• 15 Aprile 2021 6:19

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Dieselgate, 1° anniversario: c’è poco da festeggiare

Set 29, 2016
Dieselgate, 1° anniversario: c’è poco da festeggiare

Mentre a Parigi si celebra l’auto in tutte le sue forme, arrivano dati preoccupanti per le diesel: secondo un studio appena pubblicato da T&E (Transport & Enviroment, struttura di coordinamento europeo operante dal ’90 che controlla in termini di approccio ambientale le dinamiche del settore dei trasporti in tutte le sue estensioni), a truccare le carte sulle emissioni inquinanti sono stati praticamente tutti i costruttori.

Tutti baravano, tutti sapevano, solo VW è stata trovata con le mani nella marmellata: così, con ipocrita nonchalance, si è puntato il dito contro il gruppo di Wolfsburg, nascondendo sotto il tappeto verità scottanti.

Una tra tutte: secondo i calcoli T&E, ancora oggi ben 29 milioni tra vetture diesel e furgoni in circolazione sulle strade europee sono fuori norma, che soprattutto quelle classificate Euro5 superano di almeno tre volte il limite di NOx e che solo uno su quattro veicoli diesel immatricolati a partire dal 2011 rispetta quegli standard.

Numeri da brivido: il maggior numero di motori diesel “sporchi“ viaggia sulle strade francesi (5,5 milioni), seguita da Germania (5,3 milioni), Regno Unito (4,3 milioni), Italia (3,1 milioni), Spagna (1,9 milioni) e Belgio (1,4 milioni). Tutti veicoli ritenuti conformi alla legge al momento della loro vendita da parte delle autorità di omologazione nazionali.

«Il vero scandalo del Dieselgate in Europa – ha detto Greg Archer, direttore di T&E – è negli organi di controllo nazionali, che hanno chiuso almeno un occhio con l’unico scopo di proteggere le case automobilistiche nazionali o la propria attività. Ma barare sulla regolamentazione ambientale non è un crimine senza vittime, anzi: ci sarebbe bisogno di un organismo di controllo europeo indipendente, per impedire agli stati membri dell’UE di proseguire nella politica di difesa dei produttori di auto e per garantire il mercato unico, nell’interesse di tutti i cittadini».

Da oltre un anno da queste pagine sosteniamo che si è dato in pasto all’opinione pubblica il diesel indicandolo come il Moloch responsabile di tutti i mali, quindi di riflesso escludendo i motori a benzina quasi da ogni indagine sul loro effettivo contributo, a volte anche superiore, all’aumento delle emissioni nocive.

Invece sappiamo bene che anche sui propulsori a benzina si è barato, come avremo modo prossimamente di dimostrare, allo scopo di presentarli come più virtuosi di quanto in realtà siano. Torniamo però all’argomento iniziale: per redigere il suo report, T&E ha analizzato i dati delle emissioni di circa 230 vetture diesel, tutte omologate Euro6. Ne emerge un quadro davvero sconfortante, visto che nessuna (!) è risultata in regola.

Anche la più “virtuosa“ – quasi un effetto catartico, anche se la performance migliore non ha nulla a che fare con il Dieselgate, ma è dovuta alle scelte tecnologiche fatte prima dello scoppio della scandalo -, la Volkswagen, è oltre i limiti, con emissioni di una volta superiori.

Ma a spaventare sono altri numeri: Fiat e Suzuki inquinano in media 15 volte oltre il limite legale di NOx; i veicoli Renault-Nissan superano il limite di più di 14 volte, mentre General Motors (Opel/Vauxhall) inquina 10 volte di più, e tutti gli altri a seguire.

Una classifica poco lusinghiera: il processo di verità intorno al Dieselgate deve ancora iniziare.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close