Scegliere un’auto a GPL è, oggi più che mai, una delle mosse più intelligenti per chi vuole tagliare drasticamente i costi del carburante e viaggiare con un occhio di riguardo per l’ambiente. Tuttavia, bisogna essere onesti, un motore bi-fuel ha le sue peculiarità e, per farlo durare quanto (o più) di un diesel, serve una manutenzione mirata.
Manutenzione dell’impianto
In officina lo ripetiamo sempre: un’auto ha bisogno della sua manutenzione e non basta limitarsi al classico cambio dell’olio motore. L’impianto a GPL richiede un piano supplementare rispetto al normale motore a benzina, essenziale per evitare che la spia check engine si accenda nel bel mezzo di un viaggio. Il GPL è carburante “secco” e la sua qualità può impattare enormemente sulla longevità del sistema. Ecco i componenti principali e quando devi assolutamente controllarli:
filtro fase liquida: agisce come prima protezione, bloccando le impurità grossolane presenti nel GPL prima che arrivino al riduttore, va cambiato mediamente ogni 15.000 km;
filtro fase gassosa: situato tra il riduttore e gli iniettori, serve a fermare i residui oleosi che si creano durante la gassificazione, anche per questo la scadenza è ogni 15.000 km;
candele d’accensione: il GPL richiede una scintilla perfetta per innescare correttamente la combustione. Un’auto che a benzina funziona regolarmente, a gas potrebbe “strattonare” se le candele sono usurate, sostituirle ogni 40.000 km è la norma, ma l’uso di candele all’iridio o al platino è caldamente consigliato per una scintilla più potente e costante;
iniettori: questi componenti dosano il gas al millesimo di secondo. Non hanno un chilometraggio fisso, poiché la loro durata dipende tutta dalla pulizia del combustibile. Gli iniettori BRC sono famosi per la loro robustezza, mentre quelli Landi Renzo, spesso in plastica, sono più sensibili allo sporco ma decisamente più economici da sostituire;
riduttore di pressione: trasforma il gas da liquido a gassoso, solitamente va revisionato o sostituito intorno ai 100.000 km;
controllo gioco valvole: il GPL brucia a temperature più elevate, stressando meccanicamente le sedi delle valvole. Se il motore non ha le punterie idrauliche (che si autoregolano), vanno controllate e regolate ogni 40.000 km per evitare danni seri alla testata.
Un aspetto fondamentale che influenza la manutenzione del sistema è la qualità del gas, se durante i rifornimenti trovi “gas sporco”, i filtri e gli iniettori possono saltare molto prima del previsto. Al contrario, con un gas di alta qualità, l’impianto rimane efficiente e pulito molto più a lungo.
Sostituzione della bombola
Oltre alla meccanica, c’è la legge che non ammette ignoranza. Il serbatoio del GPL ha una data di scadenza “scolpita” che prevede la sostituzione obbligatoria ogni 10 anni. È una norma di sicurezza fondamentale legata alla resistenza del contenitore a pressione. Ma attenzione, il calcolo della data di scadenza cambia a seconda di com’è nata la tua auto:
impianto di serie: se l’auto è uscita dalla fabbrica già con l’impianto a gas (come i modelli Dacia, Renault o Fiat), i 10 anni partono dalla data della prima immatricolazione del veicolo;
impianto aftermarket: se hai deciso di installare l’impianto in un secondo momento, la scadenza parte dalla data del collaudo dell’impianto stesso riportata sulla carta di circolazione.
Cosa si rischia a circolare con la bombola scaduta?
Dimenticarsi della scadenza del serbatoio GPL è un rischio enorme che mette a repentaglio la legalità del veicolo. Ecco cosa succede se ti fermano per un controllo o, peggio, se sei coinvolto in un sinistro:
sanzioni e ritiro del libretto: circolare con la bombola scaduta comporta una multa che parte da circa 170 euro e il ritiro immediato della carta di circolazione. L’auto non può più circolare finché non viene messa a norma;
revisione ministeriale bocciata: è fisicamente impossibile superare la revisione periodica se il serbatoio è fuori validità. Il tecnico è obbligato a emettere un esito negativo, rendendo l’auto inutilizzabile per legge;
il dramma della rivalsa assicurativa: questo è il punto che spaventa di più. In caso di incidente, l’assicurazione paga i danni a terzi ma, avendo tu circolato con un veicolo non a norma, può esercitare il diritto di rivalsa, venendo a chiedere a te il rimborso totale di quanto sborsato;
fermo amministrativo: se le autorità ritengono la situazione pericolosa, possono imporre delle misure preventive che bloccano il veicolo, aumentando esponenzialmente i costi di gestione burocratici.
Costo di manutenzione
Mantenere un impianto GPL ha un costo ulteriore rispetto alla classica manutenzione dell’auto, ma è un investimento necessario. Ecco cosa aspettarsi mediamente per i principali interventi:
sostituzione bombola decennale: tra serbatoio nuovo, multivalvola (fondamentale per la sicurezza), manodopera e aggiornamento dei documenti, il costo oscilla tra 480 euro e 650 euro;
tagliando ordinario: la sostituzione dei due filtri (fase liquida e fase gassosa) unita a un controllo elettronico generale dei parametri della centralina costa tra gli 80 e i 120 euro;
riduttore di pressione: rimetterlo a nuovo con membrane nuove o cambiarlo integralmente richiede una spesa che varia tra i 250 e i 350 euro;
manutenzione degli iniettori: la sostituzione completa del rail può superare i 300 euro. Ricorda che gli iniettori BRC costano di più dei Landi, ma tendono a durare molto più a lungo;
regolazione gioco valvole: è un lavoro meccanico di precisione che richiede tempo, considera una spesa tra i 150 e i 300 euro in base al modello di auto.
I consigli per preservare il motore
Da tecnico che vede passare centinaia di auto in officina, posso spiegare qualche “trucco del mestiere” per far sì che la tua auto bi-fuel diventi eterna:
guidare a benzina: ogni 500 km percorsi a gas è consigliabile fare almeno 10 km esclusivamente a benzina. Serve a mantenere gli iniettori benzina puliti e far sì che la centralina non “perda gli adattamenti” sulla carburazione originale;
mai viaggiare in riserva di benzina: tieni sempre almeno 1/4 di serbatoio. La pompa carburante quando è in funzione usa la benzina stessa per raffreddarsi;
attenzione alla qualità del gas: se senti l’auto che “singhiozza” subito dopo un pieno, hai caricato gas sporco. Non aspettare che passi, è necessario andare in officina per salvare gli iniettori prima che sia troppo tardi;
kit di lubrificazione (Flashlube): se il tuo motore è nato a benzina, molto probabilmente ha delle sedi valvole che non sono specifiche per il gas (ovvero non sono in acciaio rinforzato), questo kit aiuta a ridurre l’usura precoce e lo stress termico sulla testata;
non ignorare la spia motore: se si accende, non dare per scontato che sia “il solito errore del gas”. Spesso indica una carburazione troppo “magra” che sta surriscaldando la testata. Una calibrazione elettronica tempestiva può salvarti il motore;
usa gli additivi con intelligenza: ogni 20.000 km circa, utilizza un additivo specifico per GPL. Pulisce la multivalvola, lubrifica le membrane del riduttore e tiene in forma l’intero impianto, prevenendo costosi blocchi meccanici.