Automobilisti e ciclisti, a volte, sembrano un po’ come cane e gatto. Gli animi possono surriscaldarsi in un batter d’occhio, il tempo di un sorpasso troppo vicino, seguito magari da uno scambio animato, dove ciascuno è convinto di avere ragione. Ma talvolta la situazione può degenerare, fino ad assumere contorni tragici e quanto accaduto a Lanzo Torinese ha tutta l’aria di un promemoria di quanto il problema possa diventare serio.
A culmine di un acceso confronto con un gruppo di ciclisti, un 73enne li avrebbe investiti con la propria auto, per poi tornare indietro e colpirli una seconda volta. Quattro persone sono rimaste ferite e il conducente è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio. Una vicenda lontanissima dal normale battibecco sulla strada, nata però attorno a una situazione familiare a chiunque guidi: il sorpasso di una bicicletta.
Quando bisogna lasciare 1,5 metri alle biciclette
Non sembra un granché la distanza di un metro e mezzo. Eppure, come spiegato dalla Polizia stradale durante il Giro d’Italia, mentre sulle strade italiane sfrecciavano i professionisti delle due ruote, lasciare un margine rispetto alla sella di una bici nel rispettol Codice della Strada riduce il rischio di sorprese assai poco piacevoli.
E nel caso in cui la strada fosse troppo stretta? Il Codice ammette questa circostanza e, infatti, specifica che la distanza va rispettata “ove le condizioni della strada lo consentano”. Nessun dogma religioso da seguire alla lettera, quanto piuttosto un’indicazione generale da rapportare alle circostanze, anche se in nessuna di esse è, manco a dirlo, ammesso sfiorare il ciclista. L’incolumità generale viene prima di ogni altra cosa, perciò prima di iniziare il sorpasso sarebbe il caso di chiedersi se ci sia adeguato spazio per concluderlo senza mettere nessuno alle strette. In mancanza delle giuste condizioni è preferibile aspettare un’occasione migliore.
Cosa rischia i trasgressori
Qualche centimetro in meno può non sembrare la fine del mondo, ma se il sorpasso prende la piega sbagliata la situazione precipita. Da lì in poi iniziano i problemi e pure seri, perché la legge italiana riserva ai trasgressori conseguenze tutt’altro che simboliche. Già il mancato rispetto delle regole previste dal Codice espone a una sanzione, mentre un eventuale incidente porta la faccenda su un terreno ben diverso: le ferite determinano ulteriori beghe legali e la multa diventa il male minore. Tra i punti sottratti alla patente e possibili responsabilità di tipo penale, la manovra, durata una manciata di secondi, può portarsi dietro conseguenze lunghe e alquanto serie.
Non ci sarebbe quasi bisogno di dire che a Lanzo Torinese il metro e mezzo passa in secondo piano. Le autorità stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica della storia, che, lo ricordiamo, ha portato a quattro feriti. Saranno le indagini a stabilire fino in fondo che cosa sia accaduto e le responsabilità dell’automobilista, mentre l’accusa di tentato omicidio restituisce già la gravità attribuita all’episodio. Prestare un po’ di attenzione in più nella guida di tutti i giorni può comunque contribuire alla sicurezza di chi condivide la strada con noi.