Continua a crescere il fatturato all’estero delle grandi e medie imprese di costruzione italiane, per l’11 anno consecutivo. E la crescita accelera: nel 2015 i cantieri all’estero hanno portato ricavi per 10,99 miliardi di euro, +14,5% sul 2014, contro i +10,2%, +8,6% e +11,1% dei tre anni precedenti. Nel frattempo, sempre nel 2015, il fatturato in Italia delle stesse imprese calato a 5,137 miliardi, -12,2%, arrivando a rappresentare solo il 30% dei ricavi dei grandi costruttori. Il Rapporto Ance 2016 sulla presenza delle imprese italiane di costruzione all’estero (dati 2015), stato presentato oggi alla Farnesina con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. All’incontro hanno partecipato il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il direttore generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina, Vincenzo De Luca, e il presidente del Comitato Estero dell’Ance Giandomenico Ghella.

Fatturato estero in crescita

L’indagine Ance si svolge, come ogni anno dal 2004, sulle 38 imprese grandi e medie con forte presenza sui mercati esteri, campione che rappresenta – secondo l’Ance – la quasi totalit delle attivit internazionali dell’industria delle costruzioni civili italiane. chiaro – spiega Ghella – che dai numeri dello studio emergono soprattutto le dinamiche internazionali delle maggiori imprese. Ma anche significativa la presenza di imprese di medie e piccole dimensioni, che hanno imboccato decisamente la via dell’internazionalizzazione. Undici anni fa il fatturato estero delle stesso campione di imprese era di 3,1 miliardi di euro, il 31,4% del loro fatturato, nel 2015 11,99 miliardi, il 70% del totale. La crescita cumulata 2004-2015 stata del 286%, il 14,5% medio annuo, mentre il fatturato in Italia sceso da 6,786 a 5,137 miliardi (-24,3%).

Contratti da 87 miliardi di euro

Alla fine del 2015 le imprese italiane di costruzione erano titolari di 627 contratti per un valore di oltre 87 miliardi di euro (+13 miliardi rispetto al 2014) e un portafoglio lavori di 46,5 miliardi. Nel solo 2015, i nuovi cantieri aperti sono stati 231 per un totale di 17,2 miliardi di euro (+30% rispetto alla media degli ultimi 8 anni) e un portafoglio ordini di 10 miliardi. I contratti di concessione sono 22 per quasi 34 miliardi. Le imprese italiane sono presenti in 89 Paesi (+5 mercati rispetto al 2014) e hanno creato, o controllano, oltre 280 societ di diritto estero, a testimonianza che l’attivit estera rappresenta ormai un business stabile. In forte aumento la presenza delle imprese italiane sui mercati pi sviluppati: i 7,3 miliardi di nuove commesse nei 21 Paesi Ocse rappresentano il 42% del totale dei contratti sottoscritti nel 2015 mentre i 16 Paesi del G-20 costituiscono il 33% del portafoglio lavori complessivo (28 miliardi di euro).

Salini Impregilo al top per fatturato

Secondo una ricerca del Cresme, il contributo dell’attivit estera delle costruzioni sul Pil italiano significativo: nel 2014, i 10,94 miliardi prodotti all’estero dalle imprese italiane hanno generato un impatto diretto sul nostro prodotto nazionale di 3,8 miliardi; la ricaduta complessiva, invece, oscillerebbe intorno allo 0,7-0,8%. A guidare la lista dei “campioni dei lavori all’estero” Salini Impregilo, con 4.028 milioni di fatturato fuori confine nel 2015 (l’85% del totale), seguito da Astaldi (2.357 milioni, 82,5%), Condotte (772 milioni, 58%), Bonatti (729,7 mln, 78%), Cmc di Ravenna (612,2 mln, 52%), Rizzani (546,3 mln, 82%), Trevi (536,7 mln, 89%), Ghella (474 mln, 66%), Sicim (327,3 mln, 99%), Icm (294,2 mln, 61%).

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