• 8 Giugno 2026 11:56

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Copre la targa col passeggino per entrare nella ZTL

Giu 8, 2026

Nella Capitale, l’arte di “arrangiarsi” ha spesso camminato sul filo sottile che separa l’ingegno dall’illegalità. Se un tempo bastava un pezzo di nastro adesivo per camuffare una lettera della targa e ingannare l’occhio elettronico, oggi gli escamotage dei cosiddetti “furbetti” della ZTL si sono evoluti in forme quasi teatrali. Si è passati attraverso l’uso di impermeabili stesi strategicamente sul baule e portelloni lasciati aperti durante il transito sotto le telecamere, ma l’ultimo episodio registrato nelle strade romane ha raggiunto una vetta di surrealismo difficile da ignorare: l’utilizzo di un passeggino come scudo tattico.

Cronaca di una trasgressione

Il palcoscenico di questa bizzarra vicenda è la storica via Urbana, una delle arterie più caratteristiche del rione Monti, a pochi passi dalla stazione Termini. Qui, un uomo – identificato dai testimoni come un probabile papà – è stato colto sul fatto mentre metteva in scena quello che è stato definito l’ultimo stratagemma del 2026 per nascondere i dati identificativi del proprio veicolo.

Le immagini, immortalate da un passante e diffuse rapidamente attraverso vari canali social, mostrano una scena quasi metodica: l’uomo posiziona con estrema precisione il passeggino proprio dietro l’auto, saturando l’angolo visuale della telecamera del varco elettronico per impedire la rilevazione della targa. Non è stato un gesto frettoloso, ma un’azione studiata per eludere i controlli e guadagnare l’accesso alla zona a traffico limitato senza possedere il titolo necessario.

La clip ha generato un’ondata di reazioni contrastanti, diventando un termometro del sentimento popolare verso le restrizioni al traffico. Da un lato, una fetta di utenza ha applaudito alla trasgressione, definendo le ZTL come misure “persecutorie e vessatorie”. Dall’altro, la critica è stata feroce: molti hanno sottolineato come, oltre all’infrazione stessa, il gesto rappresenti un pessimo esempio educativo, insegnando a un figlio che le regole sono ostacoli da aggirare con l’inganno anziché norme da rispettare. Al di là del dibattito etico, il rischio materiale è pesantissimo: oltre alla sanzione pecuniaria di circa 90 euro, il conducente va incontro al fermo del veicolo e a una denuncia per occultamento di targa, una prospettiva tutt’altro che trascurabile.

 Perché la ZTL fa paura

Questi tentativi estremi di elusione si inseriscono in un clima di crescente tensione per la mobilità urbana. Molti automobilisti avevano scelto l’auto elettrica proprio per l’incentivo dell’accesso gratuito in centro, ma dal 1° luglio 2026 questo privilegio cesserà. Il Comune di Roma ha infatti deciso di introdurre un permesso a pagamento anche per i veicoli a batteria, mirando a un riequilibrio della domanda di accesso al cuore della città.

Il nuovo quadro economico prevede costi che possono pesare notevolmente sul budget annuale, rendendo l’ingresso in centro una sorta di “abbonamento” oneroso. Se per i residenti il pass rimane gratuito, per altre categorie le cifre salgono: i domiciliati nel Centro Storico dovranno pagare 1.000 euro all’anno, mentre per Trastevere la quota è di 500 euro. Anche artigiani e professionisti che operano quotidianamente nella ZTL dovranno ricalcolare i propri costi di esercizio, con tariffe che arrivano a toccare i 1.000 euro per i permessi successivi al primo.

In questo scenario, sebbene l’elettrico mantenga un vantaggio strategico e una maggiore resilienza rispetto ai futuri blocchi della Fascia Verde, la fine della gratuità totale sta spingendo alcuni verso scelte disperate. Tuttavia, come dimostra il caso di via Urbana, il risparmio di una tariffa o di una multa non varrà mai il prezzo di una denuncia.

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