• 8 Maggio 2026 13:47

Corriere NET

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Festa della mamma: Italia 15esima in Europa per congedo di maternità, fanno meglio Croazia…

Mag 8, 2026

AGI – Dal gennaio del 2025, l’Italia offre alle neo-mamme 22 settimane di congedo di maternità retribuite all’80%. Meglio rispetto a qualche anno fa ma non ancora abbastanza, tanto che, secondo quanto emerge dal report globale per il 2026 di World Population Review, il Paese si piazza al 15esimo posto in Europa. Meglio di noi fanno anche Polonia, Ungheria, Croazia e Macedonia. Ma peggio di noi si posizionano la Francia, il Belgio, il Portogallo, la Grecia, l’Austria. 

A livello globale, gli Stati Uniti indossano la maglia nera con sole 12 settimane di congedo garantite (ma non pagate). Ma ecco il quadro completo n vista della Festa della mamma

Lo scenario europeo

In Europa, l’Italia si posiziona solamente 15esima (22 settimane retribuite all’80%) sotto Polonia (26 settimane retribuite al 100%) e Ungheria (24 settimane retribuite al 70%) e San Marino (22 settimane retribuite al 100%), mentre al primo posto tra i virtuosi c’è la Croazia dove sono garantite 58 settimane di congedo (retribuite al 100% fino a 6 mesi dopo la nascita con poi un’indennità forfettaria finanziata da fondi pubblici), seguita da Montenegro (52 settimane retribuite al 100%), Regno Unito (52 settimane, di cui 6 al 90% e dalla 7 alla 39 con un importo inferiore al 90%), Bosnia ed Erzegovina (52 settimane dal 50 all’80%), Albania (52 settimane retribuite all’80% prima del parto e fino a 150 giorni dopo, al 50% per il restante), Irlanda (42 settimane, di cui 26 retribuite all’80% dello stipendio, ma fino a un tetto massimo stabilito per legge), Macedonia del Nord (39 settimane retribuite al 100%) e Norvegia (35 settimane retribuite al 100% oppure 150 giorni all’80%). 

La classifica

Croazia: 58 settimane, retribuite al 100% fino a 6 mesi dopo la nascita, successivamente si passa a un’indennità a quota fissa.
Regno Unito: 52 settimane, le prime 6 settimane sono pagate al 90%; dalla 7ª alla 39ª si riceve un’indennità fissa o il 90% dello stipendio (l’importo minore tra i due), mentre le ultime 13 settimane non sono retribuite.
Bosnia ed Erzegovina: 52 settimane, retribuite con una percentuale che varia dal 50% al 100%.
Albania: 52 settimane. Retribuite all’80% prima del parto e fino a 150 giorni dopo la nascita, per poi scendere al 50% per il periodo rimanente.
Montenegro: 52 settimane, retribuite per intero al 100%.
Irlanda: 42 settimane, retribuite all’80% (fino a un tetto massimo prestabilito) per le prime 26 settimane.
Macedonia del Nord: 39 settimane, retribuite al 100%.
Norvegia: 35 settimane, retribuite al 100% (oppure si può optare per un congedo retribuito all’80% per 150 giorni).
Slovacchia: 34 settimane, retribuite al 65%.
Bulgaria: 32 settimane, retribuite al 90%.
Repubblica Ceca: 28 settimane, retribuite al 70%.
Polonia: 26 settimane, retribuite al 100%.
Ungheria: 24 settimane, retribuite al 70%.
San Marino: 22 settimane retribuite al 100%.
Italia: 22 settimane retribuite all’80%.

Il caso Usa

A livello globale sono gli Stati Uniti il fanalino di coda con sole 12 settimane di congedo garantite (ma non pagate) a livello federale dal Family and Medical Leave Act che però si applica alle sole aziende con almeno 50 dipendenti e ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno prestato servizio per almeno 12 mesi.

Paesi con retribuzione al 100%

Questi i paesi che prevedono inoltre che le madri ricevano lo stipendio o la retribuzione per intero per tutta la durata del congedo di maternità:

Austria
Cile
Croazia
Costa Rica
Estonia
Germania
Israele
Lituania
Messico
Olanda
Polonia
Portogallo
Slovenia 
Spagna

Altri paesi prevedono indennità che potrebbero non raggiungere il 100% dell’importo abituale, ma che rappresentano comunque una percentuale molto elevata del reddito normale della madre. Ad esempio: la Norvegia al 94%, la Francia al 90% e la Bulgaria al 90%.

“In una società in cui la scelta di avere un figlio o una figlia continua a incidere in modo diseguale sui percorsi professionali, il tema della genitorialità non può essere affrontato solo con misure di breve periodo – commenta all’AGI Debora Moretti di Zeta Service – Richiede un lavoro più profondo: culturale, organizzativo e manageriale”.

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