• 28 Aprile 2026 9:20

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Eccesso di velocità, il limitatore obbligatorio in auto per chi ha il piede pesante

Apr 28, 2026

L’eccesso di velocità, insieme alla guida in stato di ebbrezza e alla distrazione causata dagli smartphone, rappresenta oggi una delle principali piaghe globali, responsabile ogni anno di milioni di morti sulle strade di tutto il mondo. Nonostante l’esistenza di limiti quasi ovunque — con la rara eccezione delle Autobahn in Germania — il desiderio di spingere sull’acceleratore sembra resistere a sanzioni e campagne di sensibilizzazione. Tuttavia, una svolta radicale arriva dagli Stati Uniti, dove alcuni stati hanno deciso di passare dalla punizione pecuniaria al controllo tecnologico diretto sul veicolo.

La risposta radicale del Maryland

Il punto di partenza di questa rivoluzione è un dato allarmante: secondo gli studi, il 75% di chi riceve una sanzione per eccesso di velocità torna a violare i limiti in breve tempo. Ancor più grave è il fatto che tre quarti di coloro a cui viene sospesa la patente continuano a guidare illegalmente, ignorando completamente il divieto. Partendo da questi presupposti, lo Stato del Maryland ha approvato una legge pionieristica — seguita a ruota dalla Virginia — che introduce il concetto di limitatore di velocità obbligatorio per i guidatori definiti “ad alto rischio”.

Questa categoria include automobilisti con una storia pregressa di ripetute violazioni o colpevoli di infrazioni particolarmente gravi. Per loro, la legge non prevede solo la sospensione della patente, ma un intervento fisico sul veicolo: il mezzo viene temporaneamente sequestrato per l’installazione forzata di un dispositivo tecnologico che impedisce fisicamente di correre.

Come funziona l’ISA

Il dispositivo al centro di questa normativa è l’ISA (Intelligent Speed Assistance). Non si tratta di un semplice limitatore fisso, ma di un sistema dinamico e intelligente. Per funzionare, l’ISA si affida a tre pilastri tecnologici:

GPS e geolocalizzazione: per individuare l’esatta posizione del veicolo;
connessione internet: per ricevere in tempo reale i dati sui limiti di velocità vigenti nello specifico tratto di strada che si sta percorrendo;
interfaccia elettronica: comunica con il motore dell’auto per attivare il limitatore non appena si raggiunge la soglia massima consentita.

Alcune versioni più avanzate utilizzano persino telecamere frontali capaci di leggere la segnaletica verticale, garantendo il rispetto dei limiti anche in assenza di connessione internet. È la stessa tecnologia che oggi permette il funzionamento dei moderni Cruise Control adattivi.

Il futuro in Europa: auto già pronte?

Se negli Stati Uniti questa è una novità legislativa dirompente, in Europa la base tecnica è già una realtà consolidata. Dal 2024, infatti, tutti i nuovi veicoli immatricolati nell’Unione Europea devono essere equipaggiati di serie con sistemi ISA, in base al Regolamento UE n. 2019/2144.

Tuttavia, esiste una differenza fondamentale: attualmente, per legge, questi sistemi devono essere disattivabili dal conducente e spesso entrano in funzione solo su richiesta. Se l’Europa dovesse decidere di seguire l’esempio del Maryland per contrastare i guidatori recidivi, il passaggio sarebbe tecnicamente molto semplice. Molte auto moderne non richiederebbero alcuna modifica all’hardware (centraline o sensori), ma soltanto un aggiornamento del software per fare in modo che il limitatore ISA resti costantemente attivo e non possa essere spento dal guidatore.

Questa prospettiva apre un dibattito etico e sociale profondo: se lo Stato non può impedire a un trasgressore di mettersi al volante, la tecnologia può almeno impedirgli di trasformare la propria auto in un pericolo pubblico.

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