• 24 Giugno 2026 15:09

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Fiat riparte da Mirafiori e guarda al Regno Unito. Thorel: «La 500 Hybrid è una missione»

Giu 24, 2026

I primi cinque mesi del 2026 hanno segnato un ottimo incremento per Fiat lato vendite. In Italia il marchio ha raggiunto 92 mila immatricolazioni tra gennaio e maggio, con una crescita del 29% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e una quota di mercato salita all’11,73%. A maggio le vendite hanno superato le 15 mila unità, con un incremento del 27,3%, quasi quattro volte superiore rispetto alla crescita complessiva del mercato italiano.

La crescita non riguarda soltanto l’Italia. Considerando l’intero mercato europeo, inclusi i Paesi Efta e il Regno Unito, Fiat ha raggiunto 131 mila immatricolazioni nei primi cinque mesi dell’anno, registrando un aumento del 29,2%. A trainare il risultato sono stati soprattutto Panda, Grande Panda, 600 e 500, con quattro modelli presenti tra le trenta auto più vendute sul mercato italiano.

Numeri che raccontano un marchio tornato protagonista e che fanno da sfondo alle parole di Gaetano Thorel, Head of Fiat e Abarth Europe, con cui abbiamo chiacchierato durante la presentazione della Fiat 600 Turbo 100.

«Quando offri le auto giuste, il mercato risponde»

Per Thorel, il tema centrale non è tanto celebrare i risultati ottenuti quanto comprendere il significato che questi numeri hanno per il futuro del marchio.

«Per me non è una questione di celebrare un successo. È la dimostrazione che la fiducia e l’investimento che Stellantis ha messo nella marca Fiat e nelle fabbriche italiane hanno una risposta. Il risultato commerciale vuole dire questo».

Secondo il manager, la crescita registrata nei primi mesi dell’anno nasce anche da una maggiore chiarezza sul ruolo che Fiat vuole occupare nel panorama automobilistico europeo.

«Fiat è un brand che sa cosa vuole essere. Non vuole essere tutto per tutti. Fiat vuole essere il brand della mobilità urbana e vuole essere uno dei protagonisti del mercato dei veicoli commerciali».

Una direzione che trova conferma anche nei dati di mercato. Fiat continua infatti a mantenere una posizione dominante nei segmenti più vicini alla propria tradizione.

«Quando fai il 47% del segmento A in Europa oppure il 50% in Italia significa che stai facendo il tuo lavoro. Se poi guardiamo il mercato delle vetture tra i 2,5 e i 4 metri, siamo leader con circa il 30% del segmento».

Numeri che aiutano a spiegare il successo di modelli come Pandina e Topolino in Italia e della famiglia 500 in diversi mercati europei.

 

 

La scommessa del Regno Unito passa da Grande Panda e 500

La crescita registrata in Europa rappresenta anche la base da cui Fiat intende espandersi ulteriormente nei prossimi anni. Dopo aver consolidato la propria presenza nei principali mercati continentali, il marchio guarda con attenzione al Regno Unito, dove l’arrivo delle versioni con guida a destra di Grande Panda, 500 e 600 viene considerato uno dei tasselli fondamentali del prossimo ciclo di sviluppo.

Per Thorel si tratta di un passaggio quasi obbligato.

«La 500 non puoi non farla guida a destra. La Grande Panda non puoi non farla guida a destra. Industrialmente fare la guida a destra costa e lo fai praticamente per un solo mercato. Quello che paghiamo è che il mercato arriva sempre sei-nove mesi dopo rispetto all’Europa continentale».

Nonostante questo, le aspettative sono elevate.

«Mi aspetto un secondo semestre della Fiat in Inghilterra con grandi crescite rispetto allo scorso anno».

La fiducia nasce anche dall’accoglienza ricevuta dalla Grande Panda prima ancora del lancio commerciale su larga scala.

