Per combattere il caldo di queste ultime settimane il web ha in serbo un nuovo rimedio: prendi un tappo di sughero e lo infili nel foro della chiusura dell’auto, evitando l’ingresso della polvere e l’uso dell’aria condizionata. Ma sarà davvero efficace? Purtroppo, sebbene l’idea di un metodo fai-da-te abbia il suo fascino, tutto nasce da un equivoco. A quanto pare, l’apertura sul bordo della porta deve essere stata scambiata per una fessura comunicante con l’abitacolo, quando in realtà il punto non funziona come uno spiffero e il sughero non aggiunge alcuna barriera al calore.
I rischi del metodo
La protezione degli interni si trova a qualche centimetro di distanza, affidata alle guarnizioni di gomma che seguono il profilo della porta e vengono premute contro il telaio. È compito loro limitare acqua, rumori e spifferi, mentre coprire la serratura serve a ben poco. Oltretutto, il sughero non necessariamente rimane intero. Anche se fra le dita appare compatto, sotto la pressione esercitata dalla chiusura rischia di andare in mille pezzi.
A quel punto, le briciole si attaccano al lubrificante e finiscono per raggiungere angoli remoti, poi difficili da togliere. Magari la porta continua a funzionare e il proprietario pensa di averla scampata, tempo poco, però, e la maniglia può diventare dura o la chiusura scattare solo dopo qualche tentativo. Se così fosse, forzare sarebbe inutile o, addirittura, capace di peggiorare la situazione, spingendo i residui ancora più a fondo.
In caso di meccanismo bloccato, è meglio rimanere pazienti. Talvolta è necessario smontare il pannello interno: una volta eliminato il sughero impastato con il grasso, si verifica che gli elementi mobili siano ancora funzionanti. Il problema spesso finisce per presentarsi in un secondo momento, trasformando il rimedio gratuito in una fattura da centinaia di euro.
Una precisazione è quindi d’obbligo: il caldo accumulato non ha nulla a che vedere con la chiusura. I raggi solari attraversano i vetri e colpiscono plancia e sedili, fino a farli diventare roventi e scaldare l’aria intorno. In un abitacolo chiuso il ricambio avviene in minima parte, perciò la temperatura sale in fretta e nascondere il tappo di sughero nella chiusura della porta tende a creare ulteriori disagi, anziché risolverli. Meglio non credere a chi sostiene che il metodo permetta di raffreddare le superfici o di creare ombra.
Come abbassare la temperatura in auto
I sistemi veramente validi sono, insomma, quasi sempre gli stessi, risaputi da anni. Trovare un posto coperto evita l’esposizione e, laddove non fosse disponibile, è preferibile utilizzare un parasole, in grado almeno di limitare il riscaldamento della plancia e del volante. Prima di lasciare il mezzo conviene riflettere su dove si troverà il sole qualche ora più tardi, mettendo magari in pratica al ritorno il trucchetto di Hannah Fry, ovvero abbassare completamente il finestrino posteriore sul lato opposto rispetto al conducente, per poi aprire e richiudere rapidamente la portiera del guidatore due o tre volte. A quanto pare, il metodo suggerito dalla divulgatrice scientifica britannica consentirebbe di sostituire buona parte dell’aria intrappolata con quella proveniente dall’esterno.