A Silverstone la Ferrari SF-26 cancella le incertezze austriache, confermando fin dalle libere un setup maturo e un’ottima gestione ibrida. La conferma definitiva arriva in una Qualifica Sprint orchestrata alla perfezione dal muretto e sublimata in pista dal talento inesauribile di Hamilton. A quarantun anni l’inglese infiamma il suo pubblico domando la Mercedes e distaccando Leclerc, con un terzo settore magistrale che regala a Maranello una storica pole position. Charles solo quarto.
GP Silverstone, resoconto FP1: Ferrari subito pronta
La prima e unica sessione di libere sul tracciato inglese restituisce da subito un quadro incoraggiante per il box di Maranello. Su un tracciato insidioso, il Cavallino Rampante ha impostato un programma di lavoro chirurgico. Lavoro focalizzato in prima battuta sull’ottimizzazione dell’energia e sull’affinamento di un bilanciamento di base già abbastanza maturo sin dai primi giri.
Dal punto di vista telaistico e aerodinamico, la SF-26 ha risposto positivamente con la mescola Hard. La delibera della specifica aerodinamica con bargeboard a singolo elemento verticale ha garantito una base stabile per affrontare le alte velocità britanniche. Inizialmente, la monoposto ha mostrato una fisiologica tendenza alla rotazione utile nel lento, seppur accompagnata da una minima difficoltà nel centrare il punto di corda nelle pieghe più repentine.
Poi, a seguito di alcuni ritocchi a livello sospensivo, la Rossa è divenuta poco a poco più precisa trovando un posteriore finalmente molto stabile. L’utilizzo iniziale di mappature ibride medio-basse ha messo in luce l’urgente necessità di massimizzare il recupero energetico. Il fenomeno del super clipping si è fatto sentire, tutto vero, ma non come atteso per fortuna.
Ferrari ha lavorato molto bene sulle due fasi: harvesting e deployment. Visto i soli sessanta minuti a disposizione prima della sessione classificatoria, era molto importante presentarsi al meglio. La Rossa ha fatto bene i compiti da casa e in pista ha ulteriormente affinato la messa punto centrando di fatto un bilanciamento che funzionava bene. Serviva la conferma sul passo di qualifica.
Le due SF-26 danno gestire le Soft
La transizione sulle mescole Soft ha delineato le prime vere gerarchie sul giro secco. Entrambi gli alfieri Ferrari hanno dovuto fare i conti con il traffico nel primo settore, ma le dinamiche di guida sono state differenti. Charles Leclerc è parso faticare maggiormente nel trovare il ritmo ideale tra T1 e T2, pagando anche una vistosa correzione del posteriore in curva 3.
Decisamente più a suo agio Lewis Hamilton, bravo a domare qualche sbavatura, mettendoci tanto del suo , balzando di fatto in vetta alla classifica cronometrica. Ferrari si approcciava alla prima qualifica del weekend con una Rossa assai promettente, conscia di dover fare tutto in maniera perfetta per centrare l’obiettivo contro la super Mercedes ancora favorita.
GP Silverstone, resoconto qualifica sprint: Hamilton strepitoso
Il palcoscenico di Silverstone ha emesso il suo primo, inappellabile verdetto del fine settimana. Dopo le incertezze palesate nel recente appuntamento austriaco, la Scuderia Ferrari ha imposto la propria autorità nella Sprint Qualifying, capitalizzando al massimo il potenziale della SF-26. La sessione si è trasformata in un inesorabile crescendo tattico e prestazionale.
Qualifica culminata in una pole position storica che porta la firma di un intramontabile Lewis Hamilton, autentico dominatore in patria a quarantun anni. L’avvicinamento al momento decisivo è stato orchestrato con freddezza dal muretto box. Fin dalla SQ1, affrontata con la mescola Medium e un carico di carburante cautelativo, le monoposto italiane hanno palesato una precisione di inserimento notevole.
Lewis ha subito fatto la voce grossa, dettando il passo e mettendo margine sul compagno di squadra, nonostante alcune noie legate al traffico. Il focus ingegneristico si è immediatamente spostato sulla micro-gestione dell’handling: la telemetria ha guidato un preciso lavoro sui parametri del differenziale e sulla ripartizione di frenata, mirato a massimizzare le velocità a centro curva.
La transizione in SQ2 ha confermato la solidità della piattaforma aerodinamica, pur rivelando alcune spigolosità. La ricerca della perfetta finestra termica degli pneumatici è divenuta l’ago della bilancia. Nonostante un leggero sovrasterzo nelle curve a media velocità e qualche sbavatura, Hamilton ha superato il taglio con assoluta disinvoltura. Stesso discorso per il monegasco però meno in palla.
Lewis davanti a tutti esulta davanti al pubblico di casa
Il vero capolavoro di guida si è concretizzato nella decisiva SQ3. Con il passaggio alle mescole Soft, determinanti per l’extra grip ma critiche nel warm-up, le gerarchie si sono definite in modo brutale. Nel confronto diretto con la Mercedes W17, performante nel T1 ma leggermente in debito nel guidato, la Ferrari numero 44 ha costruito il suo vantaggio nel terzo settore.
Mentre Leclerc è stato costretto a un eccessivo lavoro di sterzo pagando a caro prezzo un vistoso sovrasterzo nell’ultima piega, Hamilton ha rasentato la perfezione. L’inglese ha estratto ogni stilla di prestazione, gestendo magistralmente l’auto pennellando un giro senza sbavature. Tre decimi e mezzo inflitti al compagno, pochi millesimi su Antonelli e pole in cassaforte: una prova di forza che rilancia la Rossa. La vittoria di Lewis a Barcellona non era un caso.
GP Silverstone, classifica finale Sprint Qualifying
N.
Pilota
Team
SQ1
SQ2
SQ3
Giri
1
44
Lewis Hamilton
Ferrari
1:29.273
1:28.747
1:28.376
14
2
12
Kimi Antonelli
Mercedes
1:29.746
1:28.846
1:28.387
15
3
1
Max Verstappen
Red Bull Racing
1:29.689
1:29.242
1:28.697
12
4
16
Charles Leclerc
Ferrari
1:29.380
1:28.922
1:28.703
14
5
63
George Russell
Mercedes
1:29.675
1:29.246
1:28.733
15
6
4
Lando Norris
McLaren
1:30.142
1:29.401
1:28.740
15
7
81
Oscar Piastri
McLaren
1:29.583
1:29.120
1:28.772
12
8
6
Isack Hadjar
Red Bull Racing
1:29.470
1:29.280
1:28.835
14
9
30
Liam Lawson
Racing Bulls
1:29.850
1:29.067
1:28.927
12
10
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
1:30.453
1:29.330
1:29.367
12
11
10
Pierre Gasly
Alpine
1:30.444
1:29.482
–
9
12
5
Gabriel Bortoleto
Audi
1:30.407
1:29.679
–
12
13
27
Nico Hulkenberg
Audi
1:30.107
1:29.707
–
12
14
43
Franco Colapinto
Alpine
1:30.894
1:29.983
–
9
15
55
Carlos Sainz
Williams
1:31.073
1:30.197
–
12
16
23
Alexander Albon
Williams
1:30.779
1:30.650
–
13
17
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
1:31.083
–
–
6
18
31
Esteban Ocon
Haas F1 Team
1:31.714
–
–
6
19
11
Sergio Perez
Cadillac
1:31.776
–
–
6
20
77
Valtteri Bottas
Cadillac
1:32.020
–
–
6
21
14
Fernando Alonso
Aston Martin
1:32.910
–
–
5
22
18
Lance Stroll
Aston Martin
1:32.988
–
–
5