AGI – Cristiano Ronaldo ha annunciato l’addio alla nazionale portoghese dopo 23 anni. Il 41enne attaccante dell’Al Nassr ha comunicato la decisione con un video di cinque minuti pubblicato sui social, spiegando che lascerà il Portogallo dopo gli impegni internazionali di novembre. Si avvia così alla conclusione una carriera iniziata nell’agosto del 2003 e caratterizzata da 146 reti in 234 presenze, numeri che valgono al cinque volte Pallone d’Oro i record mondiali di gol e partite disputate con una nazionale maschile.
La decisione arriva dopo settimane di tensioni con il commissario tecnico Jorge Jesus, culminate nell’abbandono del ritiro della nazionale alla fine di settembre. Una frattura che la Federcalcio portoghese aveva cercato di ricomporre, lasciando aperta la possibilità di un ritorno dell’attaccante. Ronaldo ha però deciso di chiudere la propria esperienza internazionale, dopo aver contribuito alla conquista dell’Europeo del 2016 e di due Nations League, nel 2019 e nel 2025.
Portugal estará sempre em mim https://t.co/dnFj51rxmh
— Cristiano Ronaldo (@Cristiano) November 5, 2026
Ronaldo: “È arrivato il momento di restituire la maglia numero 7”
“Portoghesi, è arrivato il giorno di restituire la maglia numero 7 della Nazionale”, ha esordito Ronaldo nel messaggio rivolto ai tifosi. “Non l’ho mai sentita come qualcosa di esclusivamente mio. Ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla, difenderla e portarla con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è arrivato il momento di consegnarla al futuro”. Una scelta sulla quale, ha ammesso il fuoriclasse portoghese, ha pesato anche il legame con la squadra e con i tifosi.
“Non è stata una decisione facile, perché ci sono decisioni che non si prendono soltanto con la testa. Si prendono anche con il cuore”
Nel ripercorrere la sua esperienza, Ronaldo ha voluto ricordare soprattutto le persone incontrate durante gli anni trascorsi in nazionale. “Quando guardo indietro e penso a tutto quello che ho vissuto con la Nazionale, non vedo soltanto partite, gol, record o trofei. Vedo persone. Vedo gli emigrati che per 90 minuti sentivano il Portogallo un po’ più vicino. Vedo milioni di portoghesi che non ho mai conosciuto personalmente, ma che hanno fatto parte della mia vita”.
La rottura con Jorge Jesus e l’addio al ritiro
L’annuncio arriva poco più di un mese dopo il caso che aveva messo in discussione il futuro di Ronaldo con il Portogallo. L’attaccante era rimasto in panchina per tutta la partita di Nations League contro la Norvegia del 27 settembre, una situazione insolita per il capitano, che aveva manifestato il proprio disappunto dopo essersi riscaldato senza essere utilizzato. Le tensioni erano aumentate nei giorni successivi, quando Ronaldo aveva appreso che non sarebbe partito titolare nemmeno nella sfida contro la Danimarca. Il 30 settembre, dopo un confronto con il presidente della Federcalcio portoghese Pedro Proença, il giocatore aveva deciso di lasciare il ritiro della nazionale.
Il commissario tecnico Jorge Jesus aveva inizialmente ridimensionato l’accaduto, negando l’esistenza di una rottura insanabile. Successivamente, dopo la vittoria per 2-1 contro la Norvegia del 4 ottobre, aveva ribadito la disponibilità a riaccogliere il giocatore. “Se vuole, tornerà in nazionale. Possiamo parlare prima delle prossime convocazioni, ma sarà Cristiano a decidere”, aveva dichiarato Jesus, secondo quanto riportato da Reuters. Anche Proença aveva sostenuto che Ronaldo rientrasse ancora nei piani della federazione, definendo l’episodio un malinteso da risolvere internamente.
Nel frattempo, l’attaccante aveva pubblicato un lungo comunicato nel quale accusava il commissario tecnico di non aver rispettato gli accordi relativi al suo impiego in campo. Ronaldo aveva anche chiesto scusa ai compagni e ai tifosi per aver abbandonato il ritiro, assumendosi la responsabilità del gesto. La federazione aveva quindi disposto una squalifica di 30 giorni.
Dal debutto nel 2003 ai trionfi con il Portogallo
Ronaldo aveva esordito con la nazionale maggiore il 20 agosto 2003, a 18 anni, in un’amichevole contro il Kazakistan. Da allora è diventato il principale punto di riferimento del calcio portoghese, attraversando diverse generazioni di giocatori e partecipando a sei edizioni dei Mondiali. Il primo grande successo è arrivato nel 2016, quando il Portogallo ha conquistato il suo primo titolo europeo battendo la Francia nella finale di Saint-Denis. Ronaldo, costretto a lasciare il campo per un infortunio nel primo tempo, aveva seguito dalla panchina la vittoria ottenuta ai supplementari grazie a una rete di Éder.