«Il mercato inglese è innamorato della Grande Panda. La stampa inglese è impazzita per questa macchina. Ci sono stati articoli molto positivi. Jeremy Clarkson ne ha parlato in maniera entusiastica e anche Autocar le ha assegnato 4,5 stelle su 5».

 

 

La curiosità ora è capire come reagiranno i clienti britannici quando le vetture saranno disponibili in volumi più consistenti.

«Adesso sono arrivate soltanto poche centinaia di auto. Sono molto curioso di vedere come reagirà il consumatore inglese quando cominceremo ad avere una disponibilità più ampia».

Accanto a Grande Panda e 500 arriverà anche la 600 con guida a destra, una scelta che Thorel rivendica personalmente.

«È stata una richiesta mia. Se vuoi essere credibile come brand devi avere almeno 500, 600 e Grande Panda».

Diverso il discorso per Pandina.

«Non l’abbiamo fatta e non la faremo. Dal punto di vista economico il ritorno dell’investimento non sarebbe sufficiente».

Mirafiori e la missione della 500 Hybrid

Dietro ai risultati commerciali c’è anche il ritorno di alcuni modelli chiave nella gamma Fiat. Panda resta l’auto più venduta in Italia con oltre 54 mila immatricolazioni nei primi cinque mesi dell’anno, mentre Grande Panda ha già superato quota 19 mila unità conquistando il terzo posto assoluto nel mercato nazionale. In crescita anche la 600 e la 500, entrambe presenti nella top 30 delle vetture più vendute. È proprio attorno alla famiglia 500 che si concentra una parte importante della strategia industriale legata a Mirafiori.

Se il Regno Unito rappresenta una delle opportunità di crescita per il futuro, il tema che più coinvolge emotivamente Thorel resta quello di Mirafiori.

Lo storico stabilimento torinese è tornato al centro della strategia Fiat grazie all’arrivo della nuova 500 Hybrid, modello destinato ad affiancare la versione elettrica prodotta nel capoluogo piemontese.

«Io vivo la 500 giornalmente. Per me sostenere Mirafiori è una missione. Nella mia testa ci sono 100.000 vetture. È un numero magico. Non ci siamo ancora, ma la direzione è quella giusta».

 

 

Thorel evidenzia come la crescita registrata rispetto all’anno precedente sia già significativa.

«Siamo nell’ordine del 160% rispetto allo scorso anno e ci aspettiamo un’ulteriore accelerazione nella seconda parte dell’anno. La cosa che mi fa stare più sereno è che tutti i contratti della 500 Hybrid fatti da gennaio a maggio sono incrementali rispetto all’elettrica».

In altre parole, la nuova motorizzazione non sta sottraendo clienti alla 500e.

«Abbiamo fatto sostanzialmente gli stessi contratti della 500 elettrica dello scorso anno. Non c’è stata cannibalizzazione».

Per Fiat questo significa aver recuperato una fascia di clientela che negli ultimi anni era rimasta esclusa dall’offerta del marchio.

«Per due anni non abbiamo dato a quel cliente la possibilità di considerare una 500 perché era disponibile soltanto elettrica. Questa vettura sta riportando quelle persone all’interno del marchio».

 

Modello
Immatricolazioni gen-mag 2026
Posizionamento
Fiat Panda
54.597
1ª nel segmento A
Fiat Grande Panda
19.867
2ª nel segmento B-SUV
Fiat 500
7.822
3ª nel segmento A
Fiat 600
oltre 8.000
tra i B-SUV più venduti

 

È anche da qui che passa il futuro di Mirafiori. Per Thorel, il rilancio dello stabilimento e la crescita della 500 Hybrid sono due elementi strettamente collegati. I risultati dei primi cinque mesi rappresentano soltanto il primo passo di un percorso che Fiat punta a consolidare nella seconda parte del 2026, tra il rafforzamento della produzione italiana e l’espansione nei mercati internazionali.

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