• 18 Giugno 2026 13:47

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

F1, ora Ferrari sogna il Mondiale: perché la SF-26 può far paura a Mercedes

Giu 18, 2026

Nonostante il dominio iniziale della Mercedes nella stagione di Formula 1 2026, la Ferrari non molla la presa e costruisce un futuro ambizioso. Le doti intrinseche della SF-26, le conferme di Barcellona, gli aggiornamenti centrati, l’approccio aggressivo, l’ADUO e la mentalità rinnovata proiettano la Rossa verso un chiaro obiettivo: entrare prepotentemente nella lotta al vertice.

Perché Ferrari continua a nutrire speranze

Ferrari è partita con l’idea di lottare per il campionato del mondo nella stagione 2026. Era questo il target che, purtroppo, ben presto si è scontrato con la realtà della pista. Le aspettative non sono state del tutto confermate, mentre i favori del pronostico sulla Mercedes hanno restituito uno scenario che ha certifica il loro dominio: sei vittorie su sei Gran Premi.

Ma il team italiano non ha mollato la presa. Al contrario, ha spinto ancora di più sull’acceleratore per ricucire il gap sui primi della classe. Intendiamoci: l’obiettivo non è facile da raggiungere per il Cavallino Rampante, specie considerando avversari insidiosi come McLaren e Red Bull, in particolar modo con Max Verstappen. Resta però la convinzione di potercela fare, riassunta nei seguenti punti chiave:

Le caratteristiche intrinseche della Rossa
Il tracciato di Catalunya come banco di prova
Il funzionamento degli aggiornamenti
L’approccio aggressivo e anticipato
L’impatto del motore ADUO
La mentalità vincente

Ferrari SF-26: l’ottima base di partenza

La SF-26 è nata bene, sia a livello meccanico che aerodinamico. C’è chi ha definito la Rossa come la monoposto perfetta per il regolamento sbagliato: l’auto ha un super telaio, schemi sospensivi molto validi e una veste aerodinamica efficace: il motore è però deficitario, propio in un regolamento dove il peso del propulsore è più decisivo che mai.

In percorrenza la Rossa è tra le prime, se non la migliore; eccellente anche in trazione e per la capacità di assorbire cordoli senza mai scomporsi. Doti di spicco che fanno della Ferrari una vettura estremamente completa nel suo insieme. Anche la gestione gomme risulta efficace, specialmente dopo l’ultimo aggiornamento ai cerchi che ha permesso a Lewis Hamilton di volare nella gara di Barcellona.

Il test catalano brillantemente superato

Ed è proprio in Catalunya che arriva la conferma più importante per la storica scuderia. Non a caso, il tracciato spagnolo è stato teatro per moltissime annate dei test pre-stagionali. C’è una ragione chiara: non esiste giudice più imparziale del Montmelò. È proprio lì, tra quelle curve così tecniche ed esigenti, che si misura senza filtri il reale potenziale di una macchina.

Ottenere la prima vittoria, rifilando peraltro 20 secondi alla Mercedes, è il miglior modo di sbattere i pugni sul tavolo e sostenere: “Siamo forti“. E, in effetti, nessuno può affermare il contrario. Lo stesso Andrea Stella, team principal della McLaren, ha ribadito il concetto: “Osservando la Ferrari a Barcellona c’è una conferma importante: il miglior telaio della griglia appartiene alla SF-26“.

L’eccellente validazione degli aggiornamenti

Dopo il primo pacchetto di update correttivi introdotto a Miami, in molti hanno storto il naso. Tante novità che in pista non sembravano fare la differenza. Si trattava invece di correzioni propedeutiche allo step successivo che, puntualissimo, è arrivato perentorio al Gran Premio di Barcellona: nuova ala anteriore, bargeboard, imboccatura del fondo, pance, pavimento davanti alle ruote posteriori, cerchi e diffusore.

Una complessa serie di novità che hanno funzionato in perfetta sinergia, dialogando tra loro e fornendo un passo avanti concreto. I fatti parlano chiaro in tal senso, introducendo soluzioni destinate perfino a fare scuola. Un grande sforzo collettivo di tutto il team che merita di essere sottolineato, soprattutto considerando che ci troviamo solamente alla settima gara del calendario di Formula 1 2026.

Il vantaggio che Ferrari deve preservare

Da qui ci leghiamo a una tematica fondamentale nella massima categoria del motorsport. Fin da inizio stagione, Frederic Vasseur ha predicato ai quattro venti l’importanza dello sviluppo all’interno di un nuovo ciclo regolamentare, ben consapevole che, in uno scenario del genere, le evoluzioni tecniche avrebbero ricoperto un ruolo ancor più decisivo del solito.

Ma ci sono altri due dettagli che affondano le radici in questo punto: tempistiche e aggressività. Ferrari è in vantaggio sulla tabella di marcia degli update, un beneficio che le permette di sfruttare i miglioramenti prima dei competitor. Inoltre, è cambiata la forma mentis. Non c’è più la paura di sbagliare limitandosi al “compitino”; al contrario, emerge una propensione a innovare con soluzioni inedite e coraggiose.

La grande chance con l’ADUO

Il difetto più grande della Ferrari risiede nella power unit: un deficit di potenza complessiva che varia dai 20 ai 25 cavalli. Le fasi di harvesting e deployment fanno penare i ferraristi, che sul giro secco incassano sistematicamente due o tre decimi sui rettifili più importanti, senza poter fare nulla al riguardo. Un gap che, se azzerato, potrebbe consentire di giocarsela alla pari, o addirittura di imporre il proprio ritmo. Ed è qui che entra in gioco l’ADUO.

La deroga concessa dalla FIA permette ai motoristi in ritardo di modificare la power unit per ricucire lo strappo. Ferrari rientra nella fascia del 4-6%, finestra che le autorizza l’intervento su diverse macro-componenti. Già in Austria dovrebbe debuttare il primo update per recuperare terreno, un innesto molto comodo al Red Bull Ring, pista caratterizzata da lunghi tratti ad alta velocità di percorrenza. Per lo step successivo, quello più corposo, si dovrà invece attendere agosto inoltrato.

La visione Ferrari è sempre più estrema e votata all’attacco

L’ultimo argomento riguarda la profonda cognizione di causa del gruppo di lavoro. C’è stata grande euforia dopo la vittoria di Hamilton a Barcellona. Tuttavia, smaltiti i festeggiamenti, la squadra è tornata a operare con ancora più intensità per accelerare le tempistiche. Una mentalità che non solo non si rilassa, ma diviene ancor più esigente dopo aver dimostrato a sé stessa che i risultati possono arrivare.

Ed è proprio la somma di tutti questi fattori a fornire un ulteriore boost alla Ferrari: il team vuole stupire ancora, conscio di potersi giocare le proprie carte perseverando su questa strada. Il mondiale non è affatto chiuso, e il lavoro della Rossa mira a questo obiettivo: riaprire i giochi e lottare sino al termine della stagione. Non è concesso sbagliare, ovviamente. Ma, come detto, la paura di osare non abita più a Maranello.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close