• 8 Dicembre 2021 17:20

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Disoccupazione in calo a maggio: il tasso giù all’11,5%

Lug 1, 2016

MILANO – Buone notizie per l’Italia e il lavoro: torna a scendere il tasso di disoccupazione, sale – seppur in rallentamento – il numero di cittadini al lavoro e scende quello di coloro che stanno ai margini del ciclo produttivo, gli “inattivi”. Su base annua, a maggio si registrano quasi 300mila occupati in più (tutti dipendenti), mentre ci sono 175mila disoccupati e oltre 300mila inattivi in meno.

Torna dunque, secondo i dati provvisori dell’Istat, a scendere il tasso di disoccupazione a maggio: cala all’11,5%, dopo il rialzo del mese precedente (11,6% il dato rivisto di aprile). Se ad aprile si era registrato un aumento delle persone che cercano il lavoro senza fortuna, a maggio la stima dei disoccupati è tornata a puntare verso il basso: -0,8%, 24mila persone in meno sia tra gli uomini che tra le donne. Fermo invece il tasso di disoccupazione dei giovani: al 36,9% (che rappresenta coloro che non trovano lavoro avendolo cercato), mentre se si riporta l’incidenza sull’intera popolazione tra i 15 e 24 anni si scende al 9,7%.

Con i dati #Istat di oggi siamo a 497mila posti di lavoro in più da febbraio 2014. Il #jobsact sta creato lavoro stabile #avantitutta

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 1 luglio 2016

La seconda buona notizia è che a questo calo corrisponde un aumento degli occupati e non degli inattivi, che lascia intendere che le persone siano state assorbite nel tessuto produttivo. Il tasso di occupazione è infatti in lieve miglioramento al 57,1%, in aumento di 0,1 punti rispetto al mese precedente. Il ritorno degli italiani al lavoro ha subito però un rallentamento: ci sono 21mila persone occupate in più a maggio, che rappresentano una crescita dello 0,1% mensile contro il +0,3% nei due mesi precedenti.

Il miglioramento dei dati sugli occupati è attribuito dall’Istat al riattivarsi delle donne, mentre per gli uomini c’è una sostanziale stabilità. A dispetto degli incentivi per assumere stabilmente, tra i dipendenti si registra una crescita di 11mila contratti permanenti e di 37mila contratti a termine. Soffrono gli autonomi, che risultano in calo di 28mila unità. D’altra parte, già i dati dell’Inps certificavano un netto assottigliarsi della pattuglia degli artigiani. Interessante l’annotazione della dinamica per fasce d’età: il tasso di occupazione tendenziale (maggio 2016 su 2015) sale infatti di 1,7 punti per gli over 50 e di 1,8 punti per i giovani tra 25 e 34 anni. Sembra dunque che inizi a riversarsi anche sui più giovani l’effetto benefico della ripresa del lavoro, anche in considerazione del fatto che il loro tasso di disoccupazione è calato di 1,8 punti contro i -0,5 punti dei più anziani.

Ancora le donne permettono il prosieguo del calo degli inattivi, coloro che non hanno lavoro né lo cercano: dopo il calo di marzo (-0,3%) e aprile (-0,8%), la loro truppa scende anche a maggio (-0,2%, pari a -27 mila). “Una diminuzione che riguarda esclusivamente le donne mentre si registra una stabilità tra gli uomini. Il tasso di inattività scende al 35,3% (-0,1 punti percentuali)”.

Quanto visto su base mensile vale anche – amplificato nei numeri assoluti – su base annua: “Si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+1,3%, pari a +299 mila). La crescita tendenziale è interamente attribuibile ai dipendenti, sia permanenti (+1,7%, pari a +248 mila) sia a termine (+3,5%, pari a +81 mila), mentre sono in calo gli indipendenti. Nello stesso periodo calano i disoccupati (-5,6%, pari a -175 mila) e gli inattivi (-2,2%, pari a -305 mila)”, riassume l’Istat.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close