Nel 2019 il Portogallo ha poi vinto la prima edizione della Nations League, superando i Paesi Bassi in finale. Il secondo trionfo nella competizione è arrivato nel 2025, con il successo ai rigori contro la Spagna. Con 146 gol in 234 presenze, Ronaldo detiene i primati assoluti di reti e apparizioni nel calcio internazionale maschile. Un bilancio costruito nell’arco di oltre due decenni, durante i quali l’attaccante ha rappresentato il Portogallo ai massimi livelli del calcio europeo e mondiale.
Il saluto ai tifosi: “Ho dato tutto per questa maglia”
Nel messaggio pubblicato sui social, Ronaldo non ha nascosto le difficoltà incontrate durante la propria carriera. “Ci sono stati pomeriggi e serate perfetti, ci sono state vittorie che non dimenticherò mai, ci sono state sconfitte che ancora oggi faccio fatica a ricordare. Ho anche sbagliato, ho anche sofferto, ci sono stati anche momenti in cui non sono stato capace di dare ai portoghesi ciò che desideravano tanto”.
Il campione ha però rivendicato l’impegno profuso nel corso degli anni. “Non mi sono mai arreso. E soprattutto, non ho mai smesso di provare orgoglio nel rappresentare il Portogallo”, ha sottolineato, ringraziando i tifosi per il sostegno ricevuto. Ronaldo ha poi rivolto un pensiero alle nuove generazioni, chiamate a raccogliere la sua eredità. “Il Portogallo avrà sempre bisogno di giovani che sognano, di giocatori che non si arrendono mai, di nuove generazioni che credono sia possibile arrivare dove nessuno è mai arrivato”.
Infine, il congedo dalla nazionale, che continuerà comunque a sostenere da tifoso. “Me ne vado a testa alta, orgoglioso della strada che ho percorso e consapevole di aver dato tutto quello che avevo per il Portogallo. Ma non smetterò mai di essere uno di voi. Continuerò a soffrire, a emozionarmi e a festeggiare ogni vittoria del Portogallo con il cuore”. “Ho trascorso la mia vita lavorando per diventare il miglior giocatore del mondo. Oggi capisco che la vittoria più grande è stata quella di aver meritato di rappresentare il miglior Paese del mondo”, ha concluso Ronaldo.
AGI – Cristiano Ronaldo ha annunciato l’addio alla nazionale portoghese dopo 23 anni. Il 41enne attaccante dell’Al Nassr ha comunicato la decisione con un video di cinque minuti pubblicato sui social, spiegando che lascerà il Portogallo dopo gli impegni internazionali di novembre. Si avvia così alla conclusione una carriera iniziata nell’agosto del 2003 e caratterizzata da 146 reti in 234 presenze, numeri che valgono al cinque volte Pallone d’Oro i record mondiali di gol e partite disputate con una nazionale maschile.
La decisione arriva dopo settimane di tensioni con il commissario tecnico Jorge Jesus, culminate nell’abbandono del ritiro della nazionale alla fine di settembre. Una frattura che la Federcalcio portoghese aveva cercato di ricomporre, lasciando aperta la possibilità di un ritorno dell’attaccante. Ronaldo ha però deciso di chiudere la propria esperienza internazionale, dopo aver contribuito alla conquista dell’Europeo del 2016 e di due Nations League, nel 2019 e nel 2025.
Portugal estará sempre em mim https://t.co/dnFj51rxmh — Cristiano Ronaldo (@Cristiano) November 5, 2026
Ronaldo: “È arrivato il momento di restituire la maglia numero 7”
“Portoghesi, è arrivato il giorno di restituire la maglia numero 7 della Nazionale”, ha esordito Ronaldo nel messaggio rivolto ai tifosi. “Non l’ho mai sentita come qualcosa di esclusivamente mio. Ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla, difenderla e portarla con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è arrivato il momento di consegnarla al futuro”. Una scelta sulla quale, ha ammesso il fuoriclasse portoghese, ha pesato anche il legame con la squadra e con i tifosi.
“Non è stata una decisione facile, perché ci sono decisioni che non si prendono soltanto con la testa. Si prendono anche con il cuore”
Nel ripercorrere la sua esperienza, Ronaldo ha voluto ricordare soprattutto le persone incontrate durante gli anni trascorsi in nazionale. “Quando guardo indietro e penso a tutto quello che ho vissuto con la Nazionale, non vedo soltanto partite, gol, record o trofei. Vedo persone. Vedo gli emigrati che per 90 minuti sentivano il Portogallo un po’ più vicino. Vedo milioni di portoghesi che non ho mai conosciuto personalmente, ma che hanno fatto parte della mia vita”.
