La stagione 2020 di Formula 1 si avvia alla sua conclusione. Il Gran Premio di Abu Dhabi di questo pomeriggio metterà la parola fine a un mondiale convulso, intenso, con una sola cosa scontata, l’esito finale. La vittoria di quel Lewis Hamilton che non ce l’avrebbe fatta a stare in panchina un altro fine settimana, assistendo impotente alle gesta del giovane George Russell con la macchina. Nonostante il COVID-19 gli abbia lasciato degli strascichi che si fanno sentire ancora oggi sul suo corpo da atleta finissimo. I piloti di F1 lontano dalla loro monoposto si sentono come dei leoni in gabbia. Chiedere a Fernando Alonso per credere. E oggi Hamilton si ritroverà a partire dalla terza casella dello schieramento, come un comprimario qualsiasi, lui che comprimario certo non è.
A scattare davanti a tutti non sarà il suo compagno di squadra, Valtteri Bottas, bensì Max Verstappen, capace di godere proverbialmente tra i due litiganti di casa Mercedes. La pole Bottas l’ha persa per un soffio, soli 25 millesimi. Trainato dall’incoraggiamento – esplicitamente richiesto – da parte del boss Toto Wolff, Valtteri ha fregato Hamilton, ma è stato a sua volta beffato da Verstappen. Che oggi, peraltro, potrà contare su un passo gara assolutamente degno di nota, soprattutto con la mescola con la quale prenderà il via della gara, la media. E se da Max si attendono sempre grandi cose la domenica, non era invece così scontato che la spuntasse in qualifica, lui che, a dispetto del grandissimo talento, ha colto solo tre pole position in carriera.
Ma la partenza al palo di Verstappen è importantissima. Prima di tutto, perché la Mercedes non veniva battuta ad Abu Dhabi dall’inizio dell’era dell’ibrido. E in secondo luogo per via della conformazione della pista di Yas Marina, che rende difficile sorpassare. La chance migliore, per i piloti della Mercedes, sarà in partenza. Nota dolentissima sulla pagella stagionale di Bottas, che a Sakhir ha dimostrato ancora una volta di andare spesso nel pallone allo start, con conseguenze francamente fantozziane. Non è così per Hamilton, cui il terzo posto sta giocoforza molto stretto, anche se i giochi per il mondiale sono chiusi da tempo.

Non è invece ancora finita la lotta per il terzo posto nel mondiale costruttori tra Racing Point, McLaren e Renault. La prima sconterà gli effetti della necessità di cambiare diversi componenti sulla power unit di Sergio Perez, ormai giunta a fine vita. Il messicano è costretto ad una rimonta in un’occasione in cui, al netto di imprevisti, avrebbe potuto fare bene, visto il passo gara della panterona rosa RP20. E la McLaren, decisamente competitiva in qualifica, ha una marcia in più rispetto alla Renault, scioltasi come neve al sole quando il gioco si è fatto duro. Comunque la si metta, questa battaglia promette spettacolo.
Più defilata è la Ferrari, con Charles Leclerc, nono nella Q3, costretto a retrocedere in dodicesima posizione per via della penalità rimediata per l’incidente con Perez a Sakhir, e Sebastian Vettel tredicesimo. Non si può sempre vivere di miracoli, e oggi, al netto di colpi di scena, per la Rossa non sarà affatto facile. I limiti sul passo gara evidenziati nelle libere renderanno la vita non facile a Charles e a Sebastian, che quest’oggi vivrà lo straziante, commovente addio all’amata Rossa. Un rapporto intenso, dilaniante, da cui Sebastian esce provato, pieno di rimpianti. Ma ad Abu Dhabi si consumeranno altri addii. Quello di Daniel Ricciardo alla Renault, quello di Carlos Sainz alla McLaren e quello di Kevin Magnussen alla F1. Tempo di saluti, e di nuovi inizi, nella notte di Abu Dhabi.
La gara prenderà il via alle 14.10 italiane.