• 28 Ottobre 2021 23:54

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Cos’è e come funziona il lunotto termico

Ott 14, 2021

Il lunotto, chiamato così per la sua forma a mezzaluna, inizialmente era concepito con vetro fisso, per consentire la visuale posteriore, poi è stato dotato (su alcuni modelli di auto) di meccanismi per l’apertura, in modo da migliorare l’accessibilità al bagagliaio.

La differenza tra lunotto tradizionale e termico? Il secondo, più moderno, permette di sbrinare e disappannare il vetro in maniera completamente automatica e rapida, in modo da ridurre il consumo di energia al minimo, garantire la visibilità in poco tempo e in qualsiasi situazione e condizione atmosferica.

Il lunotto termico ha la capacità di mantenere sempre costante la sua temperatura, in modo da avere la minima condensa possibile. In questo modo si spende meno energia, arrivando a risparmiare anche fino al 43%.

Che cosa sono le resistenze elettriche del lunotto termico?

Innanzitutto, in fisica, una resistenza elettrica è una grandezza scalare che misura la tendenza di un corpo ad opporsi al passaggio di una corrente elettrica, nel momento in cui viene sottoposto a tensione elettrica. Un’opposizione che si crea a seconda del materiale e che dipende da questo, oltre che dalla sua temperatura e grandezza. Il passaggio della corrente in un conduttore genera riscaldamento.

E a questo proposito, possiamo dire che dalla potenza del lunotto si ricava la resistenza della rete elettrica; da quest’ultima e dalla lunghezza dei fili si ottiene una sezione totale della rete riscaldante. Le barre di connessione uniscono le resistenze e vengono stampate insieme a queste ultime. Se il lunotto è incollato alla carrozzeria, allora il collettore d’argento è sovrapposto. Su ogni barra di connessione viene saldato un capo–corda, collegato poi all’impianto elettrico dell’auto.

Come funziona il lunotto termico?

Innanzitutto è formato da una lastra di cristallo temprato su cui vengono aggiunte delle resistenze elettriche filiformi, alimentate dall’impianto elettrico della macchina stessa. Come abbiamo già detto, serve per il disappannamento e lo sbrinamento del vetro stesso.

Grazie alla diffusione di aria calda che viene dall’impianto di riscaldamento, è possibile sbrinare il lunotto. L’aria fresca, dopo il riscaldamento, viene spinta contro i vetri dalle ventole, e spesso viene deumidificata prima, grazie all’impianto di climatizzazione. Grazie alla deumidificazione, lo sbrinamento dei vetri è più rapido (il vapore acqueo viene assorbito dall’aria secca).

In base alla potenza fornita per unità di superficie riscaldata e al prodotto di questa con la superficie da scaldare, varia l’effetto di riscaldamento. Il sistema di fili che troviamo sulla lastra piana (ovvero sul vetro del lunotto posteriore dell’auto) viene fissato sul cristallo in un secondo tempo, e si tratta nello specifico del sistema conduttore per le proprietà della pasta d’argento utilizzata.

Ma come si ottiene il valore della potenza di cui si ha bisogno? Tutto dipende dalla scelta della pasta utilizzata, che può cambiare sia lungo l’elemento riscaldato, che tra un elemento e l’altro. In questo modo il sistema ha la capacità di compensare forti differenze di lunghezza tra i fili e quindi ottenere una distribuzione della potenza riscaldante uniforme.

Lunotto termico: come riparare le piste sbrinanti

Può succedere che il lunotto termico smetta di funzionare e che le linee sbrinanti non riescano più a disappannare e sbrinare il vetro. Questo non significa necessariamente che bisogna cambiare totalmente il cristallo, molto spesso infatti basta richiedere una riparazione da parte di professionisti del settore.

La riparazione è chiaramente la scelta migliore, sia per quanto riguarda le tempistiche, che dal punto di vista economico. Il nostro consiglio è quello di affidarsi a professionisti del settore, evitando il fai da te, che potrebbe addirittura peggiorare le condizioni del lunotto. In commercio in realtà è possibile trovare dei kit per la riparazione del lunotto termico, ma molto spesso non si ottiene il risultato desiderato, anzi, l’intervento risulta di qualità scadente.

Si tratta infatti di elementi molto delicati, da saper maneggiare e applicare alla perfezione, in virtù della loro stessa natura filiforme. Riparare in maniera approssimativa spesso significa anche ottenere un risultato poco gradevole alla vista.

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