La rottura con Jorge Jesus e l’addio al ritiro
L’annuncio arriva poco più di un mese dopo il caso che aveva messo in discussione il futuro di Ronaldo con il Portogallo. L’attaccante era rimasto in panchina per tutta la partita di Nations League contro la Norvegia del 27 settembre, una situazione insolita per il capitano, che aveva manifestato il proprio disappunto dopo essersi riscaldato senza essere utilizzato. Le tensioni erano aumentate nei giorni successivi, quando Ronaldo aveva appreso che non sarebbe partito titolare nemmeno nella sfida contro la Danimarca. Il 30 settembre, dopo un confronto con il presidente della Federcalcio portoghese Pedro Proença, il giocatore aveva deciso di lasciare il ritiro della nazionale.
Il commissario tecnico Jorge Jesus aveva inizialmente ridimensionato l’accaduto, negando l’esistenza di una rottura insanabile. Successivamente, dopo la vittoria per 2-1 contro la Norvegia del 4 ottobre, aveva ribadito la disponibilità a riaccogliere il giocatore. “Se vuole, tornerà in nazionale. Possiamo parlare prima delle prossime convocazioni, ma sarà Cristiano a decidere”, aveva dichiarato Jesus, secondo quanto riportato da Reuters. Anche Proença aveva sostenuto che Ronaldo rientrasse ancora nei piani della federazione, definendo l’episodio un malinteso da risolvere internamente.
Nel frattempo, l’attaccante aveva pubblicato un lungo comunicato nel quale accusava il commissario tecnico di non aver rispettato gli accordi relativi al suo impiego in campo. Ronaldo aveva anche chiesto scusa ai compagni e ai tifosi per aver abbandonato il ritiro, assumendosi la responsabilità del gesto. La federazione aveva quindi disposto una squalifica di 30 giorni.
Dal debutto nel 2003 ai trionfi con il Portogallo
Ronaldo aveva esordito con la nazionale maggiore il 20 agosto 2003, a 18 anni, in un’amichevole contro il Kazakistan. Da allora è diventato il principale punto di riferimento del calcio portoghese, attraversando diverse generazioni di giocatori e partecipando a sei edizioni dei Mondiali. Il primo grande successo è arrivato nel 2016, quando il Portogallo ha conquistato il suo primo titolo europeo battendo la Francia nella finale di Saint-Denis. Ronaldo, costretto a lasciare il campo per un infortunio nel primo tempo, aveva seguito dalla panchina la vittoria ottenuta ai supplementari grazie a una rete di Éder.
Nel 2019 il Portogallo ha poi vinto la prima edizione della Nations League, superando i Paesi Bassi in finale. Il secondo trionfo nella competizione è arrivato nel 2025, con il successo ai rigori contro la Spagna. Con 146 gol in 234 presenze, Ronaldo detiene i primati assoluti di reti e apparizioni nel calcio internazionale maschile. Un bilancio costruito nell’arco di oltre due decenni, durante i quali l’attaccante ha rappresentato il Portogallo ai massimi livelli del calcio europeo e mondiale.
Il saluto ai tifosi: “Ho dato tutto per questa maglia”
Nel messaggio pubblicato sui social, Ronaldo non ha nascosto le difficoltà incontrate durante la propria carriera. “Ci sono stati pomeriggi e serate perfetti, ci sono state vittorie che non dimenticherò mai, ci sono state sconfitte che ancora oggi faccio fatica a ricordare. Ho anche sbagliato, ho anche sofferto, ci sono stati anche momenti in cui non sono stato capace di dare ai portoghesi ciò che desideravano tanto”.
Il campione ha però rivendicato l’impegno profuso nel corso degli anni. “Non mi sono mai arreso. E soprattutto, non ho mai smesso di provare orgoglio nel rappresentare il Portogallo”, ha sottolineato, ringraziando i tifosi per il sostegno ricevuto. Ronaldo ha poi rivolto un pensiero alle nuove generazioni, chiamate a raccogliere la sua eredità. “Il Portogallo avrà sempre bisogno di giovani che sognano, di giocatori che non si arrendono mai, di nuove generazioni che credono sia possibile arrivare dove nessuno è mai arrivato”.
Infine, il congedo dalla nazionale, che continuerà comunque a sostenere da tifoso. “Me ne vado a testa alta, orgoglioso della strada che ho percorso e consapevole di aver dato tutto quello che avevo per il Portogallo. Ma non smetterò mai di essere uno di voi. Continuerò a soffrire, a emozionarmi e a festeggiare ogni vittoria del Portogallo con il cuore”. “Ho trascorso la mia vita lavorando per diventare il miglior giocatore del mondo. Oggi capisco che la vittoria più grande è stata quella di aver meritato di rappresentare il miglior Paese del mondo”, ha concluso Ronaldo.