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F8, Zuckerberg punta tutto sulla realtà aumentata. E liquida in due parole la tragedia di Cleveland – La Repubblica

Apr 18, 2017

A DIECI anni di distanza dal primo evento dedicato agli sviluppatori, Mark Zuckerberg sale sul palco del McEnery Convention Center di San Jose in California come un re scherzoso e alla mano. Davanti a lui quattro mila sviluppatori da oltre 90 paesi, quando erano poche centinaia nel 2007. Da noi in Italia, lo ricorderete, era sbarcato ad agosto come un monarca incontrando Renzi e il Papa. In California invece presenta la sua visione del futuro, che va sotto il nome di realtà aumentata. Già, la stessa sulla quale aveva puntato tutto Google con i Google Glass, poi finiti nel dimenticatoio, e che ora Facebook vuole recuperare. Pokémon Gofatto strategia aziendale che abbraccia tutto, dai videogame all’arte, dai momenti di semplice quotidianità al turismo.

Ma l’introduzione, aggiunta all’ultimo, è dedicata alla tragedia di Cleveland. Coinvolge Facebook direttamente da quando Steve Stephen ha pubblicato sul social network il video dell’omicidio rimosso con ore di ritardo. “Ci siamo sempre concentrati sui rapporti con gli amici e con la famiglia”, ha detto Zuckerberg. “Dobbiamo ora lavorare per avvicinare le persone in una società divisa. Puntando su quei gruppi sociali, dai club sportivi alle chiese, che in questi ultimi dieci anni hanno dovuto fare i conti con il declino. Abbiamo una serie di strumenti per aiutali. Ma come ha dimostrato la tragedia di Cleveland c’è ancora tanto lavoro da fare per evitarle che cose del genere succedano di nuovo”. Punto, poi si passa alla realtà aumentata.

“L’anno scorso abbiamo detto che il mondo andrà verso la condivisione di qualsiasi cosa e di qualsiasi momento”, ha continuato il fondatore di Facebook. “Indossando un semplice paio di occhiali un domani se si andrà a Roma basterà guardare il Colosseo per avere informazione su quel monumento. Vogliamo estendere il mondo nell’online. Uniremo reale e digitale. E cominceremo a farlo attraverso la camera dello smartphone con la nuova piattaforma che apre oggi in beta”. Lo schema è noto: informazioni in tempo reale che arrivano al Web e oggetti digitali che vengono aggiunti per arricchire gli ambienti che ci circondano. Ma stavolta lo si fa da dentro Facebook senza più dover aprire altre app. Puoi inquadrare un oggetto, scattare una foto, scriverci sopra una frase e aggiungere effetti 3D. Di fatto si costruiscono ambienti in tre dimensioni sui quali si può intervenire in vari modi grazie alla visione computerizzata trasformandoli in luoghi interattivi simili a quelli di un gioco o un film d’animazione. L’hanno chiamata Camera Effects Platform.

“Il cammino è lungo, questo è solo un primo passo”, spiega Mark Zuckerberg. Ma è quanto basta per far capire dove sta mirando. Sta cercando per l’ennesima volta di inglobare dentro il suo social network un altro business. Con buona pace di Sony, Nintendo e Microsoft. Se la nuova piattaforma dovesse funzionare, verosimilmente il loro pubblico diminuirà, perché le applicazioni più di successo saranno soprattutto videogame. A quanto pare l’esperimento con la realtà virtuale e l’acquisizione di Oculus, pagata due miliardi di dollari nel 2014, non è andato come speravano a Facebook. E ora che Palmer Luckey, il creatore di Oculus, ha lasciato la compagnia dopo aver apertamente supportato siti di fake news contro Hillary Clinton, Zuckerberg e compagni hanno deciso di voltare pagina. Anche se continuano a lavorare sulla realtà virtuale e su un nuovo visore simile all’Hololens di Microsoft che arriverà chissà quando e chissà a quale prezzo, mentre sviluppano un nouvo Second Life, battezzato Facebook Spaces, che è vita reale in forma immersiva. Assieme a Messenger, ora a 1,2 miliardi di utenti, che diventa ancor più interattivo e permetterà ad esemopio ai ristoranti di rispondere con la Ai ai propri clienti.

La realtà aumentata è più accessibile, più facile e come ha dimostrato Pokémon Go può essere di grande successo. Il tutto grazie all’uso dell’intelligenza artificiale adoperata in questa sede per riconoscere gli oggetti e unirli in maniera credibile con il virtuale. La stessa che su altri fronti, riconoscimento delle immagini e del discorso, non ha certo aiutato Facebook a bloccare la diffusione di notizie bufala e video di pazzi omicidi. Intendiamoci: se certe cose accadono non è colpa del social network. Ma da un colosso del genere ci si aspettava qualcosa di più per bloccarle ed evitare che certi video circolino liberamente.

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