• 17 Giugno 2026 15:04

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Ferrari presenta il brevetto per i pannelli solari con tecnologia retrattile

Giu 17, 2026

La Ferrari Luce è appena entrata nella storia come prima elettrica del Cavallino, e Maranello sta già guardando oltre. Il reparto brevetti del marchio emiliano non ha perso tempo: è stato depositato un nuovo brevetto per un sistema di pannelli solari retrattili pensato per integrare l’efficienza energetica delle vetture a zero emissioni. Non è un progetto di produzione imminente, e non è detto che arrivi mai su un’auto reale. Ma i brevetti Ferrari, come abbiamo imparato con la Luce e con i suoi oltre 60 depositi ufficiali, nascondono sempre grandi aspettative.

Il passo dopo la Luce

La Ferrari Luce ha cambiato le coordinate con cui il mondo guarda al futuro del Cavallino. Prima dell’annuncio, in molti si chiedevano se Maranello avrebbe mai potuto costruire un’auto elettrica senza tradire la propria identità. Oggi quella risposta è arrivata, nel bene o nel male a seconda dei gusti; e il dibattito è ancora aperto. Quel che è certo è che la Luce rappresenta l’inizio di un percorso di ricerca e sviluppo che ha già prodotto soluzioni tecniche inedite, alcune delle quali potrebbero non trovare spazio sulla berlina di punta ma comunque tornare in futuro su altri modelli.

Una forma inedita

Il dettaglio più interessante del brevetto non è l’esistenza dei pannelli fotovoltaici in sé ma il modo in cui Ferrari li ha concepiti. Il sistema brevettato non integra le celle solari in modo fisso nella carrozzeria o nel tetto, come avviene su alcune vetture di altri marchi. Dai disegni tecnici depositati emerge invece un meccanismo retrattile, con un elemento a forma di “U” che consente di estendere il pannello fotovoltaico quando necessario e di riporlo in uno spazio dedicato all’interno del tetto quando non serve.

Il funzionamento è automatizzato. Il sistema è dotato di sensori in grado di analizzare le condizioni meteorologiche in tempo reale: quando la vettura è parcheggiata all’aperto, con luce sufficiente e condizioni favorevoli, i pannelli si estraggono da soli. Quando le condizioni cambiano o quando l’auto si rimette in moto, il sistema li ripone. Tutto senza intervento del guidatore.

La forma a “U” è probabilmente la risposta ingegneristica alla sfida principale di qualsiasi pannello solare su un’automobile: massimizzare la superficie esposta alla luce senza occupare spazio nel campo visivo del conducente né aggiungere massa aerodinamica durante la marcia.

Tecnologia già vista

Va detto che l’idea di integrare pannelli solari su un’auto non è una novità assoluta. Hyundai lo fa già, con sistemi fissi sul tetto di modelli come la Sonata e la Ioniq 5, dove una striscia fotovoltaica contribuisce alla ricarica della batteria in modo passivo durante la sosta. Anche Toyota ha sperimentato soluzioni simili su alcune versioni della Prius. L’approccio Ferrari è però strutturalmente diverso: laddove gli altri hanno integrato celle solari come elemento della carrozzeria Maranello ha scelto di renderle invisibili durante l’uso normale e di attivarle solo quando davvero utile.

Questa scelta ha senso su diversi livelli. Da un lato risponde all’esigenza estetica tipica di Ferrari, che difficilmente potrebbe accettare di avere un pannello solare a vista come elemento del design delle proprie vetture. Dall’altro, un sistema retrattile che si attiva solo in condizioni ottimali potrebbe rivelarsi più efficiente rispetto a uno fisso che raccoglie energia anche in condizioni di luce scarsa o parziale, dove il rendimento delle celle fotovoltaiche cala sensibilmente.

Quello che colpisce, guardando questa serie di brevetti in successione tra la batteria a idrogeno con serbatoio flessibile e ora i pannelli solari retrattili, è la larghezza della ricerca che Maranello sta conducendo. 

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