomenta: “A partire da Fiat, il nostro marchio globale più importante in termini di volumi, proseguendo con Lancia. Alfa Romeo continuerà a rafforzare il suo posizionamento distintivo. E concludendo con Maserati, stiamo definendo un ambizioso piano che presenteremo a Modena entro fine anno”. L’Italia sarà “l’hub produttivo delle auto piccole, negli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano; delle vetture di fascia medio-alta e lusso negli stabilimenti di Melfi, Cassino e Modena e dei veicoli commerciali nello stabilimento di Atessa“. Filosa sottolinea: “In questo primo anno di lavoro abbiamo invertito la rotta. L’abbiamo invertita riorganizzandoci in strutture regionali più forti”. Nei primi cinque mesi del 2026 “abbiamo registrato una crescita di quasi il 15% nelle vendite, un più 16% nella produzione e un -30% nel ricorso alla cassa integrazione“, dati che non rappresentano “il segno di un successo ma una ripartenza”.

Investimenti e competitività

Filosa ricorda l’obiettivo di Stellantis che l’Italia “continui a essere tra i principali protagonisti dello sviluppo tecnologico. Per questo, anche nel 2025 abbiamo investito in Italia circa 1 miliardo di euro in ricerca e innovazione. Nei prossimi 5 anni prevediamo di investire altri 5 miliardi di euro”.

Richieste a politica e Ue

La richiesta alla politica del manager di Stellantis resta quella di agire sul costo elevato dell’energia e del lavoro, per recuperare competitività. “Serve introdurre meccanismi di flessibilità in linea con le esigenze operative contemporanee, come è stato fatto in Spagna“, argomenta Filosa. Anche per l’Ue la richiesta è quella di una maggiore flessibilità.

Reazioni politiche

Le repliche in Commissione. “Sicuramente siamo in un clima diverso rispetto alla sconcertante audizione di Tavares. Chiediamo certezze produttive, garanzie di questi investimenti sui modelli. Chiediamo ovviamente anche la garanzia sui livelli occupazionali, anche sull’indotto”, dice il leader M5s Giuseppe Conte.

Più critico Marco Grimaldi di Avs: “L’audizione di Filosa conferma ciò che operai, tecnici e indotto denunciano da anni. Stellantis non mette in sicurezza gli stabilimenti italiani, li spegne uno dopo l’altro”.

Per il leader di Azione Carlo Calenda: “Filosa si pone molto meglio di Tavares e certamente ci ha dato molti più dati. Dopodiché più della metà dell’aumento di vendite in Italia è fatta in realtà dalle vendite di macchine Leapmotor, macchine cinesi. Il problema grosso rimane la gamma perché Maserati, Alfa Romeo e Lancia sono andate malissimo”.

Il leghista Alberto Bagnai ha ringraziato Filosa per avere “smentito categoricamente le voci che ipotizzavano una possibile delocalizzazione in Polonia delle linee di produzione dello stabilimento” di Atessa. (AGI) – Roma, 17 giu. – Più sfaccettato il giudizio dei sindacati. Per la Fiom: “Non sono emerse novità. Si tratta della conferma di una situazione ancora molto critica, destinata a rimanere tale: la condizione dello stabilimento di Cassino, per il quale non esiste ancora un progetto definito; quella di Termoli, che ha perso la gigafactory; e quella di Modena, ormai svuotata e ancora priva di una prospettiva chiara”.

Diversa la valutazione della Uilm: Filosa “conferma gli impegni già assunti sul rilancio delle produzioni italiane e fornisce alcuni importanti elementi di chiarimento, come il miliardo di euro di investimento ad Atessa, l’ulteriore sviluppo a Modena legato al marchio Maserati, la finalizzazione della partnership a Pomigliano“. (AGI)

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